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Chiodo schiaccia chiodo: un inquilino può andar via quando vuole o solo quando e se sostituto da un altro inquilino?

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Gennaio 16, 2014
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Un'inquilina ha bisogno di lasciare il suo immobile per ragioni economiche, manda regolare disdetta e pensa di poter quindi andar via, lasciando il deposito cauzionale a copertura del periodo di disdetta.
Ma la proprietà si oppone: l'inquilina non è libera finché non avrà trovato una sostituta che possa subentrare nel contratto e quindi continuare a garantire l'entrata mensile, come specificato nel contratto stesso.
Tale clausola è regolare? Davvero tocca all'inquilino trovare qualcuno che possa subentrare al suo posto e finalmente liberarlo dal contratto firmato?

Caro esperto,
mi chiamo Federica, e volevo farle giusto due domande riguardo il contratto di locazione che ho firmato tempo fa. Il contratto è intestato a 3 persone, me compresa. È un contratto regolarmente registrato, partito nell'ottobre 2010 e che scadrà nel settembre 2014. Quindi contratto 4+4 che viene registrato di anno in anno dividendo la somma per 2 (locatore e conduttori) e fin qui credo di esserci, tranquillamente.

Ora, il mio problema è che la mia idea è totalmente differente da quella della mia proprietaria di casa.
Mi spiego meglio: avrei bisogno di allontanarmi da casa perché non sono più in grado di pagare l'affitto, non avendo un lavoro. le ho chiesto di scalarmi i soldi delle caparre (ben 3, non sono affatto poche) per i 3 mesi a venire, durante i quali mi sarei comunque impegnata a trovare una sostituta che occupi la mia stanza. Lei ha accettato la proposta, ma se non dovessi trovare la sostituta, secondo quello che lei afferma io sono tenuta a pagare comunque le mensilità fino a settembre 2014 oppure se mai dovessi andar via "loscamente" quei soldi dovrebbero pagarli le mie coinquiline.

(apro e chiudo parentesi, per quanto ne so io, se do preavviso non sarei neanche tenuta a cercare una sostituta, se voglio andar via da un giorno all'altro magari si, altrimenti perdo pure le caparre, mi sbaglio?)

Il tutto perché è convinta che la dicitura del contratto:
<< il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto dandone comunicazione al locatore con preavviso di 3 mesi a mezzo raccomandata a/r >> si riferisca comunque a 3 mesi prima della fine del contratto che in ogni caso per lei non significa per forza 4+4 anni, o solo i primi 4 anni, ma almeno 1 anno di contratto.
Prima di firmare il contratto lei ci ha chiesto se garantivamo almeno l'anno, ed abbiamo tutti risposto di si, ma ora ne sono passati 3 e mezzo, sono ancora vincolata a quella richiesta, che per di più è stata solo vocale!?

Ho ragione io a dire che non è assolutamente vero e che posso recedere dal contratto in qualsiasi momento? Oppure ha ragione lei e mi tocca pagare anche tutti gli altri mesi che passano da qui fino a settembre? Come faccio a dimostrare in caso che ho ragione io?
Grazie mille anticipatamente
Saluti
Federica.

Gentile Federica,
ha pienamente ragione lei. Non è tenuta a cercare un sostituto che possa rimpiazzarla nei rapporti d'affitto. Per le locazioni abitative libere (ex articolo 2, comma 1, della Legge 431/1998) o a canone concordato (ex articolo 2, comma 3, della stessa legge), il recesso dell'inquilino è disciplinato dall'articolo 3, ultimo comma, della legge 431/1998, per il quale «il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi». Le parti – nell'ambito della loro autonomia contrattuale (ex articolo 1372 del Codice civile) – possono però stabilire un recesso "libero", indipendentemente dalla sussistenza dei gravi motivi e con un termine di preavviso minore (o inesistente). Quindi, considerando quanto espresso nel suo contratto, lei deve inviare regolare disdetta con lettera raccomandata, con ricevuta di ritorno, riportando espressamente i gravi motivi. Circa i gravi motivi, la legge specifica che devono essere rappresentati da fatti estranei alla volontà dell'inquilino, imprevedibili e sopravvenuti alla stipula del contratto, e tali da rendere oltremodo gravosa (o addirittura "impossibile") la prosecuzione del contratto. Per esempio, tra i motivi gravi si possono elencare la nascita di un figlio che renda gli spazi insufficienti o il trasferimento della sede del lavoro; ma anche le questioni economiche come nel suo caso. È importante precisare, però, che lei sarebbe tenuta a versare le tre mensilità fino allo scadere del periodo di disdetta. Il deposito, infatti, deve essere restituito alla riconsegna delle chiavi o poco dopo, quando la proprietà ha verificato lo stato dell'immobile e non riscontrato alcun danno. Certo è che "l'obbligo del locatore di restituire il deposito cauzionale sussiste solo se il conduttore ha integralmente adempiuto le proprie obbligazioni» (Cassazione 24 giugno 2002, n. 9160).

