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Uffici, negozi, capannoni: crisi nera per le vendite commerciali

by Andrea Saporetti
on Giugno 04, 2013
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In uno dei momenti più difficili dell'economia italiana, non ci si può certo aspettare che il mercato immobiliare legato agli immobili per le aziende possa godere di buona salute. Ma il quadro che l'Agenzia delle Entrate fornisce relativamente alle compravendite di immobili ad uso commerciale è davvero preoccupante: cali delle transazioni nel 2012 tra il -19% e il -26%, con un adeguamento al ribasso dei prezzi del tutto insufficiente a stimolare il mercato. È l'affitto la soluzione più adatta a chi vuole fare impresa in tempo di crisi.

Investire è affare per pochi, in questo momento. A fronte di alcuni coraggiosi neo-imprenditori, tantissime attività commerciali e artigianali sono costrette dal contesto macroeconomico ad abbassare la serranda.

Sono 167, nei primi mesi del 2013, le attività commerciali a chiudere i battenti ogni giorno, secondo stime Confesercenti. L'associazione di categoria, nel solo comparto dei pubblici esercizi, stimava un saldo tra attività chiuse e aperte nel primo trimestre 2013 di quasi 6.500 punti vendita in meno.

2013-06 Uffici negozi capannoni crisi nera per le venditeAnche il settore immobiliare risente della crisi delle attività commerciali, terziarie e manifatturiere. I cali di transazioni di compravendita registrati dall'Agenzia delle Entrate per l'anno 2012 sono ingenti: -26,1% nel comparto terziario, -24,5% in quello commerciale. Importante, anche se meno marcata, la flessione del comparto produttivo: -19,7% la variazione annuale del numero di compravendite di capannoni destinati al settore artigianale e industriale.

C'era da aspettarselo, visti i dati legati alle attività in chiusura. Certo, ci sono le nuove aperture di esercizi commerciali: meno della metà rispetto alle chiusure, ma rappresentano comunque un flusso consistente.

In questo contesto potrebbero fare da traino le sostituzioni di locale per risparmiare sui costi o migliorare la visibilità e l'appeal della propria attività economica. Un'opzione, questa, che sarebbe perfetta al verificarsi di tre condizioni:

1) trovare immobili a destinazione non residenziale con un prezzo decisamente ridimensionato rispetto al periodo pre-crisi. Il grafico a fianco, che registra per i negozi un calo medio del -2,1%, per gli uffici un calo del solo -1,6% e per i capannoni artigianali una sostanziale stabilità ci dice che le pretese dei proprietari non si sono ridimensionate al punto tale da rendere, rispetto al periodo precedente la crisi, tanto più appetibile un acquisto.

2) mantere salda la fiducia sulla stabilità del proprio settore e della propria azienda. Cosa non facile per nessun imprenditore, finché non sarà chiaro quando la crisi avrà fine: momento via via rinviato in avanti nel tempo, dal 2008 ad oggi. Prima del 2014 non se ne parla, a quanto pare dalle stime del precedente governo.

3) avere la possibilità di accedere ad un mutuo per l'acquisto del nuovo locale, qualora non si riesca ad incassare il prezzo della vendita del vecchio immobile. Con la stretta creditizia a cui le banche stanno sottoponendo il settore immobiliare, poter accedere ad un mutuo è possibile, ma senz'altro non facile in questo momento, per una piccola o media impresa.

Che si verifichino contemporaneamente queste tre circostanze, come evidente, non è un'ipotesi frequente.

Nel frattempo, l'affitto è l'alternativa giusta per chi vuole sfruttare la crisi per cambiare locale: calo dei canoni nel comparto commerciale più marcato rispetto all'analogo settore delle compravendite immobiliari (quasi un -7% per i negozi nel 2012, secondo i dati dell'Ufficio Studi Solo Affitti). Ma, soprattutto, la sicurezza di non ritrovarsi con un mutuo sul groppone qualora il negozio non riuscisse a dare i frutti sperati. Vantaggi decisivi per chi fa impresa, tanto più in questo momento storico.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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