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Cedolare secca, per l’applicazione della riduzione nei canoni concordati è obbligatoria l’attestazione delle associazioni.

by Andrea Cioli
in Esperto
on Febbraio 16, 2018
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Cedolare secca ridotta solo con timbro associazioni

Obbligo di attestazione delle associazioni per la riduzione della cedolare secca nei canoni concordati.

Per ottenere la riduzione del 10% sulla cedolare secca in caso di stipula di contratto a canone concordato è obbligatorio per i contraenti acquisire l’attestazione delle associazioni di categoria, anche per poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate.
Il chiarimento arriva dalla Direzione Generale per la Condizione Abitativa - Divisione 4 - del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la nota n. 0001380 del 6 febbraio 2018 e riguarda l’obbligo di attestazione per la corretta applicazione dell’Accordo Territoriale per i contratti a canone concordato non assistiti direttamente dalle Associazioni firmatarie, dal D.M. 16/01/2017 e presente negli Accordi Territoriali stipulati ai sensi dello stesso.

La nota ministeriale specifica che:

Per quanto concerne i profili fiscali va considerato che l’obbligatorietà dell’attestazione fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla Pubblica Amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’Accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali.
Ne consegue l’obbligo per i contraenti di acquisire l’attestazione in argomento, anche per poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate”.

L’interpretazione del Ministero appare piuttosto chiara ed esplicita: l’attestazione è obbligatoria. Cerchiamo quindi di fare una sintesi delle certezze che abbiamo in materia, anche alla luce di tale posizione:

- L’obbligo di attestazione vale solo nei Comuni ove sia stipulato un nuovo Accordo Territoriale ai sensi del D.M. 16/01/2017. In caso di Accordi precedenti, invece, tale obbligo non opera, salvo che nel caso (rarissimo) che sia l’Accordo stesso a prevederlo.

- Le modalità di attestazione sono/saranno specificate dai singoli Accordi Territoriali stipulati ai sensi del D.M. 16/01/2017, che riportano/riporteranno in allegato il modello da sottoporre alle Associazioni firmatarie per la vidima. Gli Accordi dispongono/ disporranno altresì in merito al numero di Associazioni che dovranno rilasciare l’attestazione per ogni singolo contratto: il D.M. infatti dispone che a rilasciarla sia almeno una Associazione firmataria, ma alcuni Accordi già stipulati prevedono addirittura un’attestazione bilaterale (rilasciata da due Associazioni firmatarie, normalmente una per il conduttore e una per il locatore).

- Stando anche ai riscontri dei Comuni ove i nuovi Accordi sono stati stipulati, l’attestazione andrà presentata al Comune in sede di dichiarazione IMU, quindi al momento della richiesta dell’agevolazione, per ottenere la riduzione IMU spettante a questo tipo di contratti. Su questo aspetto, tuttavia, la procedura potrebbe variare da Comune a Comune.

- Per quanto riguarda l’Agenzia delle Entrate, invece, stando al parere fornito dal Ministero (e salvo successive specifiche in senso contrario) non appare necessario produrre l’attestazione in sede di dichiarazione dei redditi o, ancor meno, in sede di registrazione del contratto di locazione. L’attestazione andrà eventualmente prodotta qualora l’AdE effettuasse un accertamento circa la correttezza del contratto agevolato stipulato, “anche per poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni (o dell’aliquota cedolare agevolata, aggiungiamo noi) utilizzate”.

- Anche nei Comuni (es. Bologna) in cui l’Accordo Territoriale, pur applicando il D.M. 16/1/2017, pare esprimersi per una non obbligatorietà dell’attestazione, sarà bene d’ora in poi produrla, onde evitare che in sede di controllo la mancanza dell’attestazione venga contestata, in linea con la sopra esposta interpretazione del Ministero.

La questione della corretta applicazione degli Accordi Territoriali.