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano
Author: Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


Commenti (549)

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Situazione Disperata -
Quale ricorso ha un proprietario se l'inquilino, moroso da 4 anni, passa il contratto stabilito solo con lui, alla moglie perche' si sono separati?
(Nessuno dei sue si e' preoccupato di informare il padrone di casa di un tale importante cambiamento.)

Al contrario, dopo che la moglie e' passata al contratto di affitto, all'inizio del 2015 dopo 3 pagamenti ha smesso di pagare un canone gia' misero, pur essendoci in corso una causa di sfratto contro l'inquilino, iniziata a settembre 2014, quando la residenza di costui risultava ancora nella casa che aveva preso in affitto nel 2004.

Dopo tante vicissitudini, sbagli commessi dall'ufficiale della corte, 6 raccomandate inviate all'inquilino e mai ritirate, ad aprile del 2015 il giudice approva lo sfratto, da iniziare a fine maggio 2015.
Cosi' incomincia un'altra trafila. Dopo avuto conferma della nuova residenza dell'inquilino, inizia la notifica di sfratto. Ad ottobre 2015 mentre dopo aver inviato il precetto di sfratto arriva una notifica di opposizione da parte dell'avvocato dell'inquilino, dichiarando che lui non risiedeva piu' nella proprieta', perdunque non era responsabile degli affitti arretrati, ne' poteva essere sfrattato.

La notifica arrivava con una data di udienza a fine 2015.
1a udienza - fascicolo perso (udienza rimandata di 6 mesi);
2a udienza - giudice assente (udienza rimandata di 6 mesi);
3a udienza - giudice richiede la testimonianza di 2 testimoni alla successiva udienza 6 mesi dopo)
4a udienza - fine gennaio 2017 - giudice ascolta 1 testimone e propone un compromesso - prossima udienza febbraio 2017
5a udienza - prima settimana di febbraio 2017 - Proprietario accetta compromesso del giudice/inquilino ignora compromesso.

A questo punto, sembra logico che un giudice giusto avrebbe emesso un giudizio, imponendo il compromesso creato dallo stesso giudice. INVECE questo giudice ha rimandato la decisione di un'altro anno!! A febbraio 2018!!

6a udienza (ed ultima) - giudice dichiara vittoria per il conduttore, perche' lo sfratto andava fatto alla moglie!!! :-(

Cosi', dopo 4 anni di battaglie, soldi buttati tra udienze, avvocato e incartamenti, il proprietario e' rimasto con un pugno di mosche.

A maggio 2018, il proprietario inizia nuova notifica di sfratto alla moglie dell'inquilino. La raccomandata torna indietro, con scritto "sconosciuta." La residenza risulta all'indirizzo della proprieta' ma l'inqulina si e' trasferita da diverso tempo, non che avrebbe fatto differenza perche' ne' lei, ne' il marito hanno mai ritirato posta raccomandata da avvocato o corte.

Pur avendo lasciato la proprieta' nel 2017, la signora ha lasciato tutto il mobilio ed altro in casa del proprietario (deposito gratis) senza mai notificare il proprietario, ne' preoccuparsi di restituire le chiavi.
A meta' agosto 2018, l'inqulina tramite un'agenzia di traslochi ha rimosso il mobilio dalla casa, senza avere la decenza di informare il proprietario. Per quanto riguarda le chiavi, sono ancora in suo possesso.


Se cio' non fosse sufficiente, negli ultimi 3 anni il padrone dell'appartamento sottostante si lamenta di perdita d'acqua (l'inquilina e' stata avvertita dal suo proprietario tramite racc. R/R e da quello dell'appartamento sottostante, ignorando entrambi). Percio, oltre agli ovvi problemi causati al proprietario da inquilini incoscienti, truffatori e delinquenti, si e' aggiunto il dilemma dell'inabilita' del padrone di casa di entrare in casa sua per constatare il problema o i danni da rimediare. La legge non permette ad un proprietario di rompere la serratura e riprendere possesso della sua proprieta', anche dopo tante prepotenze ed usurpazioni da parte di un inquilino!

