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Calcolo Tasi: quanto costa ad un proprietario ed al suo inquilino. La guida pratica per fare i conti.

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Maggio 22, 2014
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Dopo il tormentone Ici e quello Imu, è il momento della "Tasi – mania". Innanzitutto se il rinvio della scadenza per i tanti comuni che non hanno ancora deliberato può lasciare a molti cittadini il tempo di godersi la bella stagione, ci sono anche un po' di cittadini, invece, che possono iniziare a fare i calcoli e cominciare a tradurre in numeri i fiumi di parole che si sono versati sull'argomento. Facciamo quindi un esempio concreto aiutando un nostro lettore a fare i calcoli.

Salve
Avrei bisogno di aiuto per provare a fare un po' di chiarezza in una materia che mi sembra sempre più difficile e complicata. So che il mio comune, Pesaro, ha deliberato le aliquote della Tasi. Io ho un appartamento, in centro, affittato con un contratto 3 +2 da ormai 4 anni. Anche l'inquilino mi chiede quanto deve pagare.. ma io sono un po' in difficoltà! Potreste aiutarmi? La rendita catastale del mio immobile è di 715,26 euro. Devo pagare solo la Tasi, o anche Imu e Iuc?
Grazie!
Contribuente disperato.

Carissimo "contribuente disperato",
comprendiamo bene il suo smarrimento, se può rassicurarla credo sia uno stato d'animo condiviso dalla maggior parte, professionisti e non, che devono fare i calcoli con questi tributi.

Innanzitutto partirei dal rifare chiarezza sulla definizione della IUC. Questa sigla riassume i tre tributi che gravano sul possesso dell'immobile, ovvero:


IMU: introdotta dal 2012, è un'imposta che grava sul proprietario, le cui aliquote vengono deliberare dal comune di anno in anno e partono, per le seconde case, da un'aliquota di base del 7,6‰, che può essere aumentata o ridotta fino ad un massimo di 0,3 punti percentuali; arrivando ad un minimo di 4,6‰ ed un massimo di 10,6‰;


TASI: è la novità del 2014; è destinata al finanziamento dei servizi comunali rivolti alla collettività, come manutenzione del manto stradale, pubblica illuminazione, eccetera. Questa tassa grava sia sui proprietari che sugli inquilini (escluso il caso di contratto inferiore a sei mesi, per il quale il tributo è dovuto solo dal proprietario). Gli inquilini possono pagare tra il 10 e 30 per cento dell'importo complessivo, secondo quanto decide il comune. L'aliquota base in questo caso è dell'1‰, che può arrivare al 2,5‰ solo per il 2014. La somma, però, di Imu + Tasi non può superare la soglia massima del 10,6‰; soglia innalzata al 11,4‰ solo per il 2014.


TARI: è la tassa dei rifiuti, ha sostituito la Tares solo come sigla, mentre rimane un'imposta dovuta da chi occupa l'immobile e quindi nel caso di immobile concesso in affitto dagli inquilini (fanno eccezione sempre i contratti brevi per i quali anche la Tari viene pagata dal proprietario).


Passando ai calcoli, effettivamente il comune di Pesaro è uno di quelli che ha già deliberato le aliquote per Imu e Tasi e pertanto possiamo fare i calcoli insieme al nostro contribuente.
Partiamo dal calcolo della base imponibile su cui andremo ad applicare le aliquote stabilite dal Comune di Pesaro con delibere n° 27 del 10/03/2014 e n° 41 del 31/03/2014.

Base imponibile: 715,26 (rendita catastale) + 5% (rivalutata)*160 (coefficiente previsto per immobili abitativi) = 120.163,68 euro

IMU: il comune di Pesaro prevede un'aliquota agevolata dello 0,57% per i proprietari che hanno stipulato un contratto a canone concordato (l'inquilino deve usarlo come abitazione principale). Quindi il nostro "contribuente disperato" verserà di Imu 685 euro. Le modalità di versamento dell'Imu rimangono quelle del 50% al 16 giugno ed il restante 50% al 16 dicembre.


TASI: il comune di Pesaro ha scelto per il 2014 di deliberare l'aliquota dell'1,9 per mille. La base di calcolo rimane quella prevista per l'imu, e quindi nell'esempio 120.163,68 euro.
La Tasi dovuta è di 228 euro; tale cifra è al 70% a carico del proprietario (160 euro) e il 30% a carico dell'inquilino (68 euro).


Concludendo, entro il 16 giugno il nostro contribuente dovrà pagare 343 euro di Imu (50%) più 114 di Tasi; di cui 34 euro da richiedere al suo inquilino.
Possiamo anche precisare che in realtà la maggior parte dei comuni che hanno deliberato le aliquote Tasi hanno previsto l'applicazione di tale tributo solo nei confronti di particolari immobili, come quelli utilizzati come abitazioni principali o strumentali all'attività agricola; ma non per quelli regolarmente affittati, sui quali continua a gravare "solo" l'Imu.

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Ravvedimento operoso, la soluzione per chi non ha pagato in tempo Imu e Tasi.
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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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