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Chiusi per ferie: se il cantiere è quello di una casa in affitto, cosa può fare l’inquilino per “sopravvivere”?

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Agosto 07, 2014
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L'estate piovosa non ha solo rovinato le vacanze di molti italiani, ma ha anche creato qualche problema di infiltrazioni in casa. Cosa fare allora per far sì che non piova anche in casa? Semplice: aprire un cantiere ad agosto, con il rischio però che possa chiudersi solo dopo le ferie. Ma l'inquilino che si ritrova con una casa, quindi, non del tutto agibile ha degli strumenti per cercare di accelerare i lavori e riuscire a godersi appieno l'immobile per il quale paga regolarmente il canone d'affitto?

Gentilissimo esperto, chiedo cortesemente un aiuto in quanto sto vivendo un incubo.
Poiché mi pioveva in casa, il proprietario ha deciso di rifare il tetto, e anche se con molti disagi , ho accettato felice la notizia. Se non che, togliendo i controsoffitti di cartongesso, si è notato il degrado della parte alta di una parete. La ditta edile in questione giustamente ha preso anche quest' incarico, peccato che finito il tetto, ha detto che il resto lo farà dopo le ferie, cioè dal 24 agosto in poi. Considerando che ho le camere da letto smontate, sono reclusa al piano terra senza aver la possibilità di poter far nulla poiché mi ritroverò per 15 giorni con un cantiere aperto in casa (è dal 2 luglio che vivo accampata osservando la placidità della ditta , lo scempio che mi hanno combinato, senza nessun rispetto per me che ci vivo né per le mie cose).
Cosa posso fare per far sì che questo essere si renda conto che così non posso stare? Quali sono i miei diritti? Considerando anche che appena ha avuto l'appalto, ha fatto 4 ore di lavoro e poi per una settimana non si è più visto. Vi prego aiutatemi.
Marta

Cara Marta
rispetto alla ditta che sta eseguendo i lavori diciamo che lei non ha molti strumenti per poter far pressione, poiché possiamo pensare che loro rispondano direttamente al proprietario, che è il loro committente.
Rispetto a quest'ultimo, però, può far presente che potrebbe chiedere una riduzione del canone mensile. Infatti, se è vero che l'articolo 1583 del Codice civile recita: «se nel corso della locazione la cosa ha bisogno di riparazioni che non possono differirsi fino al termine del contratto, il conduttore deve tollerarle anche quando importano privazioni del godimento di parte della cosa locata», è vero anche che l'articolo successivo, il 1584 del Codice civile precisa: «se l'esecuzione delle riparazioni si protrae per oltre un sesto della durata della locazione e, in ogni caso, per oltre venti giorni, il conduttore ha diritto a una riduzione del corrispettivo, proporzionata all'intera durata delle riparazioni stesse e l'entità del mancato godimento. Indipendentemente dalla sua durata, se l'esecuzione delle riparazioni rende inabitabile quella parte della casa che è necessaria per l'alloggio del conduttore e della sua famiglia, il conduttore può ottenere, secondo le circostanze, lo scioglimento del contratto".
Quindi può sulla base di questo articolo far pressione sul proprietario affinché la ditta che lui ha incaricato dei lavori si attivi per un intervento più sollecito e che porti a termine le riparazioni prima delle ferie.
Lei non può mai sospendere il versamento del canone ma può chiederne una riduzione e può inoltre far presente che un ulteriore prolungamento dei lavori in casa, che possano implicare per lei una non piena utilizzabilità dell'immobile preso in affitto, le farà valutare l'opportunità di arrivare a chiedere la risoluzione di diritto del contratto.

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano
Author: Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


Commenti (2)

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Salve
Le chiedo un aiuto, riguardo due operai che hanno preso in locazione una casa, intestata a entrambi, con contratto 4+4 regolarmente registrato. Ora per motivi personali uno dei due deve lasciare l'alloggio.
Le chiedo se c'è un modo per cedere (non il subentro) la propria quota all'altro collega che rimane senza chiudere il contratto?
se si, quale sarebbe la procedura.
La ringrazio anticipatamente

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Gentile Stefano, la procedura potrebbe essere proprio quella di subentro con registrazione di tale scrittura ed il versamento di 67 euro fisse per la registrazione presso l'agenzia delle entrate.

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