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Commenti (74)

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Buongiorno,

sono una studentessa ed ho stipulato un contratto di locazione per una stanza in un appartamento di tre stanze totali. Il contratto prevede un canone di locazione di X Euro + spese forfetarie di x euro. Tuttavia il contratto psecifica:

"Le parti applicano la Tabella oneri accessori, allegata al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ex. art. 4, c. 2, L. 431/98. Pertanto, gravano sul conduttore le spese forfettarie di Xmensili, da corrispondersi contestualmente al canone, a copertura esclusivamente delle spese condominiali ordinarie, riscaldamento autonomo e delle spese per le utenze di acqua e dell’utenza telefonica e internet.
Le parti concordano che le utenze di luce, gas, telefono/internet rimarranno intestate al locatore e sono comprese nel canone di locazione.
Sono a carico dei conduttori gli interventi di ordinaria manutenzione, le spese di riparazione dei danni prodotti da colpa, negligenza o cattivo uso dei locali, degli impianti e del mobilio esistente, oltre a quanto dovuto per legge, uso e consuetudine".


Ora a me sembra che ci sia qualcosa di incongruente in quello che c'è scritto. Prima mi dice che si applica la tabella oneri accessori. Però poi le parti derogano a questa tabella specificando che oltre al canone viene corrisposta una cifra forfettaria per condominio, acqua, riscaldamento autonomo. Poi specifica che luce e gas sono comprese nel canone di locazione. E poi si torna a far riferimento alla tabella degli oneri accessori per quanto concerne ordinaria manutenzione, danni e anche la manutenzione degli impianti.
Nel contratto non è menzionato alcun conguanglio delle spese a fine anno o ogni sei mesi ocme accae in alcuni casi: così il locatore, come affermato anhce da alcune sentenze, non ha obblico di dare resoconto al conduttore delle spese effettuate, nè chiedere ulteriori soldi se ha speso più del pattuito, così come il conduttore non può chiedere il rimborso se le spese non sono state fatte.
Il punto però è che se deroghiamo alla tabela degli oneri accessori e il nei soldi forfettari pago anche il riscaldamento, perché poi afferma che spetterebbe a me la manutenzione degli impinati? Quidni revisione caldaia, fumi ecc.?

Mi verrebbe da pensare che se negli X euro pattuiti ricomprendi anche l'acqua e ad es, si rompe il rubinetto, quella a mio avviso non dovrebbe rientrare nella normale manutenzione perchè io do al locatore un corrispettivo affinché mi sia "fornita" l'acqua e se si rompe il rubinetto in qualche modo la fornitura viene meno. E così per la caldaia.
Non so se sono riuscita a spiegare quale sia il mio punto di perplessità.
Ora la proprietaria mi ha detto che bisogna fare il controllo della caldaia, ma a me non sembra giusto che spetti a noi coinquilini pagare questo intervento anche perché alcuni controlli hanno cadenza biennale e io in particolare abito in questa casa da tre mesi.

Grazie per aver letto fin qui il mio sproloquio, spero di essere stata chiara.

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Buongiorno Lucia, credo che la "confusione" risieda tra ciò che si comprende come spese forfettarie e il riferimento alla tabella.
Nelle spese forfettarie, infatti, sono compresi i consumi, quindi le sole bollette; mentre le tabelle regolano le normali spese di amministrazioni, annuali, distinguendole tra ordinarie e straordinarie. Le ordinarie, come la pulizia della caldaia, sono a carico dell'inquilino. Il vero quesito è che in effetti di solito si entra nell'immobile verificando lo stato degli impianti e quindi specificando se la pulizia è stata fatta o meno. Ora, chiarito questo punto io direi che potrebbe pagare, ricordandosi quando dovrà andar via di calcolare eventualmente quando fare l'ultima pulizia.

