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Affitti in Love: un contratto di affitto, un pegno d’amore!

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Febbraio 04, 2019
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consigli degli esperti per una coppia che va in affitto

Quale contratto per una coppia che vuole andare a vivere in affitto?


Sarà l’atmosfera di Sanremo, dove si sa a trionfare è sempre la tradizionale canzone d’amore, saranno i cuoricini che proliferano tra le vetrine dei negozi in attesa di San Valentino, sarà la neve fuori e il caldo in casa che scalda anche i nostri cuori professionali e ci porta a pensare a coppie, di ogni età, che decidono di fare il grande passo di andare a vivere insieme. Ma dove? Come? Con quale contratto? E se poi non durasse? I dubbi, le preoccupazioni e le nostre rassicurazione per vivere beatamente in affitto, in love, solo una volta o tutta la vita, speriamo prima che la disdetta vi divida! (la citazione musicale era d’obbligo!)

Andare a ridere insieme. Quella si che è una bella convivenza.
Facciamo anche noi questo augurio a quanti decideranno di andare a vivere insieme.. sperimentandosi come coppia anche attraverso un contratto di affitto.
Coppie che decidono di prendere in affitto un immobile rappresentano da sempre una fetta principale del target di inquilini: in affitto, infatti, ci si senti più liberi di sperimentare, di darsi un periodo di prova per capire se la convivenza funziona, se la coppia resiste alla routine, alle abitudini quotidiane e perché non anche alle incombenze di un contratto di affitto.


E allora vogliamo incentivare molte coppie a “buttarsi”.. e per questo vogliamo agevolarli chiarendo le idee su alcuni tipici dubbi che potrebbero assalire una lei o un lui prima di firmare!

Quale contratto scegliere?


Questo è il primo punto su cui la coppia si confronterà: cercare una durata breve per darsi un periodo di prova con scadenza dopo poco.. o buttarsi subito e scommettere da subito che funzionerà?
I primi si orienteranno su un


Contratto transitorio:

in questo caso la durata massima è di 18 mesi, ma è necessario individuare una motivazione reale ed oggettiva di transitorietà. Quindi potrebbe essere utilizzato da coppie in cui uno o entrambi abbiano un contratto a tempo determinato, legando l’esigenza quindi ad un contratto di lavoro, ad esempio. Oppure potrebbe essere giustificato dal possesso di un immobile (uno dei due potrebbe essere proprietario di un appartamento per ora in affitto) che si libererà solo tra un anno.


Pro: il vantaggio è dato indubbiamente dalla durata limita del contratto, che magari anche psicologicamente incide positivamente sul non sentirsi vincolati.
Altro vantaggio è dato dal risparmio fiscale considerando che in un comune ad alta tensione abitativa il canone per un contratto di questo tipo deve essere un contratto a canone concordato, quindi un po’ più basso di contratto a tempo determinato.


Contro: il contro potrebbe essere rappresentato dal fatto che se poi le cose funzionano e si vuole rimanere lì, il proprietario potrebbe non aver intenzione di stipulare un nuovo contratto, perché magari serve a sé o lo ha già destinato ad un altro utilizzo.
Un’altra controindicazione potrebbe essere rappresentata dal fatto che spesso per contratti transitori i proprietari preferiscono non concedere la possibilità agli inquilini di prendervi la residenza; con un mancato risparmio sulle bollette, ad esempio, ma meno burocrazia nel caso di spostamento, poi.


Contratto libero 4 + 4:

il classico dei contratti abitativi. Il contratto libero è libero rispetto al canone richiesto, ma vincolato alla durata minima di 4 anni + 4 di rinnovo automatico. La maggior parte dei contratti di questo tipo finiscono in realtà dopo il secondo anno e mezzo.. quindi la prospettiva dei 4 anni, che tanto scoraggia, è facilmente superabile ricordandosi che all’inquilino è sempre concessa la facoltà di disdetta (con invio raccomandata per grave motivo.. ed un eventuale separazione risulta indubbiamente un grave motivo), rispettando il periodo di preavviso.