 

Il D.M. 16/01/2017 (art. 1 comma 8) ha introdotto un meccanismo non presente nel precedente D.M del 30/12/2002, finalizzato ad evitare abusi legati all’erronea applicazione dei parametri presenti negli Accordi Territoriali:

[..] Gli accordi definiscono, per i contratti non assistiti, le modalità di attestazione, da eseguirsi, sulla base degli elementi oggettivi dichiarati dalle parti contrattuali, a cura e con assunzione di responsabilità, da parte di almeno una organizzazione firmataria dell'accordo, della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all'accordo stesso, anche con riguardo alle agevolazioni fiscali.

In seguito all’emanazione del sopra citato Decreto Ministeriale e man mano che gli Accordi Territoriali lo hanno reso applicabile sul territorio è sorto il dubbio circa l’obbligatorietà, asserita dalle Associazioni firmatarie, o la mera opportunità, auspicata dagli altri operatori del settore, di tale attestazione, non essendo ben chiaro il senso dell’espressione “da eseguirsi […] anche con riguardo alle agevolazioni fiscali”.

In sostanza, anche dopo la stipula dei primi Accordi Territoriali residuava un dubbio circa la sua funzione: obbligatoria al fine di ottenere l’agevolazione collegata al canone concordato (imposta sui redditi e IMU) oppure volta soltanto ad evitare che l’AdE o il Comune possano effettuare i controlli a campione sulla corretta applicazione dei parametri dell’Accordo Territoriale.

L’interpretazione del Ministero (in risposta ad un quesito posto da CONFABITARE) si colloca in questo contesto, e vale a dissipare ogni dubbio riguardo l’obbligatorietà dell’attestazione al fine del riconoscimento (o della mancata revoca) delle agevolazioni fiscali.

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Presentazione Autore
Andrea Cioli
Author: Andrea Cioli

In un Paese di poeti, santi, navigatori, commissari tecnici ed avvocati può un laureato in Giurisprudenza sfuggire al suo destino e lavorare come guida turistica? Certamente sì, se il tour è nella giungla della locazione. Feticista della spiegazione, temutissimo dai suoi figli per via delle paternali debordanti di premesse, cerca da sempre di coniugare serietà e leggerezza, perché senza regole non esiste gioco, ma senza gioco non esiste niente.


Commenti (59)

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Sono a Roma zona Appio latino, ma dove si trovano e chi sono le associazioni di categoria?

Roberto
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Gentile Roberto, trova qui, all'interno dell'accordo l'elenco delle associazioni firmatarie.

Isabella Tulipano
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Buongiorno, ho un contratto registrato da anni con cedare secca, ora una delle due inquiline andrà via e dovrò far entrare una nuova ragazza.
Anche in questo caso di subentro dovrò obbligatoriamente passare per un'associazione di categoria? Considerando che il contratto è pregresso rispetto al l'obbligatorietà per la cedolare al 10%.
Grazie
Fabio

Fabio
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Buongiorno Fabio, in questo caso dovrà semplicemente registrar il subentro, con pagamento dei 67 euro, senza provvedere al nuovo calcolo del canone.

Isabella Tulipano
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Grazie

Fabio De Santis
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Sto affittando un appartamento, non posso fare un concordato non rientrando nella cifra che voglio, perciò farò un 4+4 se mi avvalgo della cedolare secca avrò le tasse al 21%?sono obbligata ad avere il timbro delle associazioni?

Katia
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Buongiorno Katia, con un contratto libero non ha bisogno dell'attestazione delle associazioni di categoria e l'aliquota della cedolare secca è al 21%.

Isabella Tulipano
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Buongiorno, dovrei affittare alcune stanze delle mia abitazione a delle studentesse, ho la possibilità di fare un contratto di locazione per studenti universitari e pagare la cedolare secca al 21% senza fare l’attestazione alle associazioni di categoria?

Leonardo
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Gentile Leonardo, se stipula un contratto a canone concordato per studenti fuori sede deve utilizzare il canone concordato e ha necessità dell'attestazione di una delle associazioni di categoria per avere la cedolare secca al 10%; altrimenti può scegliere un contratto a canone libero, per esempio di 4 anni, con cedolare secca al 21%.