E' chiaro che non esiste legge che impone all'inquilino di rispettare i suoi obblighi!

Come constatato sulla propria pelle da questo proprietario, l'inquilino puo' essere moroso per anni, danneggiare la proprieta', rendersi irreperibile, non rimettere la proprieta' nelle condizioni in cui gli e' stata consegnata. ritenere possesso delle chiavi, E l'unica cosa a disposizione del proprietario e' intentare una causa con i suoi lunghi tempi e costi, e alla fine, forse, dopo tantissimi anni riavere il permesso di entrare in casa sua, avendo subito danni alla proprieta', finanziari, alla salute e morali!!!!!

Percio', si solleva la questione: "Esistono leggi che proteggono i padroni di casa, non solo in teoria ma nei fatti???"

La suddetta spiegazione e solo una piccola parte del travaglio subito da questo proprietario e la sua famiglia.


Domande:

1. COME fa questo proprietario a riavere la sua proprieta', senza dover iniziare un'altra costosa e lunga causa?
2. COME fa questo proprietario ad essere risarcito per tutti i danni?
3. COSA puo' far questo proprietario per evitare di trovarsi in causa con il proprietario dell'appartamento sottostante che pretende, con ragione, che la perdita dell'acqua sia risolta o fara' intervenire i pompieri?

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Buongiorno Lisa, grazie per la sua testimonianza, davvero molto significativa. Capiamo bene il suo sconforto e sosteniamo sempre come misura urgente a sostegno delle locazioni in Italia quella della riforma delle leggi sugli sfratti. Al momento le leggi applicabili sono quelle che lei conosce e che sono state seguite; quindi in questo senso l'unico modo per provare a riavere i soldi persi e rifarsi anche per i danni all'immobile di sotto è quello di intentare una causa, magari dovrebbe trovare un avvocato in gamba che possa trovare il modo di aggredire il patrimonio di uno o dell'altro inquilino.

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Buonasera Isabella,
grazie per la sua risposta.
Temevo proprio quello che mi ha scritto. Avendo seguito personalmente tutta la faccenda dall'inizio alla fine, io mantengo che le leggi Italiane sul soggetto sono molto deboli e tortuose per quanto concerne proteggere un proprietario, ma danno infinite opportunita' ad un inquilino disonesto di avvalersi di ogni pretesto.
Qualsiasi riforma deve integrare leggi che davvero cautelano e difendono un proprietario ed il suo patrimonio.

Io risiedo all'estero da molti anni, e le garantisco che qui un inquilino moroso dopo un mese, sa che non puo' fare giochetti, se non paga entro un certo tempo (non si parla di mesi o anni), riceve notifica di sfratto immediato. Se la cosa continua il padrone di casa puo' andare in corte, davanti ad un giudice (senza dover assumere un avvocato) e dopo avere visionato i fatti, il giudice emette immediata notifica di sfratto e questa notifica e' presentata da uno sceriffo, non tra 30 giorni o dopo diversi tentativi, ma subito. Al massimo si possono perdere qualche mese di affitto, non 4 anni e senza fine.

Il modo in cui funzionano i procedimenti in Italia per uno sfratto, permettono ad un inquilino moroso di comportarsi da abusivo con la benedizione dello Stato.
Le assicuro che l'avvocato che mi ha rappresentata in questo sfratto, non solo e' in gamba, ma onesto.
Purtroppo, come si fa a scavalcare la corruzione di altri avvocati, giudici e ufficiali della corte? Questo padrone di casa non e' stato sfortunato Glli inquilini in questione hanno avuto aiuto a destra e sinistra, o per conoscenza o altro.
Il giudice che ha presieduto l'opposizione ha deliberatamente ignorato fatti e procedure che andavano a favore del padrone di casa, e a sfavore dell'inqulino. A nulla sono valse le proteste.
dell'avvocato del proprietario,
Parlare di ingiustizia subita e' minimizzare le atroci decisioni che sono state prese dal giudice a danno del proprietario ed il costo inutile di tante udienze fasulle.

Tenga conto che quando lo Stato emette una fattura di pagamento, la pretende pagata entro 30 giorni. Se cio' non accade, ci aggiunge tasse e multe, e se la cosa continua lo Stato puo' pignorare beni mobili, immobili, stipendio o pensione. Non ci sono cause, avvocati o altro.

Be' spero, di aver dato un'idea.

N.B. Puo' dirmi come "aggredire il patrimonio" di questi inquilini che dichiarano di non aver entrate e si sono resi irreperibili?

