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Mediazione civile: sotto i 10.000€ esito positivo per una controversia su due

by Andrea Saporetti
on Giugno 10, 2014
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La lentezza della giustizia civile è uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico del nostro Paese. Un processo può durare mesi...ma solo nei casi più fortunati! Per cittadini e imprese portare il proprio caso in un'aula di tribunale, oltre a richiedere spese legali elevate, rischia persino di diventare controproducente, dato che le aspettative di rientro delle somme pretese vanno posticipate ad un futuro indeterminato e, probabilmente, lontano. La mediazione civile può e deve essere una strada da percorrere: vediamo quando è più conveniente, con un occhio particolare all'affitto e alla casa più in generale.

 

 

A dirlo è il Ministro di Grazia e Giustizia, Andrea Orlando, in occasione di un incontro con gli imprenditori di Confcommercio lo scorso 5 giugno: «I tempi della giustizia civile incidono per l'1% sul Pil: ora conviene essere debitore e non creditore, visto che ci vogliono 7-8 anni per esigere un credito». E, dato che la soluzione strutturale è quella della riforma del processo civile, che tuttavia richiede tempi lunghi, è il Ministro stesso a suggerire che, nell'immediato, occorre fare leva sulle forme di conciliazione al momento disponibili.

 

Tempi brevi

Mediazione civile che, in certi ambiti, può consentire un effettivo recupero di efficienza nella risoluzione delle controversie tra privati legate a richieste di risarcimento danni. I dati del Ministero della Giustizia sono eloquenti: a confronto di un processo in tribunale, che mediamente richiede 1.066 giorni (dato 2010) prima di giungere a conclusione, la mediazione civile prevede tempistiche enormemente inferiori. I dati 2013 riferiti ai procedimenti di mediazione civile con aderente comparso si attestano mediamente a 94 giorni quando non è stato raggiunto un accordo e a soli 82 giorni quando l'esito è stato, invece, positivo.

Ad ogni modo, tempi medi sempre attorno ai tre mesi. In linea, d'altronde, con quanto previsto dalle normative in vigore (D.L. 69/2013, il cosiddetto "Decreto del Fare", convertito in legge ed in vigore dal 20 settembre 2013), che hanno sancito la reintroduzione dell'obbligo di conciliazione preventiva rispetto al ricorso al tribunale, riducendo (rispetto al precedente periodo durante il quale la conciliazione era stata disposta in via obbligatoria) da 120 a 90 i giorni disponibili per giungere ad un accordo tra le parti tramite la procedura conciliativa.

Tre mesi, rispetto ad una durata media dei processi di ben dieci volte superiore: decisamente un'opportunità da cogliere, per chi abbia necessità di affidarsi alla giustizia per vedere riconosciuti i propri diritti. Un piccolo investimento di tempo iniziale che, se si ha la fortuna di trovare ragionevolezza da parte dei contendenti (e se l'organismo di mediazione è efficace nello svolgimento della propria funzione), può notevolmente ridurre i tempi rispetto a quelli della giustizia ordinaria.

 

Mediazione: efficace se volontaria, meno se obbligatoria

Ma qui sorge il dilemma: quando ci sono più chances di concludere la lite direttamente durante la fase di conciliazione? Quando, cioè, il ricorso al mediatore permette di non dover passare alla fase giudiziale per la definizione della disputa, lasciando al giudice un semplice (e rapidissimo) compito di ratifica degli accordi già sanciti tra le parti?

Scontato dirlo, ma le percentuali di successo del tentativo di mediazione sono più alte quando il ricorso al mediatore (che sia una Camera di Commercio, un organismo privato, oppure un Ordine professionale, ad esempio quello degli avvocati) è stato volontario. Se le parti dimostrano fiducia nello strumento, in oltre sei casi su dieci ciò consente di chiudere la controversia con un accordo delle parti (63,47% nel 2013). Percentuale che si riduce drasticamente (29,73%) in caso di conciliazione obbligatoria. Logico, d'altronde, aspettarsi che, ove il ricorso al conciliatore sia un passo forzato da obbligo di legge, la convinzione delle parti di riuscire ad appianare la lite con metodi extra-giudiziali possa essere inferiore.

