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Mutui: e se stessero ripartendo per davvero?

by Andrea Saporetti
on Settembre 17, 2013
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Parte tutto da lì, dai mutui fermi. Gran parte della crisi dell'immobiliare italiano prende origine dal settore bancario. Niente mutui, niente acquisto di immobili, niente nuove costruzioni, niente lavoro, niente reddito, niente mutui: un circolo vizioso. I recenti dati CRIF segnalano, finalmente, un'inversione di tendenza nelle richieste di mutui, che dopo molto tempo riprendono a crescere. Che sia la volta buona?

Assioma: se ripartono i mutui, riparte l'economia.

Che poi tanto assioma non è. L'economia italiana è storicamente legata all'immobiliare e ai settori con questo connessi, dalle costruzioni all'impiantistica civile all'arredamento. Tutti settori che risentono della brusca frenata all'acquisto della casa a cui sono costretti gli italiani, i quali troppo spesso si sentono rifiutare le domande di mutuo proposte alle banche. E che, oramai, hanno persino rinunciato a chiedere.

Basti pensare che nel 2012, secondo dati CRIF, le richieste di mutuo che le famiglie hanno avanzato alle banche erano complessivamente calate di ben il 42% rispetto a quelle del 2011. Un dato impressionante, frutto di alcuni fattori critici che hanno influenzato il sistema creditizio italiano:

- la crisi economica, che ha ridotto il reddito disponibile di molti che desideravano accendere un mutuo (o di coloro che avrebbero dovuto fungere da loro garanti). Questo, come ovvio, ha ridotto le probabilità che i potenziali richiedenti potessero effettivamente accedere al finanziamento.

- la necessità per le banche di ridurre la rischiosità del proprio portafoglio impieghi, secondo quanto previsto dagli accordi Basilea 1, Basilea 2 ed ora Basilea 3. Questo ha spesso comportato la contrazione del numero di mutui concessi, a favore di impieghi considerati più sicuri (titoli di Stato, soprattutto).

- l'esigenza di scongiurare il rischio contagio, in Italia e in Europa, del fenomeno dei mutui subprime diffusosi in America a partire dal 2007. Ne è derivato un notevole irrigidimento del sistema creditizio nazionale ed europeo, in termini di requisiti richiesti per la concessione di un mutuo.

2013-09 Mutui e se stessero ripartendo per davveroNegli ultimi due mesi la situazione pare volgere al meglio. Almeno se pensiamo alle domande di mutuo: un +2% di richieste di mutuo a luglio, secondo i dati CRIF, e un +4% ad agosto. Le famiglie riprendono coraggio e bussano alla porta delle banche per chiedere nuovi finanziamenti finalizzati all'acquisto della casa.

Che risposta riceveranno? Vedremo. Nel frattempo, due alcuni elementi fanno ben sperare:

1) da fonti governative (si pensi alle recenti dichiarazioni del Ministro dell'Economia e delle Finanze Saccomanni) ci si attende una – seppur lieve – ripresa dell'economia del nostro Paese già a partire dal quarto trimestre 2013. In Europa, tra l'altro, la ripresa è già arrivata in diversi Stati e, come ben noto, l'Italia beneficia sempre molto della ripresa delle esportazioni, anche quando i consumi interni ristagnano.

2) i recenti provvedimenti in tema di casa (in particolare, il Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102 in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare e di sostegno alle politiche abitative) sembrano poter dare stimolo al settore immobiliare, grazie a una riduzione del peso fiscale sulla prima casa e a misure di sostegno alla concessione di mutui.

In attesa che la luce in fondo al tunnel si avvicini, gli italiani trovano soluzioni nuove per l'acquisto: la diffusione dell'affitto con riscatto che si è verificata negli ultimi mesi lo testimonia. Una ripresa dei mutui, tuttavia, renderebbe il quadro complessivo del mercato immobiliare italiano certamente più sereno.

Che sia la volta buona? E soprattutto, secondo voi cosa servirebbe per far ripartire il settore immobiliare?

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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