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L'efficienza energetica della casa interessa davvero?

by Andrea Saporetti
on Aprile 09, 2013
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La certificazione energetica è diventata, dalla sua introduzione, uno dei parametri fondamentali di valutazione degli immobili. Chi compra una casa, sia di nuova costruzione che usata, è sempre più attento a scegliere anche in base a parametri di efficienza energetica. In epoca di caro-energia, il risparmio futuro in bolletta diventa importante quando si acquista un immobile. E per chi cerca casa in affitto?

ace sapoAd aprile, per la prima volta dopo tre anni, le bollette del gas subiranno un ritocco al ribasso. Un -4,2% che suona davvero inconsueto, dopo l'ininterrotta escalation delle tariffe dovuta al costante e progressivo rialzo del costo della materia prima sui mercati internazionali.

Il nuovo metodo di calcolo inaugurato ad aprile dall'Autorità Garante per l'Energia regala un piccolo sospiro di sollievo ai tantissimi italiani che vivono con ansia l'arrivo della bolletta del gas: circa 60€ di risparmio medio stimato all'anno. Certo, un'inversione di tendenza, ma che non risolve il problema: come detto, si viene da tre anni di caro-bolletta.

Di fronte a questo scenario, l'efficienza energetica della casa in cui si vive è diventata una componente fondamentale.

I cappotti termici sono sempre più diffusi e, se il settore edile è riuscito a mantenersi in vita nonostante la crisi nera nella quale è piombato, è anche grazie al sempre maggiore interesse delle famiglie ad effettuare interventi di manutenzione straordinaria finalizzati all'efficientamento energetico. Un investimento che sempre più italiani sono disposti a sostenere, per beneficiare di tariffe energetiche più favorevoli negli anni a seguire.

Per le nuove costruzioni il fenomeno è ancora più marcato. Chi non ha notato, esposto a caratteri cubitali in qualche pubblicità di proposte immobiliari, un bel marchio A o A+ sull'appartamento in vendita? Ormai l'elevata prestazione energetica della casa che si intende comprare è un parametro chiave nella scelta dell'acquirente. Anche perchè, a lungo andare, tra l'acquisto di un usato di scarsa qualità e di un nuovo in classe energetica elevata, i risparmi possono essere davvero notevoli.

Se sempre più la prestazione energetica sta diventando un fattore importante in fase di acquisto della casa è grazie a due caratteristiche dell'ACE, l'Attestato di Certificazione Energetica. E' innanzittutto uno strumento di facile lettura anche per i non addetti ai lavori, grazie alla classificazione concettualmente e graficamente simile a quella usata per le prestazioni energetiche degli elettrodomestici. In secondo luogo, è di ormai ampia diffusione, essendo per legge obbligatorio il rilascio della certificazione energetica per gli immobili di nuova costruzione, ma anche per quelli "usati" in caso di trasferimento di proprietà o di locazione.

Nomisma ci fornisce una prima statistica relativa agli ACE finora prodotti dai certificatori energetici italiani. La fotografia del patrimonio immobiliare oggetto di certificazione energetica è con tutta evidenza mediocre: meno del 10% delle unità immobiliari censite (quindi, costruite, compravendute o affittate) si inserisce in classe A+, A o B.

Va senz'altro tenuto in considerazione che la stragrande maggioranza degli edifici di cui si compone il patrimonio edilizio del nostro Paese è di scarsissima efficienza energetica. Per le nuove costruzioni, invece, i costruttori stanno puntando molto sulla differenziazione dalla concorrenza proprio grazie a standard energetici elevati: un immobile che consenta risparmi considerevoli in bolletta negli anni è di sicuro appeal.

E per l'affitto? Le cose sembrano radicalmente diverse.

L'Ufficio Studi Solo Affitti certifica la scarsa importanza che gli inquilini ancora attribuiscono alla prestazione energetica del proprio appartamento preso in locazione. In una rilevazione fatta tra le agenzie del franchising presenti nelle principali città italiane, tra le caratteristiche più richieste da parte degli inquilini per l'immobile nel quale abitare in affitto, l'elevata prestazione energetica è all'ultimo posto. Dietro non soltanto al posto auto, all'arredamento o alla prossimità ai mezzi di trasporto pubblico, ma persino all'allacciamento alla rete internet.

D'altronde, si sa: la casa in affitto è una soluzione transitoria, destinata a cambiare nel tempo. L'inquilino, pur subendo in bolletta lo stesso salasso di chi la propria casa l'acquista, sa che i calcoli di risparmio sul conto energia domestico li può spalmare solo per un breve periodo. Inoltre, affittare un immobile nuovo e dalle elevate prestazioni energetiche comporta un canone di affitto più elevato del normale, il che con tutta probabilità andrà a compensare i risparmi in bolletta. E i conti non tornano.

Insomma: una casa di classe A+ fa gola, ma per ora solo se la si deve comprare.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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