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Le 4 cose più odiate da chi cambia casa. Piccole e grandi (para)noie da trasferimento

by Andrea Saporetti
on Settembre 16, 2014
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Fare armi e bagagli per cambiare casa. Operazione già di per sé impegnativa, tra scatoloni e sfacchinate. Ma alcuni aspetti sgradevoli di contorno sono, a volte, persino peggiori, perché avvertiti come fastidiosi, antipatici o eccessivamente burocratici. Non sempre facili rapporti di vicinato, pratiche per il cambio di residenza, permessi per l'accesso alla ZTL e il parcheggio in centro, allacciamento delle utenze domestiche: qual è il vero incubo per gli italiani?

 

 

Irritazione. Noia. Fastidio. Lungaggini. Nervosismo. Burocrazia. Impazienza. Litigio. Perdita di tempo. Sono solo alcune delle controindicazioni che un cambio di casa porta necessariamente con sé.

Quando si pensa al trasferimento in una nuova abitazione, tanto che la si sia comprata quanto che la si sia presa in affitto, a fare da contraltare alla felicità per la nuova fase di vita e agli stimoli che il nuovo nido può portare con sé ci sono tanti, piccoli o grandi, motivi di irritazione da mettere in conto. Fastidiose circostanze a cui dover far fronte durante la fase di transizione.

Serve a volte qualche soldo in più del previsto, o magari tanta pazienza di cui non si dispone, sicuramente un grande spirito di adattamento. E alla fine, in un modo o nell'altro, se ne viene fuori. Ma, nel momento del passaggio dalla nuova alla vecchia abitazione, col pensiero agli scatoloni del trasloco e con la gestione degli artigiani e degli arredatori, alcune operazioni, pur necessarie, risultano odiose.

Blogaffitto ne ha scelte quattro, sicuramente tra le più invise a chi ha cambiato o sta cambiando casa, e le ha sottoposte all'inflessibile click del voto dei suoi lettori. Vediamo quindi l'esito di questa speciale classifica.

2014 09 Le 4 cose più odiate da chi cambia casa piccole e grandi paranoie del trasferimento

1° posto: allacciamento delle utenze domestiche (38,7%)

L'immagine è eloquente. Quasi il 40% delle risposte ricevute per il sondaggio di Blogaffitto individua nelle pratiche di allacciamento delle utenze la cosa che agli italiani risulta di massimo impiccio.

Telefonate interminabili per la stipula dei contratti telefonici, spesso divise in più tranches visto che la documentazione necessaria è tanta e le informazioni richieste sono innumerevoli e delle più varie. Ma non solo! A seconda del gestore scelto (energia elettrica, acqua e gas, igiene e ambiente, telefono fisso - per chi ancora decide di installarlo - e internet) le lungaggini potranno essere più o meno frammentate a seconda che si sia optato per un contratto unico luce, acqua, gas e ambiente con un unico fornitore o se si sia preferito un fornitore diverso per ciascuna esigenza. La speranza di risparmiare qualcosa sulle tariffe delle utenze c'è sempre, ma, per inciso, capirci qualcosa tra le diverse offerte è spesso lungo, brigoso e complicato!

E, dopo lo stress precontrattuale, la necessità di perdere tempo per l'appuntamento con il tecnico. Un abbraccio a chiunque si sia trovato ad attendere il tecnico per l'attivazione del contatore davanti alla nuova abitazione, senza neanche il privilegio di potersi lavare le mani dopo aver fatto pipì in casa propria.

 

2° posto: cambio di residenza (27,3%)

Basti una domanda per esprimere il pessimo feeling che intercorre tra me e la burocrazia: servono cinque pagine di modulo al Comune per sapere che ho cambiato residenza?

Disappunto che penso di poter condividere con tanti che hanno dovuto gestire questa fase, che hanno segnalato questa come la cosa fatta meno volentieri in sede di cambio di casa.

Oltre alla pratica in sé, la solita storia dell'accertamento del vigile. Al quale comunichi di presentarsi preferibilmente dalle 00:00 alle 7:30, ma che ti fa venire un accidente quando suona a casa tua ad un'ora strana e in una casa nella quale ancora non ti sei ambientato. Oh mio Dio, e chi è che suona a quest'ora?!

Non di poco conto le questioni legali e fiscali legate alla residenza, che comportano mille dubbi in tema di prima casa (es: come funziona con le agevolazioni fiscali se do in affitto l'abitazione acquistata come prima casa?), ma anche di affitto (es: posso prendere la residenza in un immobile affittato con contratto transitorio?).

 

3° posto: conoscenza con i nuovi vicini di casa (15,9%)

Gli italiani sono un popolo litigioso, si sa. La lite condominiale è una fattispecie che da sola potrebbe trovare una sua autonomia in ambito teatrale. È stato persino creato lo Stressometro, il che dice tutto. Ad ogni modo, non è quella della conoscenza con i vicini di casa la circostanza che più indispettisce anche i più litigiosi italiani che si trasferiscono: solo il 15% ha segnalato un forte risentimento per il necessario ambientamento con i vicini di casa del nuovo condominio o quartiere. Cambiare casa può sì voler dire trovarsi di fronte a chiassosi maleducati rompiscatole...ma non è detto che il cambiamento non porti invece con sé nuove e interessanti conoscenze.

 

4° posto: permesso per l'accesso in zona a traffico limitato e per il parcheggio in centro storico (9,1%)

Forse perché coinvolge solo un numero limitato di persone che si trasferiscono, o forse perché nel tempo tanti Comuni si sono attrezzati di sistemi sufficientemente veloci di gestione di queste pratiche, fatto sta che a chiudere la classifica delle quattro cose più odiate da fare quando si cambia casa è proprio l'ottenimento degli accessi alla ZTL e del parcheggio in centro. Cosa che, tengo a precisare, non condivido in alcun modo con il popolo della rete. Ma sono un democratico e accetto il responso del sondaggio con deferente rassegnazione.

 

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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