Una prima considerazione, quindi, è proprio questa: solo in parte può risultare efficace, nell'efficientamento dell'amministrazione della giustizia civile, la reintroduzione dell'obbligo di conciliazione. Obbligo che, ricordiamo, rappresenta una condizione di procedibilità per le cause giudiziali legate a specifiche tematiche: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa o tramite altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Coinvolto quindi anche il nostro settore, quello dell'affitto (con frequenti dispute riguardanti il contratto di locazione, il deposito cauzionale, il recesso, etc.), mentre – va specificato - risultano esclusi i procedimenti di sfratto, sempre demandati al giudizio di un magistrato.

 

Basso valore della lite, elevata efficacia della conciliazione

Un secondo, importante aspetto che emerge dalle statistiche del Ministero della Giustizia, quello legato all'importo medio delle liti che sono state affrontate nel corso dell'anno 2013 tramite mediazione civile, ci permette di comprendere in quali casi questo strumento esplichi una reale efficacia, al di là della sua obbligatorietà o meno. Ma anche, quindi, in quali circostanze l'obbligo di conciliazione possa risultare pienamente funzionale alle parti, anziché essere per queste un semplice onere in più cui far fronte.

Il dato interessante è quello legato alla percentuale di accordi raggiunti sulle controversie gestite tramite conciliazione (limitatamente a quelle nelle quali le parti siano convenute al meeting con il mediatore). Il Ministero, in particolare, propone una ripartizione per classi di valore della lite. Il grafico ne mostra i risultati di sintesi.

2014-06 Mediazione civile sotto i 10.000 euro esito favorevole in una controversia su dueEvidente una notevole efficacia della mediazione civile per liti di importo al di sotto dei 10.000€, con efficacia decrescente al crescere della lite. Fino all'importo di 10.000€, con qualche oscillazione tra le prime tre classi di valore, si riscontra una percentuale di accordi raggiunti che si aggirano attorno al 50%. Accordi che, una volta presi (e messi a verbale) dalle parti con l'assistenza dei rispettivi avvocati e grazie all'opera di mediazione del conciliatore, diventano direttamente omologabili dal giudice; assicurando, di conseguenza, una esecutività di quanto stabilito in tempi rapidi.

Facile comprendere come l'affitto, il comodato d'uso gratuito, le frequentissime liti condominiali siano settori nei quali diffondere la cultura della mediazione civile per evitare le lungaggini della giustizia civile. Basta menzionare un ultimo dato: sempre secondo dati di origine ministeriale, sono proprio quelli legati al condominio, all'affitto e al comodato alcuni degli ambiti per i quali la conciliazione gode di importi medi oggetto del contendere al di sotto della fatidica soglia di 10.000€. Le medie del Ministero di Giustizia suggeriscono che per cause condominiali l'importo per il quale ci si confronta si aggira attorno ai 5.000€. Per la locazione (la cui classe, nel grafico, è indicata con la freccia gialla) la media è di 7.000€: si tratta, ricordiamolo, di importi non riguardanti morosità del conduttore nei confronti del locatore, che sono invece oggetto di procedura di sfratto e quindi necessariamente giudiziali. Poco più elevata la richiesta che generalmente emerge dalle liti legate a comodato: 8.300€.

Evidentemente, quindi, nei casi di lite legate alla casa è possibile trovare in molti casi (uno su due) una soluzione di compromesso tramite meccanismi extra-giudiziali come quello della mediazione. Controversie, quindi, che, se gestita sistematicamente tramite queste forme di arbitrato, sempre più spesso potrebbero contribuire ad una riduzione dei processi civili. Fardello di cui l'Italia deve senz'altro alleggerirsi, per ritrovare competitività grazie ad una giustizia più rapida.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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