Pro: sicuramente pensare già ad un lungo periodo di convivenza porta ad un approccio più accurato ad esempio nella scelta dell’immobile, quanto di arredo o complementi di arredo. In un contratto a lungo termine solitamente gli inquilini vi prendono la residenza, intestano le utenze, con un risparmio sulle bollette.
Soprattutto da residenti intestatari di un contratto di affitto gli inquilini hanno diritto a detrazioni Irpef, a seconda del reddito personale dell’intestatario del contratto (300 euro se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71; o 150 euro se il reddito complessivo è fino a 30.987,41).


Contro: nel caso di contratto a lungo termine, si mantiene spesso il periodo di disdetta classico, ovvero sei mesi. Un periodo non brevissimo se pensiamo che la coppia che decide di separarsi vorrebbe farlo immediatamente! L’altro rovescio della medaglia è quello della residenza: se si prende nell’immobile si deve poi ricordarsi di spostarla.. così come di chiudere o volturare le varie utenze, da non dimenticare quella per la tassa dei rifiuti.

Contratto a canone concordato 3+2:

è il contratto alternativo al classico 4 +4 che offre una durata più breve e la possibilità di avere, nei comuni ad alta tensione abitativa, un canone di affitto concordato, deciso dalle associazioni di categoria e calmierato rispetto al canone libero.


Pro: i vantaggi principali di questo contratto sono indubbiamente quelli fiscali. Un risparmio sul canone mensile, dovuto all’utilizzo del canone concordato; un risparmio che diventa anche consistenti detrazioni irpef prendendoci la residenza: 495,80 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 Euro o 247,80 euro se il reddito complessivo è tra i 15.493,71 e 30.987,41 euro.


Contro: come per il contratto libero 4 +4 in questi contratti si potrebbe avere una disdetta legata a sei mesi di preavviso e grave motivazione; il primo contro, poi, potrebbe essere un contro “preliminare”. Un appartamento con questo tipo di contratto potrebbe più facilmente derivare da una ricerca più impegnativa e lunga.. non da un annuncio trovato per caso.


Una volta che abbiamo compreso bene la tipologia di contratto, regolare, che una coppia potrebbe trovarsi di fronte, proviamo a risolvere altri piccoli, grandi dubbi.


A chi intestare il contratto?


In questo caso le questioni da valutare sono due:
1. Dal punto di vista fiscale

prendendoci la residenza per un contratto intestato ad entrambi le relative detrazioni irpef vengono suddivise al 50% tra i due intestatari. Occorre pertanto valutare bene la situazione economica dei due componenti la coppia;


2. Dal punto di vista legale

di responsabilità sul contratto l’intestazione ad entrambe le parti della coppia vuol dire una pari responsabilità nei confronti del proprietario; una responsabilità in solido in realtà.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che entrambi, a prescindere dal singolo impegno economico all’interno della coppia, sono responsabili del singolo pagamento del canone, delle spese e di tutte le pattuizioni prese. Se il contratto, invece, venisse intestato solo ad una delle due parti della coppia, allora solo questi sarebbe responsabile difronte al proprietario di tutti gli obblighi presi.
Ma come sempre ci sono oneri o “onori”: se c’è un solo intestatario sarà questo a decidere per un’eventuale chiusura del contratto e ad incassare il deposito cauzionale se non ci sono danni.


Da qui il quesito per eccellenza che si fa una coppia che prende in affitto una casa:
cosa succede se ci lasciamo?


Si aprono due scenari a seconda che il contratto sia intestato ad uno solo o entrambi i componenti della coppia.


- Nel primo caso, sarà l’intestatario a poter mandare la disdetta, rispettando modalità e tempi di preavviso concordati. L’altro componente “subisce” la decisione, dovendo liberare la casa a sua volta oppure trovando un accordo con la proprietaria per subentrare magari nel contratto o stipularne uno ex novo.
- Nel secondo caso, se il contratto è intestato a tutte e due i componenti della coppia, rimane il principio secondo cui ogni parte di un contratto può inviare disdetta, avvisando il proprietario, quanto l’altra parte della coppia, rispettando i termini di preavviso e inviando la raccomandata. L’altra parte, a questo punto, può decidere se rimane facendosi carico dell’intero canone e delle altre spese, o andare via a sua volta, inviando una raccomandata di disdetta.


E ora che avete tutte le info, potete seguire il cuore e vivere felici e contenti, in affitto, con amore!

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano
Author: Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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