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Salve
ho necessità di un chiarimento.
Sono in affitto ormai da 5 anni in una casa in cui ho anche la residenza (sempre da 5 anni). Il proprietario cesserà in anticipo a fine gennaio 2019 il contratto attuale (un 3+2 in scadenza il 30 giugno 2019) perché ha venduto la casa ad altra persona che subentrerà come mio nuovo proprietario.
Il contratto che il nuovo proprietario intende stipulare è di natura transitoria dal 1 marzo 2019 a febbraio 202. tuttavia pur avendo scritto nel contratto che io per esigenze di lavoro giustifico la transitorietà secondo la legge vigente, di fatto sono residente in questa casa da ben 5 anni (da quando ci sono venuta in affitto) e ho il lavoro nella stessa provincia della residenza.
A me sembra che questo contratto non vada bene. Che rischi legali ci sono per me se lo dovessi firmare? è solo un problema del proprietario o rischio legalmente anche io?
La documentazione del lavoro da allegare (che è motivo dichiarato nel contratto) è obbligatoria? se manca che rischi ci sono per me?
Il proprietario ha messo che il conduttore (cioè io) ha motivi di lavoro per starci un anno ma di fatto non è così. Io ho solo esigenze di continuare a starci. ma non per motivi di lavoro che ho ormai da 5 anni nella provincia in cui ho residenza.
Ci sono motivi del locatore che si possono utilizzare per giustificare la transitorietà (tipo avviare lavori di ristrutturazione ecc...?)
Grazie dell'aiuto. sono preoccupata delle conseguenze legali se mandassi avanti questo contratto. Il nuovo proprietario non mi farebbe un regolare contratto (3+2 o 4+4) per cui se non ci fosse soluzione dovrei andare via a giugno 2019 invece che a febbraio 2020 come da transitorio. Grazie

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Buongiorno Mirella, come dice il suo contratto scadrebbe a giugno regolarmente, ma se ha bisogno di rimanere qualche mese in più potrebbe accettare un transitorio. Legalmente non rischia nulla, di solito le false motivazioni vengono contestate dall'inquilino e impugnate in modo da trasformare il contratto transitorio in un classico contratto 4 + 4. Se volete fare le cose in regola, in ogni caso, potreste trovare una motivazione legata la proprietario che avendo comprato casa riuscirebbe a trasferirsi solo tra un anno e non subito.

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Buongiorno,

Volevamo un informazione. abbiamo stipulato un contatto di affitto 4+4 e vogliamo dare la disdetta anticipato.
ma c'e una clausola che dice:

"RECESSO ANTICIPATO. la parte conduttrice ha la facoltà di recedere anticipatamente dal contratto con preavviso di almeno di sei mesi, da recapitarsi a mezzo raccomandata a/r.
Le parti convengono fin da ora di comune accordo, che in tal caso saranno comunque dovute le mensilità alla parte locatrice fino alla 36° rata ovvero fino alla scadenza del terzo anno."


come dobbiamo comportarci? siamo veramente obbligati di pagare ancora un anno di affitto anche se veniamo via?
sinceramente e la prima volta che vedo qualcosa simile

Grazie mille


Shawn

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Buongiorno Shawn, in realtà tale obbligo non ha un fondamento legale; quindi se avete gravi motivi per cui dare disdetta e rispettando modalità e tempistiche di disdetta, non avete altro da pagare.

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Buongiorno, vorrei una delucidazione per quanto riguarda la disdetta per l'affitto.
Ho inviato preavviso di 6 mesi, come previsto da contratto. Inviata raccomandata giorno 14 dicembre, ricevuta il 19 dicembre 2018.
Erroneamente ho indicato come data per lasciare l'abitazione 1 giugno pensando si contasse, come mese di preavviso anche il mese in cui si invia raccomandata quindi dicembre e quindi disdetta al 31 maggio. I proprietari mi hanno detto che non è così e che si conta dal mese successivo quindi gennaio con disdetta al 30 giugno e dicono che non devo inviare raccomandata corretta, che tanto per legge si contano 6 mesi dalla disdetta quindi non occorre, è davvero così o devo fare qualcosa?
Pago canone ogni 10 del mese riferito al mese corrente di riferimento. Quindi i 6 mesi sono da contarsi così presumo:
Gennaio pagamento 10 del mese
Febbraio pagamento 10 del mese
Marzo pagamento 10 del mese
Aprile pagamento 10 del mese
Maggio pagamento 10 del mese
Giugno pagamento 10 del mese.

