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Lavoro e casa: le cifre di un'Italia che non fa per i giovani

by Andrea Saporetti
on Dicembre 17, 2013
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Sono recenti ed allarmanti i dati diffusi dall'Istat sui NEET, i giovani che non si formano né lavorano. 3,7 milioni di italiani costretti a fare i conti con un'Italia con poco lavoro e comunque precario. Cosa fare per avere una casa? Se il mutuo è un sogno difficilmente realizzabile, anche ottenere un affitto non è facile senza avere reddito. Bisogna rassegnarsi a stare a casa con i genitori per tutta la vita?

 

 

L'Italia non è un Paese adatto ai giovani.

Pensiamo a due fattori importanti della vita di una persona di giovane età: lavoro e casa. Due di quegli aspetti che richiedono determinazione, impegno e talvolta fortuna per poter essere sistemati senza che si debba ricorrere al classico "ammortizzatore sociale all'italiana", la famiglia.

Partiamo dal primo aspetto: il lavoro.

Sconfortanti, in questo senso, suonano i dati diffusi di recente dall'Istat, che inquadrano il fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment or Training) in Italia. L'Istituto di Statistica ha diffuso una elaborazione dei propri dati che fissa la soglia di giovane età al di sotto dei 35 anni.

Emerge un panorama da crisi nera: 3,7 milioni di giovani italiani che non trovano lavoro né si stanno formando. Di questi, 2,5 milioni sotto i 30 anni e 1,2 milioni tra i 30 e i 35 anni. Risorse umane potenzialmente disponibili per essere immesse nel mercato del lavoro, ma che in questo momento il mercato del lavoro non riesce ad assorbire.

Un universo composto da 1,3 milioni di under 35 che risultano disoccupati tout court, da 1,2 milioni di giovani che, pur non cercando attivamente lavoro, sarebbero disponibili a lavorare se venisse loro offerto un impiego e da altri 1,2 milioni di giovani che neppure valutano al momento la possibilità di lavorare, pur senza nel frattempo sottoporsi a periodi di formazione.

Quando si dice che studiare non serve a niente, si semplifica un po' troppo. Le statistiche ci dicono che di questi 3,7 milioni di italiani per i quali l'economia non riesce a trovare collocazione, solo 400 mila sono laureati o hanno conseguito titoli di studio post-laurea. Ben 1,8 milioni sono diplomati mentre 1,5 milioni dispongono della sola licenza media.

2013-12 Lavoro e casa le cifre di un-Italia che non fa per i giovaniEbbene, come il grafico mostra, tra gli under 35 del nostro Paese i NEET sono ormai una fetta cospicua: il 28,5% del totale.

Interessante incrociare questo dato con quello relativo all'abitazione.

Ci supportano i dati della recente indagine sul mercato dell'affitto stilata dall'Ufficio Studi Solo Affitti. Emerge un altro dato importante relativo agli under 35: questa fascia di popolazione costituisce il 54,4% del totale della domanda di affitto delle principali città del nostro Paese.

Dimensioni che mal si conciliano con l'ordine di grandezza dei dati sulla non occupazione che abbiamo visto.

Chi non dispone di reddito può accedere all'affitto solamente tramite il sostegno dei parenti. Non precisamente il modo per "rendersi indipendenti", verrebbe da dire. Né, tantomeno, può pensare di acquistare autonomamente casa, richiedendo in banca un mutuo. Una totale assurdità.

Questi dati ci confermano quindi che no, l'Italia non è proprio un Paese adatto ai giovani. E, ancor di più, a quelli che vogliono emanciparsi, andare a vivere da soli, staccarsi dalla famiglia.

La domanda sorge spontanea: è giusto che stare in casa con i genitori fino a 30 anni e oltre sia l'unica strada per tanti giovani italiani ai margini del mercato del lavoro?

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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