La perdita del canone in quattro anni si avvicina a 35,000 euro
Il costo dello sfratto a quasi 10,000 euro
I danni...????

Grazie per la sua attenzione.

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Grazie Lisa per la testimonianza. Per aggredire il patrimonio si intende provare a verificare quelle che sono eventuali proprietà oppure arrivare a pignorare parte dello stipendio.

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Buonasera Isabella,
avevo capito cosa vuol dire "aggredire" il patrimonio.
La mia domanda e' come si fa a dimostrare che queste persone hanno un'entrata che non dichiarano? Ed anche, se non si hanno informazioni di acconti bancari/postali, e siamo all'oscuro di dove risiedono?

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Dimostrando di avere un credito nei confronti di queste persone il vostro avvocato può avanzare la richiesta di pignoramento; ci sono poi banche dati per verificare l'intestazione di conti. Di solito sono banche dati accessibili proprio da professionisti.

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Buongiorno,

vorrei chiederle il suo parere riguardo la mia lacazione. Ho in affitto un appartamento il cui contratto prevede 6 mesi di anticipo per disdire in caso di giusta causa. Ora, a Maggio la mia sede di lavoro viene trasferita all'estero e do comunicazione di disdetta anticipata, comunicando però che non posso dare al proprietario 6 mesi ma 4. Lui ha prontamente messo la casa in affitto, la mia domanda è:
Sono tenuto a riconoscere i due mesi restanti previsti anche se il proprietario affitta casa (in questi due mesi)?

Saluti,
Antonio

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Buongiorno antonio, se la casa viene liberata e riaffittata lei non è più tenuto a pagare il canone, anche se non sono passati per intero i sei mesi di preavviso. dovrà quindi registrare la risoluzione anticipata del contratto per regolarizzare la cosa.

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Buonasera
sono proprietario di un appartamento a milano, che ho messo in affitto dal 1 gennaio,
avrei una domanda relativa alla disdetta delle utenze da parte del conduttore.
e' una situazione un po' complicata cerchero' di essere chiaro.
quando ho affittato l'appartamento , con regolare contratto, ho consegnando al conduttore l'immobile con le utenze gia' attive,effettuando la voltura il giorno stesso del contratto dal mio al suo nome.
l'inquilina ha mandato disdetta a fine marzo e sarebbe dovuto restare fino a fine settembre.
per agevolarle l'uscita con anticipo (da lei richiesto da lei perche' a luglio deve lasciare milano) sono tornato dall'estero per firmare la risoluzione del contratto anticipata, con l'accordo che mi avrebbe pagato le spese,
di viaggio e alloggio, non avendo io un posto in cui stare, poiche' il mio appartamento era appunto occupato da lei.
ieri abiamo firmato la risoluzione anticipata, e lei, senza avvisarmi e chiedermi informazioni in merito alle utenze, e' andata 2 ore prima a disattivare luce e gas, lasciandomi senza utenze e impossibilitato ad affittare al nuovo inquilino
( che ho trovato io, per non farle pagare due mensilita' a vuoto) in quanto i tempi di attivazione sono di circa 10 giorni,almeno!
mi hanno gia' chiuso le utenze nel giro di mezza giornata,devo aspettare che mettano i sigilli al contatore gas, fare altro contratto,ed aspettare che l'enel lo riceva ,aspettare che vengano a togliere i sigilli e li riattivino, insomma io potro' affittare l'appartmento intorno al 10 agosto anziche' dal 28 luglio.
questa ha comportato che io rinviassi la mia partenza,posticipando il volo, rinviato il nuovo contratto di locazione , causato un disagio ai nuovi inquilini che erano pronti ad entrare,con le utenze attive, ovviamente.
devo pagare ancora un airbnb perche' la casa e' senza gas e luce, e non ci posso vivere e in piu' perdo delle giornate di lavoro.
ho chiesto all'inquilina di venirmi in contro visto che il guaio lo ha combinato lei poiche' non mi ha comunicato che stava chiudendo le utenze e sapeva che sarebbe dovuto entrare un nuovo inquilino subito al posto suo, e lei di tutta risposta mi ha detto che non voleva pagare le utenze per altri, anziche' rigraziarmi per il favore che le avevo fatto.
in realta' avremmo dovuto fare una semplice voltura, il giorno stesso in cui firmavamo la risoluzione anticipata, come ho fatto qualche giorno prima che lei e' entrasse.
chiedo se legalmente posso rifarmi sulla cauzione che mi ha lasciato avendomi creato disagio economico col suo comportamento scorretto.
inoltre ho scoperto che il tizio che le ha trovato l'appartamento e con cui io ho intrattenuto i rapporti prima che lei arrivasse e firmasse il contratto,non era un suo amico, come diceva , ma un agente immobiliare , che non aveva nessun contratto con me, ed io ero all'oscuro del fatto che l'inquilina dovesse pagargli una commissione pari ad una mensilita'
grazie mille per l'attenzione
e buona giornata
Matteo