Il dubbio è questo: il mese di giugno (i proprietari affermano) va pagato per intero? Non vale la data di ricezione della raccomandata? Quindi non devo pagare il mese frazionato fino al 19 giugno per un totale di 19 giorni?
Grazie. Buon lavoro.

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Gentile Monica, è vero quanto lei sostiene: i sei mesi vanno conteggiati dalla data di ricezione della disdetta; quindi dovrà occupare e pagare fino al 18 giugno.

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Grazie mille per la celere risposta! Per quanto riguarda invece l'errore di data nella lettera di disdetta? Devo rifare una raccomandata con la correzione? E come? O va bene lasciare tutto così? Grazie ancora! Buona giornata.

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Gentile Monica, se alla fine rispettate la scadenza prevista per legge, non è necessario reinviare la disdetta.

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Buongiorno, ho stipulato un contratto con cedolare secca transitorio per tre mesi ad uno studente che ha lavorato per un azienda qui a Bologna, ora, lo stesso mi ha detto che l'universita' gli ha dato altri 3 mesi di lavoro da fare sempre nella stessa azienda posso allungare il contratto esistente ??? grazie claudia

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Gentile Claudia, diciamo che quello lavorativo è uno dei pochi motivi ammessi per rinnovare un contratto transitorio allo stesso inquilino.

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Buona sera ISABELLA,,,Gentilmente voglio chiederci un informazione che riguarda la mia situazione ,.
in poche parole la mia moglie ha ereditato una vileta,dalla signiora che la curata per 10 anni,.dentro questa casa sono due famiglie con contrato 4piu 4 ,regolare contrato .2 anni e mezzo fa si sono rinovatti in automatico questi contratti,.questi inquilini hanno fatto il contrato tramite una agenzia di affiti e la signiora dall agenzia ha detto che dobiamo rispetare il contratto e dobiamo avissare con 6 messi prima dalla scadenza del secondo 4piu 4 ,che noi i nuovii proprietari non vogliamo prolungare il cosidetto contrato che e in vigore dalla ex proprietaria che ha lasciato in eredita alla mia moglie .la domanda e ,,dobiamo rispetare i termini dell contrato rinovato in automatico .....come ci dobiamo comportarci ......questa casa e composta da due corpi separati di casa ,in un corpo vivono due famiglie con contratto,regolare ,,ma in secondo corpo di casa vivono da 20 anni una famiglia di albanesi che sono fuorii lege ,la polizia nn vede niente ,i carabinierii neanche ,,sono dei spaciatorii .negli ultimii 2 anni questi non pagano niente ,anzi ,minaciano che loro hanno dei avocati e non pagherano mai niente.la signiora che ha lasciato la casa a mia moglie ha fatto varie denunce ai carabinierii ma essendo una persona anziana non ha concluso niente .li ci vivono una ventina di persone ,,anche nei box.e un sbarco totale .come mi devo comportare con questi prepotenti....chiedo scusa che ti ho scrito tutta questa POESIA ,,MA MI TROVO IN UNA SITUAZIONE IMBARAZZANTE E NON SO COSA DEVO FARE .TI RINGRAZIO DEL CUORE PER LA TUA PAZIENZA E ASPETTO UNA NOTIZIA DA PARTE SUA .CON RISPETTO ,MARIO .PS.SCUSSAMI PER I SBAGLI DI ORTOGRAFIA ,,MA NN SONO ITALIANO ,,,SONO DALLA ROMANIA ,,MA DA QUASSI 20 ANNI IN ITALIA .GRAZZIE MIILE .

