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TASI, molti Comuni graziano gli inquilini. Ma per qualcuno il 16 ottobre sarà giornata di F24

Con la TASI, la tassazione immobiliare non coinvolge più solo chi è proprietario di una casa. Anche l'inquilino, negli ultimi anni sempre più sgravato da imposte e balzelli, il passo indietro è significativo. Per fortuna, molti Comuni sono riusciti a esentare il conduttore di immobile in affitto dal pagamento della TASI. Ma non è così dappertutto: vediamo chi saranno gli sfortunati inquilini a dover contribuire a questa nuova tassa.

 

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TASI, solo per 1 Comune su 4 delibera in tempo utile per la scadenza del 16 giugno

Le tasse sulla casa sembrano essere tutta una questione di scadenze. Sì, perché per i Comuni è scaduto il 23 maggio il termine entro il quale deliberare le aliquote TASI. Per i municipi che hanno provveduto entro tale data a deliberare (o, comunque, che troveranno la propria delibera inserita sul sito del Dipartimento delle Finanze al 31 maggio), la scadenza TASI coinciderà con quella dell'acconto IMU su seconde case e immobili commerciali e produttivi: 16 giugno. Spostata al 16 ottobre, invece, l'analoga scadenza TASI per tutti i Comuni che non hanno deliberato in tempo. Ma quanti e quali sono?

 

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Cedolare secca al 10%: l’affitto è diventato l’investimento fiscalmente più conveniente

L'investimento nel mattone va male? Il fisco è il nemico n° 1 dei proprietari di casa? Il "Piano Casa" del Ministro Lupi, recentemente varato dal Governo, segna una svolta in questo senso. Il reddito da affitto gode dal 2014 di un'aliquota fiscale ridottissima per i contratti a canone concordato, pari al 10%. Regime fiscale, quello per il canone agevolato, più conveniente persino di quello riservato ai titoli di Stato. La locazione a canone concordato è oramai la tipologia di reddito meno tassata in Italia e, visto il basso rischio e l'interessante rendimento generato, risulta oggi più che mai una forma di investimento sicura e redditizia.

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Cedolare secca dal 19% al 15%, cosa cambia per i contratti agevolati

Con il recente Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102 il Governo ha provveduto a correggere una criticità della tassazione sugli affitti emersa a seguito dell'introduzione della cedolare secca. Se prima, per la tassazione piatta sugli affitti, le aliquote molto ravvicinate tra canone libero (21%) e canone concordato (19%) rendevano univocamente conveniente rivolgersi ai canoni al libero mercato, con l'abbassamento dell'aliquota dal 19% al 15% per i contratti agevolati sottoposti a cedolare secca l'uso dei contratti a canone concordato può tornare ad essere la scelta più conveniente. Vediamo dove, quando e per chi.

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Cedolare secca, risparmio garantito

Facile da calcolare, leggera per le tasche del proprietario, equa con il contribuente onesti: la cedolare secca in tre aggettivi. Il nero emerso è sotto le aspettative, ma per i tanti che l'hanno preferita è stata una vera rivoluzione. E il risparmio dal 2013 si moltiplica.

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