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Casa e divorzio: come gestire la casa assegnata.

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Ottobre 11, 2017
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assegnazione della casa e questione spese

Diritti e doveri in caso di casa assegnata per divorzio.

“Chi divorzia adotta una massima di Leibniz: Non discutiamo più, calcoliamo".Mario Postizzi.


Partiamo da questa massima per confermare che con la casa sicuramente gli ex coniugi si troveranno a dover fare i calcoli su chi rimane e chi dovrà fare le valige; calcoli su chi dovrà pagare le tasse: quali e in quale misura. Insomma, che una separazione lasci strascichi lo sapevamo già, quello che forse non è chiaro è cosa succede alla casa in cui si viveva quando si era felici e contenti: da proprietari o da inquilini. Finchè mattone non ci separi!

Purtroppo anche le migliori favole delle volte non prevedono il tanto sperato lieto fine e così le coppie si separano.. non vivendo più insieme.
Il primo calcolo riguarda le spese condominiali e la premessa da fare riguarda due aspetti:


- la definizione di casa coniugale o familiare: ovvero l'abitazione in cui fino al momento della separazione o del divorzio si svolgeva l'attività della famiglia;
- il tipo di titolo con cui si viveva nell’immobile.

Le casistiche in questo caso possono essere di tre tipo:


1. Casa in comproprietà:

il giudice stabilisce a quale dei due coniugi (di solito quello con cui rimane a vivere l’eventuale figlio/i minorenne/i) assegnare la casa. In questo caso le spese ordinarie sono a carico di chi vive nella casa, quelle straordinarie sono a carico di entrambi i coniugi che contribuiranno sulla base della percentuale di proprietà.

2. Proprietà esclusiva di uno solo dei coniugi:

in questo caso, anche, il giudice, a prescindere dalla proprietà, assegnerà la casa al coniuge che rimane a vivere con i figli e, salvo diverso accordo, la suddivisione classica prevede a carico dell’assegnatario le spese ordinarie (quindi anche quelle condominiali) e a carico del proprietario quelle straordinarie.

3. In affitto:

questa casistica a sua volta può presentare diverse situazione. Per esempio se il titolare del contratto fosse il marito e il giudice assegna la casa alla moglie, quest'ultima diviene automaticamente nuova intestataria del contratto. Il giudice, inoltre, preciserà se a pagare canone e spese sarà direttamente il coniuge –assegnatario, o il coniuge che dovrà lasciare la casa; basandosi ovviamente sulle specifiche situazioni reddituali.


Ora, considerando la distinzione, soprattutto nei primi due casi, tra spese ordinarie e straordinarie, la domanda sorge spontanea:


L’assegnatario può essere equiparato all’inquilino?


In realtà la risposta è no. L’assegnatario (il coniuge a cui il giudice ha assegnato il diritto ad abitare nella casa di proprietà comune o di esclusiva proprietà dell’altro coniuge) giuridicamente è equiparato all’usufruttuario, a chi ha un diritto reale di abitazione (l’art.1022 Codice Civile). Ne deriva che le spese ordinarie, quelle legate all'uso della casa rimangono a carico del coniuge assegnatario.

Per esempio: riparazione o sostituzione di elettrodomestici, (lavastoviglie, forno, lavatrice); manutenzione dell'impianto di condizionamento; tinteggiatura dei locali; cura dei serramenti interni ed esterni.
Mentre l’acquisto di nuovi componenti di arredo o le spese straordinarie rimangono di competenza del coniuge proprietario non assegnatario.
A carico dell’assegnatario anche il pagamento della Tari, tassa sui rifiuti.


Altra domanda fondamentale è


Chi paga Imu e Tasi?


Rispetto all’Imu se c’è una casa assegnata ad uno dei due coniugi che vi stabilisce la residenza e la usa quindi come abitazione principale, l’Imu non è dovuta. In questo caso, infatti, la casa rientra nei casi di esenzione Imu 2017 per assimilazione ad abitazione principale. Questo sempre che la casa non risulti di lusso. Se infatti si trattasse di un immobile di categoria catastale A/1, A/8 e A/9 allora il codise assegnatario della casa, che ha il diritto reale sul bene, pagherebbe l’Imu al 100%.
L’esenzione Imu per case non di lusso e utilizzate come abitazioni principali non si applicano in ogni caso alla Tasi: che è dovuta dall’assegnatario, non proprietario del bene, come chi utilizza il bene, quindi nella misura compresa tra il 10% e il 30%, lasciando il resto dell’imposta al coniuge proprietario, salvo diverse indicazioni introdotte dalla relative delibere comunali. La Tasi sarà dovuta da entrambi i coniugi, se proprietari, in proporzione alle aliquote di proprietà sulla base delle aliquote previste per abitazione principale.


Ultima e fondamentale domanda:


quando decade il diritto all’assegnazione della casa coniugale?

Fondamentalmente il diritto può essere revocato per due motivi:
- il primo legato al fatto che il/i figlio/i raggiungano l’indipendenza economica e/o vanno ad abitare altrove, non convivendo più stabilmente con il coniuge assegnatario del bene. In questo caso il giudice potrebbe valutare di aumentare però l’assegno di mantenimento a favore del coniuge più “debole” economicamente.
- L’altro motivo può essere legato al fatto che il coniuge a cui è stata assegnata l’abitazione familiare in realtà non vi abiti stabilmente , trasferendosi altrove o contraendo un nuovo matrimonio, o semplice nuova convivenza.