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Gentile Mario, capisco bene la difficoltà di scrivere in italiano.. è stato molto chiaro e preciso. Direi che per la prima casa dovete necessariamente rispettare la scadenza del contratto e quindi inviare la disdetta con almeno sei mesi di preavviso; per la seconda casa è necessario rivolgersi ad un legale per avviare una causa di sfratto. Sarà lunga, ma è anche l'unico modo per avere un intervento delle forze pubbliche.

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Buona sera.
Mio padre è assegnatario dall' IACP ( oggi Arca Capitanata) di una casa. Su propria richiesta in data 6 dicembre u.s. ha provveduto ad acquisire l'immobile con atto notarile.
Arca Capitanata ha richiesto il pagamento dell'intera mensilità di dicembre pur avendo avuto in fitto solo 6 giorni, essendo intervenuto,come detto prima, l'atto di acquisto il dicembre .
E' corretta la richiesta di Arca Capitanata di pretendere l'intero canone di affitto del mese di dicembre e non solo di giorni?
Nel caso fosse illecita la richiesta, può mio padre richiedere il rimborso della differenza indebitamente versata.
Grazie.

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Buongiorno Giovanni, se il passaggio di proprietà è avvenuto il sei, il canone di locazione andrebbe riconosciuto, salvo diverso accordo, per i soli sei giorni di dicembre.

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Gentilissima Isabella Tulipano, nel gennaio 2019 dovrò stipulare un nuovo contratto di locazione a canone concordato per studenti del comune di bologna. mi dicono che sarà necessario fare una "attestazione di rispondenza del contratto di locazione agli accordi". poiché da parte sua ho già ricevuto ottimi consigli, mi rivolgo a lei per chiederle a quale associazione di categoria potrei rivolgermi a bologna (prezzo, serietà, attenzione per il proprietario ecc.).
per ora la ringrazio infinitamente
Srrena Sorbi

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Gentile Serena, l'attestazione oggi è necessaria per stipulare il contratto; non potrei consigliarla una o l'altra associaizone; l'importante è che sia una delle associazioni firmatarie dell'accordo.

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    Buonasera, vorrei proporre il mio caso e sapere se posso risolverlo in qualche modo.
    A settembre circa, io e il mio fidanzato abbiamo contattato un agenzia per visitare un appartamento. Fissato l'appuntamento, l'appartamento ancora abitato, ci è stato presentato un un certo modo: arredato, bene aereaggiato (faceva ancora caldo), con tutti gli elettrodomestici funzionanti e con la promessa verbale che sarebbe stato pitturato e ripulito prima di esserci affittato.
    Firmiamo il contratto a metà ottobre e
    l'appartamento è disponibile dal 1 dicembre.
    Il 30 novembre abbiamo appuntamento con l'inquilino precedente, perché il padrone non si presenta e indica di sbrigarcela tra di noi.L'nquilino precedente ci aggiorna sulle condizioni della casa.
    Entrati siamo accolti da un profondo odore di muffa ( la casa è stata abitata fino a quel giorno, per cui non era stata tenuta chusa) che si trova in tutte le stanze e in merito l'inquilino dice che nei mesi invernali quello è l'odore abituale della casa. In più ci consiglia di non utilizzare uno degli armadi della camera da letto in quanto, appena utilizzato da lui a suo tempo, dopo pochi giorni i vestiti sono ammuffitti.
    Facciamo un giro e apprendiamo che il forno non funziona, la lavastoviglie funziona ogni tanto, di due docce nessuna ha le ante funzionanti per cui non possono essere chiuse perché se spostate cadono giu, divani completamente usurati (al momento della prima visita erano foderati) e materassi vecchi e sfondati. In più della pitturata promessa ci viene riferito che non verrà effettuata. L'inquilino ci dice anche che il motivo per cui lui lascia l'appartamento è proprio il problema con la muffa, e la poca disponibilità del padrone a provvedere conla sostituzione di ciò che è rotto.
    Chiaramente l'agenzia e il padrone si fanno forti del contratto firmato, ma per noi non è la casa che abbiamo visitato i mesi precedenti per cui ci è stato detto che se non prendiamo la casa perderemo o la caparra o i tre mesi di preavviso che avevamo da contratto.
    La mia domanda è: aldilà dei vari pezzi cambiabili, ci sono le basi per una risoluzione del contratto senza penali visto la scarsa onestà dell'agente immobiliare che ci ha presentato l'appartamento e problema della muffa che all'atto della visita non era visibile ne tanto meno è stato dichiarato? Ringrazio anticipatamente
    Lucia

