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Canone concordato, con la cedolare secca al 10% in molte città è ormai la regola per l’affitto di casa

Se negli ultimi anni il ricorso all’affitto è molto aumentato nel nostro paese non è solo a causa della crisi delle compravendite. Il crescente utilizzo dei contratti a canone concordato, associato alla cedolare secca al 10% (molto apprezzata dai proprietari), ha permesso il recupero di una significativa quota di “sommerso”. Risparmio sul canone di affitto per gli inquilini, risparmio fiscale per i proprietari: questi gli ingredienti che hanno decretato il successo dei contratti 3+2. Successo ormai diffuso in moltissime province, come certifica un’indagine Solo Affitti dedicata agli affitti agevolati.

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Fisco immobiliare, la riduzione IMU/TASI del 25% assicura una redditività senza precedenti all’affitto a canone concordato

Affittare la propria seconda casa assicura un bel guadagno, ma la vera soddisfazione è sapere di poterci pagare anche poche tasse sopra. Questo desiderio, condiviso da tanti italiani, si sta via via realizzando. La cedolare secca al 10% sui contratti a canone concordato e la riduzione per il 2016 dell’IMU/TASI sugli immobili locati con questa tipologia contrattuale rendono l’affitto convenzionato una forma di investimento interessante e di tutto vantaggio per quanto riguarda la fiscalità.

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Napoli: rinnovato l’accordo territoriale per i contratti tipi. Il canone concordato conviene?

Dopo aver tanto atteso, i proprietari napoletani possono finalmente contare sull'aggiornamento dei valori introdotti dall'accordo territoriale. Questo potrà finalmente chiarire il dubbio circa la convenienza del canone concordato rispetto al canone libero; evidente dalla tassazione agevolata prevista pe rquesti casi. Finora i valori molto bassi non avevano offerto a questi proprietari, così come avevamo visto succedeva a Milano, di usufruirne. Cosa cambia da oggi? .. Facciamo un po' di calcoli.

 

 

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Milano: il nuovo accordo territoriale per calcolare il canone concordato. Scopriamo come funziona e i valori previsti!

Finalmente, dopo aver da tempo segnalato e ripetuto che in una città come Milano, dove sono in tanti a scegliere l'affitto o a dover prendere un immobile in locazione considerando la condizione di studente o trasfertista, era ormai indispensabile procedere con il rinnovo dell'accordo territoriale. Lo stesso era fermo al 1999, in lire e con valori lontanissimi da quelli che vengono richiesti nella realtà del mercato libero. Proviamo a capire, quindi, se il nuovo accordo, appena siglato, ha rimesso a posto la situazione; offrendo di fatto ai proprietari l'occasione di sfruttare le agevolazioni previste peri contratti a canone concordato e agli inquilini di poter spuntare canoni più bassi e ci auguriamo più sostenibili.

 

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Canoni concordati fermi da anni? Niente vantaggi fiscali per proprietari e inquilini.

Il Piano Casa (Dl 47/2014), convertito nella Legge 23 maggio 2014 n. 80, ha tagliato la cedolare secca al 10% in caso di contratto di affitto a canone concordato, almeno per gli anni dal 2014 al 2017. Dai dati contenuti nell'ultimo report del network Solo Affitti redatto in collaborazione con Nomisma, emerge come il ricorso alla cedolare secca risulti sempre e comunque vantaggioso; per questo il regime secco, inizialmente entrato in sordina nel panorama della fiscalità sul mattone, sta riscontrando un successo crescente, tale da aver raggiunto l'80% delle preferenze.

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Come si calcola il canone concordato? Facciamo un esempio.

Dopo aver presentato le caratteristiche tecniche di un contratto a canone concordato illustrato i vantaggi fiscali, comprese le ultime novità, vogliamo provare a fare dei calcoli prendendo ad esempio un immobile a Palermo. Per rendere quanto più possibile concreto il concetto di "calcolare" il canone concordato e quello delle "fasce di oscillazione" procediamo con l'analisi specifica di un caso richiesto da un nostro lettore.

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Cedolare secca dal 19% al 15%, cosa cambia per i contratti agevolati

Con il recente Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102 il Governo ha provveduto a correggere una criticità della tassazione sugli affitti emersa a seguito dell'introduzione della cedolare secca. Se prima, per la tassazione piatta sugli affitti, le aliquote molto ravvicinate tra canone libero (21%) e canone concordato (19%) rendevano univocamente conveniente rivolgersi ai canoni al libero mercato, con l'abbassamento dell'aliquota dal 19% al 15% per i contratti agevolati sottoposti a cedolare secca l'uso dei contratti a canone concordato può tornare ad essere la scelta più conveniente. Vediamo dove, quando e per chi.

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Contratto a canone concordato: come e quando funziona?

Mandato a casa il "canone equo", con la legge dei "patti in deroga" del 1992, il mercato delle locazioni abitative è stato liberalizzato e i canoni di locazione si sono trovati ad essere determinati esclusivamente dalle leggi di mercato, con oscillazioni che incoraggiano grossi interrogativi: come intervenire su aumenti eccessivi? Come equilibrare le condizioni e andare incontro alle esigenze degli inquilini, senza però soffocare il mercato introducendo di nuovo lacci e vincoli in stile "equo canone"?

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Affitti a canone concordato: Bologna al top, Milano ultima

Affitto a canone concordato: una vera opportunità di risparmio per le famiglie. Vediamo in quali città ci sono le migliori opportunità

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