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Contratto transitorio e divieto di residenza: tutto vero?

Un errore frequente

Di recente abbiamo affrontato alcuni dei principali luoghi comuni disseminati nel settore della locazione (clicca qui per un esempio).

Con questo articolo intendiamo chiudere (per il momento) la serie scardinando la seguente certezza, che molti proprietari mostrano al momento di affittare il loro immobile per brevi periodi: al conduttore sarà vietato stabilire la residenza all’interno dell’immobile perché una simile situazione sarebbe incompatibile con la natura transitoria del contratto di locazione.

Ma da dove deriva questa (erronea, diciamolo subito) convinzione? Probabilmente il proprietario sa che il transitorio nasce per soddisfare esigenze non stabili e ritiene che la residenza anagrafica nell’immobile vada contro tale funzione del contratto, mettendone a rischio il fondamento e generando il rischio di trasformazione dello stesso in 4+4.
Oppure, semplicemente, il proprietario ha letto qualcosa del genere da qualche parte, traendone una simile conclusione.

In ogni caso, una simile certezza non ha alcuna base e di seguito individueremo gli elementi per confutarla.

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Contratto 3+2: è obbligatorio che il conduttore prenda la residenza?

Attenzione alle leggende metropolitane

Esistono molti luoghi comuni o errori frequenti che circolano nel settore della locazione: spesso sostanzialmente inoffensivi, come l’utilizzo di termini inappropriati (caparra per deposito cauzionale, disdetta per recesso ecc.), a volte si rivelano invece pericolosi perché potrebbero condizionare negativamente trattative e possibili opportunità di guadagno di coloro che si trovino ad incapparvi. Anche nella locazione, quindi, esiste il rischio di fake news.

Oggi affronteremo una delle principali bufale che ci capita di dover confutare: l’obbligo di residenza del conduttore in caso di contratto a canone concordato 3+2. Molti, infatti, credono che questo contratto possa essere stipulato solo qualora il conduttore abbia intenzione di stabilire la residenza anagrafica nell'immobile, o che comunque le agevolazioni collegate a tale contratto siano riconosciute solo in tale caso.

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Contratti in nero, comodati fittizi, accordi fantasiosi. Quando un inquilino può denunciare le situazioni irregolari.

A fine anno, quando si devono trovare nuove entrate per sostenere le misure che la finanziaria introdurrà, spesso ci si ricorda di un mercato, quello degli affitti, dove sembra siano ancora in tanti i “furbetti” che ricevono affitti senza dichiarali o dichiarandone solo una parte. Le entrate che il governo spera di recuperare contengono sempre un po’ troppi zero!
Pensiamo che l’introduzione della cedolare secca era stata annunciata, trionfalmente, come la misura che avrebbe fatto recuperare circa 2,7 miliardi di euro nel 2011 e di 3,8 miliardi nel 2012, come conseguenza della dichiarazione di redditi da locazione da parte di proprietari che precedentemente, con il regime irpef, non dichiaravano tali importi.
Conosciamo la realtà dei fatti (un po’ diversa da quella immaginata dagli esattori dello stato) e ci chiediamo, ma tutti questi contratti irregolari esistono davvero? Per capirlo proviamo a partire riconoscendo quando esiste una situazione davvero illegittima e quindi quando possiamo considerare il contratto non conforme alla legge.

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Cambio residenza o prendo solo il domicilio? Questo il dilemma per giovani affittuari.

Per chi decide di fare il grande passo e andare a vivere in una casa in affitto, cambiando magari città o addirittura regione, c'è una questione in più da affrontare, oltre a quelle già risolte sulla casa ideale, il prezzo giusto, i servizi, l'arredamento, ecc.. La questione da affrontare è quella dell'opportunità di cambiare residenza o meno, di lasciarla magari a casa dei genitori e limitarsi ad un nuovo domicilio. Cosa possiamo consigliare?

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Le 4 cose più odiate da chi cambia casa. Piccole e grandi (para)noie da trasferimento

Fare armi e bagagli per cambiare casa. Operazione già di per sé impegnativa, tra scatoloni e sfacchinate. Ma alcuni aspetti sgradevoli di contorno sono, a volte, persino peggiori, perché avvertiti come fastidiosi, antipatici o eccessivamente burocratici. Non sempre facili rapporti di vicinato, pratiche per il cambio di residenza, permessi per l'accesso alla ZTL e il parcheggio in centro, allacciamento delle utenze domestiche: qual è il vero incubo per gli italiani?

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Occupazione abusiva di un immobile, cos’è cambiato con il Piano Casa?

Il Piano Casa ha introdotto un'importante novità contro l'occupazione abusiva di immobili, stabilendo che chiunque se ne renda responsabile non possa chiedere la residenza né l'allacciamento delle utenze. Vediamo cosa comporta il nuovo quadro normativo.

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Il vantaggio di trasferirsi per lavoro e vivere in affitto.

Dopo aver scritto delle detrazioni previste a favore degli inquiliniche spostano la residenza in un immobile in affitto per ragioni di lavoro, andiamo ad analizzare nello specifico quando queste detrazioni sono applicabili, cosa succede nel caso di contratto cointestato con altre persone e soprattutto se posso sommare o meno tale detrazione ad altre agevolazioni fiscali; rispondendo, quindi, alla curiosità di un nostro attento lettore.

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Spese per l’affitto, si possono portare in detrazione se c’è la residenza.

Le spese sostenute per il pagamento dei canoni d'affitto di immobili adibiti ad abitazione principale potranno essere portati in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi nel caso in cui il lavoratore dipendente vi abbia trasferito la residenza. Ma le agevolazioni fiscali per chi ha una casa non finiscono qui...

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Posso prendere la residenza con un contratto transitorio?

Sembra una contraddizione nei termini, ma in realtà spesso per svariati motivi, tra cui quello di assistenza medica o espressione del voto, cambiare residenza può essere un'esigenza che l'inquilino esprime anche se titolare di un contratto transitorio; un contratto, quindi, che nella definizione stessa indica una condizione temporanea, che porterà a breve ad un cambio di residenza stessa. Ma, a prescindere dall'analisi dei termini, sarebbe possibile in ogni caso richiedere e vedersi riconoscere la residenza in un immobile preso in affitto con contratto transitorio, senza che ciò comporti dei problemi per il proprietario o per la regolarità del contratto stesso?

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AdE, compravendita in caduta libera nel 2012

La crisi del mattone si fa sempre più profonda, e l'immobiliare torna ai livelli di metà anni '80. E' questa l'analisi impietosa dell'Agenzia delle Entrate sull'andamento del mercato nell'anno appena trascorso.

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