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    Gentile Lucia, diciamo che in effetti la situazione è alquanto complessa, poiché nel momento in cui si va in visita dell'immobile si deve osservare tutto con grande attenzione, firmando poi di fatto che ha trovato l'immobile in buone condizioni. Detto questo lei potrebbe comunque provare a chiedere una risoluzione del contratto cercando di dimostrare la malafede con cui le è stato mostrato l'appartamento. Sicuramente l'argomento di discussione sarà quello della restituzione o meno della caparra anticipata.

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    Mi sono rivolto a una agenzia soloaffitti per un immobile che ho trovato in internet, l'ho visitato, dato che era molto fuori prezzo di mercato ho fatto una proposta molto a ribasso.
    Ho presentato la dichiarazione dei redditi di mia moglie e le mie buste paga, e già solo una minima parte basterebbe a garantire la nostra capacità di pagamento del canone.
    Prima della scadenza della proposta veniamo convocati in agenzia e mi viene comunicato che, da una visura dei protesti è emerso che anni prima avevo ricevuto appunto un protesto e che dunque avrei dovuto pagare una penale pari alla provvigione per aver dichiarato di non aver ricevuto protesti negli ultimi 5 anni!
    Premetto che, un assegno tornato indietro per errore della banca e pagato subito dopo con tanto di comunicazione alla prefettura dell'avvenuto pagamento non costituisce motivo per essere protestato! ..e di questo ho già incaricato il mio avvocato di fiducia!
    Detto questo, se anche fosse, un protesto di pochi euro di diversi anni prima non costituisce certamente un ostacolo per una locazione!
    Senza mezze misure e senza il dovuto tatto e la dovuta "cautela" quando si trattano certi argomenti, mi è stato detto: " abbiamo riscontrato un protesto e quindi ci devi pagare la penale"!!!!
    QUESTO E' UN TENTATIVO DI TRUFFA !!!
    Sottolineo che la dichiarazione dei redditi di mia moglie sarebbe già più che sufficiente a garantire una locazione!
    Dunque, ho già capito dai toni che chiederanno al proprietario di dichiarare di non accettare per via di questo protesto, questo gli darebbe la possibilità (secondo loro) di obbligarmi a pagare la penale! Dato che il termine di irrevocabilità della proposta non è ancora scaduto ho dato tempo all'agenzia di portare a termine la mia proposta, poi, se non viene accettata, o mi restituiscono la caparra che ho depositato IN CONTANTI anziché con bonifico alla accettazione, tramite il mio legale con il quale ho già parlato chiederò il doppio della caparra e andrò avanti per vie legali per perseguire il tentativo di truffa da parte dell'agenzia.
    P.S.: Non ho assolutamente nulla contro le agenzie e faccio parte anche io dell'ambiente!!! In tanti anni non ho mai visto comportamenti simili da parte di nessuno!!! Avvoltoi tanti ma mai così tanto sbruffoni e superficiali!

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    Buongiorno Sergio, mi spiace molto per l'accaduto e capisco anche il fastidio di certe rigidità burocratiche. Diciamo che nella proposta che le è stata fatta firmare c'è chiaramente indicata la sua dichiarazione di non avere protesti e il fatto che rilasciare una dichiarazione falsa comporta il pagamento di una penale. Magari può far presente la sua buona fede se non era realmente a conoscenza di questo protesto e quindi trovare un accordo prima di procedere per vie legali, che naturalmente può seguire se preferisce tutelarsi in questo modo.

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