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Studenti universitari, tanti in cerca di un affitto. Dal sud andrà a studiare fuori sede 1 immatricolato su 4

by Andrea Saporetti
on Settembre 08, 2015
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Settembre, per tanti studenti universitari mese di test di ingresso (oggi quello di medicina, tanto per dirne uno!). Ma anche di grandi preparativi: dall’acquisto dei libri e del materiale didattico alla ricerca di un posto letto o di una stanza in affitto. Chi ha scelto una facoltà lontana da casa deve trovare entro breve una sistemazione. Contratto di affitto, trasloco e nuovi coinquilini: vediamo chi è alle prese proprio in questi giorni con tutte queste novità.

 

 

 

La scelta della facoltà è quella che mette a dura prova chi esce dalle scuole superiori. Finito l’esame di maturità è ora di decidere (più o meno) “cosa farò da grande”.

Ma ai dubbi esistenziali si affiancano anche tante altre questioni, per chi si avvicina al mondo dell’università. Per molti che non hanno la fortuna di avere comoda la facoltà che hanno scelto di frequentare, settembre è un mese impegnativo dal punto di vista dell’organizzazione personale.

 

Studenti universitari e affitto: tutte le cose a cui pensare prima dell’inizio dell’anno accademico

Per qualcuno, al primo anno, spesso il mese di settembre coincide anche con il doversi confrontare con un oggetto misterioso fino a pochi mesi prima: il contratto di affitto.

Con tutto quello che comporta innanzitutto la ricerca di un alloggio, passando per un’agenzia o cercando tra i numerosissimi annunci nelle bacheche universitarie o su internet. Ci sarà chi si accontenterà di un posto letto o di una stanza, i più fortunati potranno contare su un appartamento tutto per sé.

Ovviamente, tutto dipende dalle disponibilità economica. Chi deve arrangiarsi con quello che ha, facendosi due conti in tasca con i soldi messi da parte con i lavoretti estivi, spesso si adatterà a soluzioni molto economiche; potrà osare qualcosa di più chi può confidare nella compartecipazione alle spese dei genitori (o nell’accollo totale dei costi dell’affitto). È infatti la loro presenza la garanzia classica che tanto rassicura il proprietario che mette in affitto a studenti universitari.

Anche le questioni burocratiche non sono da meno.

La tipologia contrattuale è argomento sempre poco conosciuto a chiunque sia dovuto ricorrere alla locazione e si è fidato del compagno di stanza o del proprietario. Contratto libero? contratto a canone concordato per studenti universitari? contratto di posto letto? Questioni non di poco conto, perché possono incidere anche notevolmente su diritti e obblighi del locatore e del conduttore, così come sulla fiscalità, le deduzioni e detrazioni e la durata contrattuale.

Inoltre, gli adempimenti annessi e connessi: in primis la registrazione del contratto (che, tra l’altro, per molti rimarrà sconosciuta fino alla fine dell’università, visto l’abbondante nero che ancora contraddistingue questo settore…).

Vista la grande confusione che regna nel mondo degli affitti, specie per quelli a studenti, abbiamo più volte toccato l’argomento su Blogaffitto. Ad esempio, questo recente articolo fornisce utili consigli agli studenti universitari alle prese con l’affitto.

 

Elevata mobilità dal mezzogiorno verso nord: la mappa degli studenti universitari fuori sede

La domanda alla quale vogliamo rispondere è: ma quanti sono questi studenti universitari fuori sede? Dove si riscontra la mobilità maggiore per motivi di studio?

Una risposta la fornisce il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), nel suo focus “Gli immatricolati nell’anno accademico 2014/2015”.

Nel documento viene scattata una fotografia della popolazione universitaria e delle sue caratteristiche: anagrafiche, di facoltà e corso di studi, di provenienza scolastica e territoriale. 

Utile, per una comprensione del fenomeno dei trasferimenti di studenti per motivi di studio, l’analisi condotta per aree geografiche. Il MIUR ha cioè analizzato la mobilità di lunga gittata dei diplomati, una volta effettuato il passaggio al mondo universitario. Sono stati quindi esclusi gli spostamenti nelle province o regioni limitrofe, che possono anche presupporre un pendolarismo in molti casi. Il Ministero ha così ristretto l’analisi a quanti, dopo aver conseguito il diploma in una certa area geografica del paese, si siano spostati altrove l’anno successivo, una volta dato avvio al proprio percorso universitario.

09 Studenti universitari tanti in cerca di un affitto Dal sud andrà a studiare fuori sede 1 immatricolato su 4Abbiamo cercato di tradurre graficamente i risultati dell’analisi, facendo emergere la quota di mobilità che si sposta da una zona all’altra (e, ovviamente, quanti invece scelgono un ateneo vicino o comunque raggiungibile).

Netta la sproporzione tra la quota di universitari che scelgono una facoltà raggiungibile comodamente con i mezzi, o che comunque non effettuano vere e proprie migrazioni da una parte all’altra d’Italia per studiare, tra il nord (che vede tassi di permanenza in loco di oltre il 90%: per la precisione il 93,1 nel nord-ovest e il 91,2 nel nord-est) e il sud e le isole (rispettivamente 75,9% e 73,7%). Dal mezzogiorno è in media 1 immatricolato su 4 ad andarsene: un dato davvero significativo.

Da notare, a tal proposito, che la mobilità è quella “classica” sud-nord: i diplomati del sud Italia frequentano un’università del nord-est nel 4,8% dei casi e ben nel 6,5% si iscrivono in un ateneo del nord-ovest. Importante la mobilità anche verso il centro, più vicino territorialmente (11,7%).
Cifre analoghe e addirittura superiori quelle registrate per l’Italia insulare: da Sicilia e Sardegna sono rispettivamente il 5,1% dei diplomati ad andare in un’università del nord-est e l’11,0% quelli che scelgono un corso di laurea nel nord-ovest del paese. Anche in questo caso, il centro si dimostra altrettanto interessante per intraprendere un percorso universitario: è il 9,8% dei diplomati a scegliere questa strada.

Da sottolineare come gli atenei del sud e delle isole non “ricevano” un flusso di universitari provenienti dal centro e dal nord, se non residuale (significativo solo il 2,2% degli studenti del centro Italia che si iscrivono in facoltà meridionali).

Segno sia che le università risultano meno attraenti (cosa di cui ultimamente si è parlato, grazie alla classifica degli atenei stilata da Il Sole 24 Ore), sia che il contesto socio-economico risulta meno attraente. L’università comporta un periodo in cui si fanno esperienze di vita importanti, ed è evidente che certe zone “offrano” più di altre, in termini di servizi, divertimento e occasioni culturali.
Allo stesso tempo, molti preferiscono spostarsi al nord (mentre è più raro che accada l’opposto) per il differente livello di opportunità lavorative post-laurea. L’università è scelta anche come trampolino di lancio in ottica post-laurea, in questo senso.

Da rilevare, infine, che non sono trascurabili gli scambi dal centro verso il nord (sia nord-ovest, 3,2%, che nord-est, 4,7%) e la mobilità reciproca tra le regioni settentrionali: verso est e oltre il Po si spostano il 5,2% dei diplomati di Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria, mentre il percorso opposto spetta al 6,3% dei maturi provenienti da Triveneto ed Emilia Romagna).
Non a caso si trovano proprio a Verona, Trento, Milano, Bologna e Padova le sedi dei primi sei atenei statali censiti da Il Sole 24 Ore nella graduatoria stilata per il 2015.

Spostarsi e prendere un affitto per qualche anno durante gli studi può essere un investimento a valore aggiunto!

 

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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