Isabella Tulipano
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Gentili Isabella e Leonardo,
mi permetto intromettermi in questo argomento di interesse anche mio: a chi spettano le spese per l'attestazione di una delle associazioni di categoria (costi di invio per timbri e firme degli enti)? Al locatore o al conduttore?
In caso di contratto di locazione parziale ad uso transitorio, ci sono marche da bollo per la registrazione del contratto o per l'attestazione delle associazioni di categoria? Se sì, a quanto ammontano e a chi spettano?
Grazie anticipatamente per la cortese delucidazione.

Julia
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Buongiorno Julia, le spese andrebbero suddivise tra le parti, le marche da bollo ci sono se non opta per la cedolare secca e vanno applicate sul contratto ed eventuali allegati, non sull'attestazione in sè.

Isabella Tulipano
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Buonasera.
Non mi è comunque ancora chiaro, qualora il proprietario non avesse adempiuto a tale obbligo, se potesse adempiere con una sorta di correzione o cos'altro...
Grazie

Girolamo
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Buongiorno Girolamo, potrebbe eventualmente valutare di chiudere il contratto in essere e stipularne uno nuovo con la procedura corretta.

Isabella Tulipano
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Gentilissimo, ho registrato un contratto a canone concordato il giorno 17 gennaio 2019 - Comune dii Roma. Ho calcolato personalmente il canone facendo riferimento alle tabelle (sono architetto). Devo produrre l’attestazione dalla associazione di categoria firmatarie del Contratto per il comune di Roma ?

cinzia russo
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Buongiorno Cinzia, l'asseverazione di una delle associazioni di categoria firmatarie dell'accordo è obbligatoria; il suo calcolo sarà certamente corretto ma necessita di avvallo.

Isabella Tulipano
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Buonasera,
sono in procinto di prendere in affitto un appartamento (porzione) a Roma con contratto 3+2 con cedolare secca.
Il contratto verrä intestato a mio marito che pero posside una casa di proprietä a Canale Monterano ( ancora Roma).
Non trasferiremo la residenza in questo appartamento . Dovremmo pagare la Tasi sulla casa di proprietä?
Si puo' detrarre il canone d'affitto ( rispettando i limiti di reddito)? oppure per questo bisogna mettere la residenza ?
Grazie mille
Saluti
Daniela

Daniela
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Gentile Daniela, se anche non sposta la residenza dovrà pagare la tassa sui rifiuti per entrambi gli immobili; mentre le detrazioni sono previste solo per chi ha la residenza nell'immobile in affitto.

Isabella Tulipano
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Salve,
devo registrare un contratto con canone concordato a bari, alla firma del contratto serve la participazione di una delle associazioni che hanno stilato l’accordo territoriale di Bari.
Grazie

Raffaele
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Esatto Raffaele, avendo siglato il nuovo accordo c'è l'obbligo di vidimazione da parte di una delle associazioni di categoria firmatarie dell'accordo.

Isabella Tulipano
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Buonasera, ho bidonato un votato alcuni mesi fa tramuta un'associazione autorizzata, ma ora è sorto il problema della non correttezza del contratto, che deve essere cambiato a mio danno economico. Posso rivalermi su chi ha vidimato il contratto? Di chi è la responsabilità? Io ovviamente mi sono affidato ad esperti, non conoscendo la materia.
Grazie mille

Sonia
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Buongiorno sonia, se le è stato vidimato da un esperto ora in effetti lei può rivelarsi su questi per il danno economico.

Isabella Tulipano
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buonasera,
sono di Torino e ho un paio di contratti a canone agevolato, stipulati a inizio gennaio 2017 + una proroga di ultimi 2 anni confermata a giugno 2018. Per continuare ad avere le agevolazioni fiscali devo farli ora vidimare all'APE ? da quando è obbligatorio farli vidimare per non perdere il diritto alle agevolazioni ? ho già chiesto all'APE e al mio commercialista ma mi hanno dato risposte differenti e non mi raccapezzo più ...
grazie !
Anna Maria

Anna Maria
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Gentile Anna Maria, il nuovo accordo di Torino è stato firmato il 28/12/2017 introducendo l'obbligo di attestazione da parte delle associazioni firmatarie; trova qui il testo dell'accordo.

Isabella Tulipano
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