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Politiche abitative: insufficienti gli alloggi di proprietà pubblica destinati all’affitto

by Andrea Saporetti
on Dicembre 30, 2013
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Sono i dati dell'Annuario Statistico Italiano 2013 a certificarlo: si è ridotta la quota di alloggi di proprietà di enti pubblici destinata alla locazione. Un dato che stona con i bisogni degli italiani, in un periodo in cui a tante famiglie la crisi impedisce di acquistare casa, costringendo quindi tanti italiani a ricorrere all'affitto.

C'è chi tira fuori la Francia, la Germania o i Paesi Scandinavi. Quando c'è da denunciare la pochezza delle politiche abitative nel nostro Paese i paragoni sono sempre impietosi e, di conseguenza, si sprecano.

Non serve tuttavia scomodare i cugini d'Oltralpe o gli amici del nord Europa per comprendere che, in un periodo di crisi, adeguate politiche abitative perseguite dallo Stato nei confronti delle famiglie in difficoltà sia necessario.

Se sempre più italiani si vedono ridurre il reddito disponibile a causa del contesto economico di crisi e non possono quindi, come desidererebbero, acquistare una casa per sé e per la propria famiglia, i dati che emergono per il 2012 (ma, c'è da scommetterci, anche nel 2013 che va concludendosi potrà essere confermato) dall'analisi condotta dall'ISTAT sulle famiglie italiane sono indicatori di un disequilibrio sociale da gestire.

L'Annuario Statistico Italiano 2013, nell'analizzare dettagliatamente il contesto sociale di un'Italia nel bel mezzo della crisi economica, si focalizza ovviamente anche sul modo di abitare degli italiani. Italiani che, lo sappiamo, tradizionalmente amano comprare casa: anche nel 2012, infatti, è molto elevata la percentuale di famiglie che risulta proprietaria dell'abitazione nella quale risiede (72,4% delle famiglie residenti complessive).

Tendenza, comunque, che va nel tempo ridimensionandosi. Pensiamo, ad esempio, che questa percentuale si attesta ben all'83,9% per le famiglie che hanno fatto ingresso nell'alloggio di proprietà prima del 1960, mentre si riduce a solo il 64,2% per le famiglie che hanno occupato l'abitazione nella quale risiedono successivamente rispetto al 1990. Insomma, quando si riesce ad acquistare casa poi si tende a mantenere tale status nel corso della propria vita; ma è piuttosto alta la percentuale di famiglie che non sono proprietarie dell'alloggio nel quale risiedono, quando è più recente il momento in cui vi hanno fatto ingresso.

E l'affitto? Fenomeno abitativo che coinvolge il 16,9% delle famiglie residenti nel nostro Paese, rappresenta di per sé una quota relativamente bassa di modalità di abitazione, se confrontata con il resto d'Europa. Quali sono le ragioni?

Non si possono dimenticare motivazioni di natura sociale e culturale, profondamente radicate in Italia. Ma, oltre ciò, risulta evidente un troppo esiguo intervento dello Stato nel sostegno alla locazione.

Il grafico ci supporta nell'evidenziare che le famiglie residenti in abitazioni di proprietà della pubblica amministrazione (Comuni soprattutto, ma anche ad esempio enti previdenziali di diretta emanazione statale) sono una nettissima minoranza: il 19,0% del totale, a fronte del 74,8% di famiglie residenti in immobili di proprietà privata.

2013-12 Politiche abitative Insufficienti gli alloggi di proprietà pubblica destinati all-affittoLo Stato italiano – se non per una quota residuale rispetto al fabbisogno complessivo – non funge quindi da "padrone di casa" per le famiglie che necessitano di un alloggio in affitto. Situazione certo non compensata da politiche di edilizia residenziale pubblica, che godono di ridotto vigore in questa fase di ristrettezza economica per gli enti pubblici.

E situazione a cui solo in piccola parte lo Stato sopperisce con misure di sostegno ai mutui immobiliari per l'acquisto dell'abitazione. Qualcosa si è mosso di recente, con il D.L. 31 agosto 2013, n. 102, ma poca cosa rispetto alle esigenze che il periodo imporrebbe.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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