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I controlli a distanza dei lavoratori in agenzia, ecco le regole

by Alberto Bombarda
on Dicembre 25, 2015
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Il recente Jobs Act ha imposto nuove normative sui controlli a distanza dei lavoratori, nel rispetto del Codice della privacy. Anche nelle agenzie immobiliari, il datore di lavoro che avesse intenzione di effettuare controlli su condotte “sospette” dei propri dipendenti legate all'uso di internet, dei telefoni o della posta elettronica, dovrà attenersi scrupolosamente alle regole che elenchiamo.

Con la pubblicazione nel numero 221 della Gazzetta Ufficiale del 23 settembre scorso (Suppl. Ordinario n. 53), è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015, recante «Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014 n. 183». L’articolo 23 del D.Lgs. n. 151/2015 si incarica di modificare l’articolo 4 della Legge n. 300 del 1970 – anche nota come Statuto dei Lavoratori – per rimodulare la fattispecie integrante il divieto dei controlli a distanza, nella consapevolezza di dover tener conto, nell’attuale contesto produttivo, oltre agli impianti audiovisivi, anche degli altri strumenti «dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori» e di quelli «utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa». Ecco le tre principali regole.

1. CODICE DISCIPLINARE. Le indagini fatte sulla posta elettronica e sull'uso di internet dei lavoratori sono permesse solo ed esclusivamente se è stato adottato e diffuso in azienda uno specifico codice disciplinare interno, tramite il quale i lavoratori possono informarsi nel dettaglio sulle regole da seguire. Il codice di condotta dovrebbe essere affisso e deve esplicitare i seguenti principi: a) l'uso che i lavoratori possono fare del computer aziendale; b) i limiti entro i quali è consentito o tollerato un uso privato del computer in dotazione; c) i limiti d'uso della posta aziendale, e in particolare la possibilità o meno di un suo utilizzo per scopi privati; d) i siti internet la cui consultazione è vietata, perché sono considerati non correlati con la prestazione lavorativa; e) le conseguenze disciplinari applicabili in caso di uso contrario alla policy interna della posta elettronica e di internet.

2. L’INFORMATIVA SUI CONTROLLI. La diffusione del codice di condotta non basta tuttavia a consentire i controlli: il datore di lavoro infatti deve rispettare l'ulteriore obbligo, previsto dall'articolo 13 del Codice della privacy, di informare i lavoratori sulle finalità e sulle modalità con le quali i loro dati saranno trattati. La consegna dell’informativa è la condizione di legittimità per poter raccogliere e trattare i dati personali dei dipendenti tramite strumenti telematici, come previsto dalla nuova stesura dell'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori.

3. LIMITI. Il datore di lavoro non può tuttavia condurre controlli a tutto campo sulle email aziendali e sull'uso di internet: essi possono essere svolti solo se sono giustificati da una finalità lecita, come la tutela di un diritto esercitabile in via giudiziaria. Non possono inoltre essere effettuati controlli prolungati, costanti o indiscriminati; devono essere preferiti, quando possibile, controlli anonimi e su dati aggregati, e le indagini devono essere circoscritte a specifiche aree di lavoro. Infine, devono essere cancellati periodicamente i dati relativi agli accessi a Internet e al traffico telematico. In base alle prescrizioni del Garante della privacy, non sono permessi la registrazione massiva di tutte le email in uscita, il monitoraggio costante dei siti internet visitati o la copia di tutti i file salvati dal dipendente tramite la porta Usb: queste attività possono essere svolte solo in presenza di motivi specifici e gli accertamenti non devono essere sistematici, indiscriminati e preventivi.

Presentazione Autore
Alberto Bombarda

Una vita da giornalista e comunicatore e adesso affitto case... Da quel lontano 31 agosto 1966 quando vidi la luce a Modena, sotto i ponti della mia vita, in sintesi, è passata una laurea in Scienze politiche nel 1993, un master in Comunicazione d'azienda nel 1995, un esame da giornalista professionista a Roma nel 2000, migliaia di firme tra Il Resto del Carlino, Gazzetta di Modena e anche Gazzetta dello Sport, una moglie, due figli e un'agenzia immobiliare. Un vero globe-blogger...


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