Insomma.. finché nuove case non cementifichino un’unione e i calcoli delle spese le divida per sempre!

 

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano
Author: Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


Commenti (10)

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Buona sera Isabella, sono separato da 9 anni, non ero sposato ma convivente, avendo due figli con la mia ex ovviamente le hanno assegnato la casa che è di mia esclusiva proprietà.
Oggi, nonostante uno dei miei figli sia ancora minorenne, la mia ex ha deciso di restituirmi la casa.
Il problema è che lei non ha mai fatto manutenzione e la casa ora versa in condizioni pietose.
Sembra che la signora non abbia nessuna intenzione di sistemare la casa, ha tolto la sua residenza e quella dei miei figli e oltretutto vuole che sia io a far preparare i relativi documenti dal mio avvocato pagando le spese che comporta.
Per ciò che mi riguarda, mia figlia minore (oggi diciassettenne) per legge ha diritto di vivere in quella casa fino alla fine dei suoi studi, quindi altri tre anni.
Vorrei sapere se la mia ex può legalmente in qualche modo obbligarmi a riprendermi casa nelle condizioni in cui oggi versa, e se ora l'imu come seconda casa dovrò pagarla io visto che lei ha tolto le residenze ed io ovviamente non ho la residenza li da 9 anni ma sono il proprietario.
Ti ringrazio anticipatamente
Ivan.

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Buongiorno Ivan, la questione in effetti dovrebbe passare principalmente dal suo legale, sia per la modifica dei documenti sia per stabilire eventuali richieste extra rispetto alla disponibilità della sua casa. Di certo se si trattasse di un affitto la sua ex compagna avrebbe dovuto restituire l'immobile in buone condizioni, ma la vostra è una situazione non paragonabile ad una concessione in affitto. Rispetto all'imu, infine, se lei non avesse più necessità di questa casa può allora valutarne la vendita.

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Mi perdoni Isabella se posso sembrare scortese, non è mia intenzione e la ringrazio del tempo che mi sta dedicando, ma non ha risposto alle mie domande.
Non ho un legale e mi trovo in Spagna per lavoro, lontano da casa, in difficoltà, vorrei solo sapere a cosa vado incontro.
è importante che sappia che mi sono separato perchè la mia ex voleva cacciare da casa mia figlia avuta in un precedente matrimonio (allora 14enne), non sono nè fedigrafo nè violento ma nonostante questo sono stato massacrato per 9 anni dalla mia ex e dai tribunali.
Sto cercando solo di difendermi.
Per favore può darmi risposte più precise?
Può obbligarmi a riprendermi casa?
L'imo dovrò pagarla io o lei?
MI scuso ancora, Ivan.

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Mi spiace Ivan per la situazione, ma di fatto quello che chiede esula dall'argomento locazioni. Non avevate un contratto di affitto e quindi la sua ex è in qualche modo libera di lasciare la casa ed essendone lei il proprietario necessariamente ne riprende il possesso. Affidarsi ad un avvocato è necessario per lei perchè l'ambito di azione è proprio quello del tribunale e delle decisioni prese dal giudice.

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Sono assegnataria della casa coniugale la cui intera proprietà è del mio ex marito. Vorrei spostare la residenza per motivi affettivi nella casa di paese , posso conservare i benefici fiscali imu sulla casa coniugale atteso che conservo qui il domicilio e resta unica casa principale ? Grazie

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Gentile Rosalia, spostando la residenza la casa coniugale non risulta più sua abitazione principale, quindi non potrebbe mantenere le agevolazioni.

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Salve,sono separata da mesi e la casa di proprietà al 50% è stata affidata a me fino alla vendita dell’immobile. Se il mio ex nn paga il 50% del mutuo, posso affittarla anche senza il suo consenso? Oppure posso chiedere che rinunci alla proprietà dell’immo A fronte del pagamento del mantenimento dei due bimbi?
Saluti

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Gentile, finchè suo marito risulta proprietario del bene non può gestire l'immobile senza il suo consenso. Ora, rispetto alla proposta di scambiare il mantenimento con la proprietà del bene dovrebbe confrontarsi con il legale e formalizzare la proposta e l'eventuale passaggio di proprietà.

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Buona sera,
Sono separata e la casa coniugale in.comproprietà al 50%, mi è stata assegnata.
Vorrei installare un sistema di videosorveglianza, anche se ho il sistema di allarme.
Il vero motivo è che non voglio che il mio ex in mia assenza entri in casa. I figli hanno le chiavi e spesso dimenticano qualcosa da dover prendere.
L'installazione di videosorveglianza è una spesa straordinaria? Se sì, il mio ex, potrebbe rifiutarsi di pagare il suo 50%?
Se così fosse, come posso fare?
Grazie in anticipo per la risposta.

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Gentile Sole, l'installazione del sistema di videosorveglianza è una spesa straordinaria e il suo ex potrebbe rifiutarsi non essendo una spesa urgente; potrebbe decidere di pagare per intero la spesa, ma ha bisogno sempre dell'autorizzazione del suo ex.

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