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Buongiorno Matteo, considerando che non sono stati rispettati i termini di disdetta e che potrebbe documentare un danno causato dal comportamento dell'inquilina, potrebbe rifarsi sul deposito e almeno trattenerne una parte. Rispetto invece all'agente immobiliare potrebbe essere l'inquilina a lamentare la poca correttezza, visto che di fatto è stata lei a pagargli la provvigione.

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Buongiorno, ho un problema, io ho firmato un contratto di locazione annuale che parte dal 1 luglio. Io ho dato caparre ed ho già pagato l'affitto del mese corrente, il problema è che nonostante siano passati 10 giorni da inizio contratto, io ad oggi non ho le chiavi di casa perché il proprietario continua a rimandare la mia entrata nell'immobile. Può essere questo un motivo per chiedere l'annullamento del contratto?... Se sì, come devo muovermi? Grazie

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Gentile Benedetta, se non ha disponibilità del bene, come da accordi e come da pagamento del canone, è giusto che lei chieda di annullare il tutto e di riavere indietro quanto versato.

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Buonasera,
io ho un problema un pó particolare. Ho dato regolare disdetta di sei mesi per l'alloggio in cui abito, dopo tre mesi la proprietaria ha trovato dei nuovi inquilini che dovevano subentrare al posto mio. Hanno firmato un pre contratto dichiarando che sarebbero subentrati a me a partire dal 1 aprile e hanno pagato la caparra. Pochi giorni dopo mi sono attivato a trovare un nuovo alloggio e l'ho bloccato pagando una caparra e il 24/25 di marzo ho fatto il trasloco dei mobili ecc visto che il primo di aprile la casa doveva essere già vuota. Oggi 26 marzo la proprietaria della casa mi chiama e mi informa che gli inquilini che dovevano subentrare si sono lasciati e non si sono nemmeno presentati alla firma del contratto definitivo e pertanto che io dovró rimanere altri tre mesi qui fino alla fine della disdetta. Ora come posso procedere visto che io ho già preso un alloggio e non voglio assolutamente restare piú nella casa visto il comportamento della proprietaria? Come posso anche riavere indietro le caparre visto che ho ragione e visto che la proprietaria mi ha detto di liberare l'alloggio entro il primo aprile e il 26 di marzo mi dice che non posso lasciare l'alloggio fino a fine della disdetta? Grazie mille in anticipo per la disdetta...

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Buongiorno Valerio, diciamo che l'immobile potrebbe comunque lasciarlo, ma se non ha un documento che attesti che la proprietaria le concedeva una disdetta ridotta rispetto ai sei mesi, ora è difficile svincolarsi dal preavviso e soprattutto ottenere la restituzione del deposito. Se magari l'immobile venisse in ogni caso riaffittato a breve, potrebbe chiedere in ogni caso la restituzione del deposito.

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Buongiorno,
ho la foto del pre
contratto firmato dai inquilini e dalla proprietaria dove dichiarano che subentrerano a noi dal 1 aprile con tanto di dichiarazione di avvenuto saldo della caparra....

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Questo però è un accordo tra parti esterne al suo contratto; lei dovrebbe avere una "sorta di liberatoria" rispetto alla possibilità di lasciare l'immobile libero per il 31/03.

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diciamo che un accordo verbale deve essere dimostrato, quindi se lei ha testimoni potrebbe sostenere questo accordo.

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Ma la proprietaria mia ha comunicato verbalmente per ben due volte che dovró liberare l'appartamento entro il 31 di marzo. Mi corregga se sbaglio ma in Italia anche un accordo verbale è perfettamente valido come uno scritto...tra l altro dimostrabile perchè c erano sempre i dei testimoni presenti...

