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Terreni agricoli, ettari in affitto raddoppiati in 10 anni

by Andrea Saporetti
on Agosto 20, 2013
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Cambiano i tempi, cambiano i metodi di produzione dei prodotti agricoli, cambia il modo di coltivare la terra. Di conseguenza, cambia il modo di gestire la propria impresa agricola. Secondo un'indagine condotta dall'INEA, dal 2000 al 2010 la superficie agricola in affitto è raddoppiata, mentre è calata di quasi un 30% quella di proprietà. Con l'introduzione dell'IMU, poi, per i proprietari di terreni agricoli affittare il fondo, se non lo si coltiva intensivamente, è necessario per pagare le tasse e mantenere la redditività.

2013-08 Terreni agricoli ettari in affitto raddoppiati in 10 anniSono i dati dell'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) a certificarlo. In Italia, nel corso di un decennio, la superficie agricola concessa in affitto è raddoppiata (+96,1%), a discapito di un notevole calo dei terreni agricoli di proprietà (-29,7%). Anche i fondi agricoli misti, in parte di proprietà e in parte in affitto, sono aumentati (+29,7%): la superficie agricola con possesso "misto" affitto-vendita ha quasi raggiunto quella di proprietà (5.016.021 di ettari, contro i 5.828.534 di ettari detenuti esclusivamente a titolo di proprietà).

Segno che, nel mondo agricolo, "avere della terra" non è più considerato per forza un bene (ai tempi dell'IMU questo appare evidente). L'importante è il reddito che si ricava dalla terra di cui si dispone, per coprire tasse e spese e generare profitto per sostenere la propria famiglia ed effettuare investimenti per gli anni futuri. 

Chi lavora in agricoltura, ormai, gestisce la propria azienda agricola essenzialmente secondo principi di economicità. Fa scelte sui mezzi di produzione e sulle colture da proporre sul mercato, adotta strategie aziendali di vendita e sceglie i giusti canali distributivi, pianifica gli investimenti in nuovi terreni, capannoni e mezzi agricoli: tutte prerogative dell'imprenditore agricolo moderno. Ovviamente, tra le varie cose, il coltivatore diretto deve scegliere come aumentare il reddito della propria azienda agricola: accendere un mutuo fondiario ed acquistare nuova terra da coltivare, oppure prendere la terra in gestione, stipulando un contratto di affitto di terreno agricolo?

Le, le statistiche ci dicono che sempre di più la scelta dell'affitto va imponendosi nel mondo agrario. Dal 2000 al 2010, la superficie detenuta a titolo di proprietà, che superava gli 8 milioni di ettari, si è ridotta appunto a meno di 6 milioni di ettari, mentre le superfici miste o univocamente concesse in affitto ad imprenditori agricoli che coltivano la terra di terzi (tra le quali vengono conteggiate anche quelle concesse in comodato d'uso gratuito) sono passate complessivamente da meno di 5 milioni a più di 7 milioni di ettari, sopravanzando così i fondi di esclusiva proprietà.

Il fenomeno dell'affitto di terreni da coltivare ha ancora forti specificità locali: molto diffuso al Nord Ovest d'Italia (dove le superfici agricole concesse in affitto è pari al 55% del totale), ha invece ancora prevedibili margini di crescita nel Nord Est (38%), nel Centro (36%) e nel Sud (33%). Tuttavia, soprattutto al Sud, proprio negli ultimi anni si sono registrati gli incrementi maggiori di terreni agricoli affittati: +114% nell'ultimo decennio. Segno che uno sfruttamento più intensivo della proprietà agricola si sta velocemente imponendo anche nelle regioni centro-meridionali, dove l'imprenditoria agricola era fino a pochi anni fa ancora legata a sistemi di gestione dell'organizzazione dell'attività più tradizionali e meno imprenditoriali.

D'altronde, il trend in atto non può che rafforzarsi. L'introduzione dell'IMU sui terreni agricoli ha generato fortissimi costi aggiuntivi a carico di chi possiede fondi agricoli di proprietà. La necessità di generare reddito da questi terreni, se prima poteva essere meno stringente, oggi diventa assolutamente necessaria per i proprietari fondiari; il rischio di essere strozzati da una tassazione, quella introdotta nel 2011 dal Decreto Salva Italia di Monti, che ha colpito pesantemente il mondo agricolo italiano, mette tutti gli operatori del mondo agricolo in condizioni di cercare una maggiore redditività.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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