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Buongiorno,
A dicembre 2014 ho cessato di abitare in un locale e con il proprietario eravamo rimasti che per le utenze (luce e acqua) avrebbe fatto la voltura a suo nome, in modo da non dover registrare un nuovo contratto con i gestori e, dato anche che, avrebbe utilizzato lui stesso l'appartamento, oggi, dovendo stipulare un contratto con l'acea per la fornitura nell'appartamento dove mi sono trasferito con la mia compagna e vengo a scoprire che non posso perché moroso negli ultimi 3 anni, periodo quindi in cui non abitavo più li, posso fare in modo che questi soldi li paghi il reale utilizzatore, cioè il proprietario dell'appartamento? Presentando all'ente regolare disdetta e chiusura del contratto.
Grazie

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Buongiorno Marco, questo è possibile se lei ha modo di dimostrare di non abitare più lì e quindi chiudendo la posizione semplicemente pagando eventuali sanzioni per la mancata comunicazione della chiusura.

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Salve
sono un inquilino in affitto, vorrei sapere se è possibile dare disdetta immediata senza dover avvisare tre mesi prima per via di rumori fastidiosissimi che impediscono il regolare svolgimento delle mie attività quotidiane
Grazie

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Buongiorno Leo, diciamo che la risoluzione immediata è contemplata nel caso di un vizio che le impedisce di usare il bene; quindi nel caso di rumori sicuramente questo costituisce un difetto per chiedere disdetta, ma rispettandone i termini.

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Buongiorno.abito in un appartamento in affitto in un caseggiato...ho ancora 3anni di contratto.
Siccome desideravo una casa con giardino per il mio cane ho dato la disdetta 4 mesi fa alla proprietaria.
Ieri sera mi ha chiamato il proprietario dicendomi che non posso andarmene perche non accetta la mia giusta causa del voler il giardino.
Inoltre la futura casa l ho gia trovata e ho gia comprato i mobili.
Nella nuova casa l affitto andrei a pagare esattamente la metà rispetto a questo in.cui abito.
Come posso fare?

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Gentile Luca, come grave motivazione può portare avanti la nuova mutata esigenza di avere lo spazio del giardino (la presenza del cane è successiva rispetto a quando aveva preso in affitto il bene?) e aggiungere anche l'esigenza economica di risparmio. Per contestare la motivazione il proprietario dovrebbe farle causa. Magari sarebbe meglio trovare un accordo e perché non aiutarlo a trovare un nuovo inquilino.

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Salve chiedo se il proprietario di casa ha diritto di mandare noi via subito in casa dove siamo in affito,il contratto e 3+2 anni cedola secca,poi abbiamo 2 anni fa ho avuto u problema a lavoro e io pagho la affito ogni tanto 400,o 500,pero il proprietario daccordo,poi adesso ho scoperto quando ho fatto laa isee ha visto ilnostro patronato il contrato ke la casa e tutto arredamento ma non e vero poi ha messo li 400€ al mese ma noi paghiamo 640,poi quando gia 3 anni mi ha chiesto omento,ma e giusto?adesso ho gia speso la depositodi. 3 mesi,poi oggi mi ha detto se non pagho subito andia via subito questo sabato,per favore che devo fare?ho anche, un figlio minore da 13 anni,mi potete aiutare se mi risponde nel email grazie

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Buongiorno Liecel, se avete un contratto regolarmente registrato, dovete pagare la cifra indicata nel contratto e nulla più; in questo modo non possono mandarvi via se non a scadenza del contratto e con un preavviso di almeno di sei mesi.

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Salve io dal 2009 abito in una casa in comodato d'uso ,è sempre in questo periodo io ho fatto assistenza agli proprietari che la signora prima di mancare mi ha scritto su un foglio che mi lascia la casa (l'appartamento),dove abito dal 2009 in cambio di assistenza fisica e morale a lei,come che non vale come testamento xche mancante di data e mio nome però comunque risulta dal comune che io abitavo da loro,i loro eredi(nipoti) mi vogliono buttare fuori?Hanno diritto?Il foglio che ho vale qualcosa oppure ho fatto solo di beneficenza?grazie

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Gentile Cristina, non avendo la forma ufficiale (dovevate andare da un notaio) non credo possa avere valore. Gli eredi, ora, posso chiederle di lasciare la casa, dovranno dare un adeguato preavviso.

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Mi sono appena trasferita in un appartamento più piccolo è carino ma non c' è l' ascensore io soffro di artrosi volevo sapere se posso lasciare l' appartamento e riavere indietro la caparra di due mesi grazie

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Buonasera Elvira, diciamo che tale aspetto andava considerato prima di prendere in affitto tale immobile; quindi ora può mandare la disdetta, ma il proprietario ha diritto di chiederle il rispetto dei termini di preavviso.

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