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Contratto o detrazioni per studenti universitari? La differenza c’è e a volte si vede!

by Andrea Cioli
in Esperto
on Luglio 09, 2015
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Sfatiamo l'ennesimo luogo comune: non è vero che il conduttore di un contratto transitorio per studenti universitari possa sempre fruire delle vantaggiose detrazioni previste per questa categoria di conduttori. Il caso del dottorando ci aiuta a capire meglio.

 

Quando il conduttore riveste, a vario titolo, lo status di studente le questioni che, stando ai quesiti ricevuti, interessano i nostri lettori sono due: prima di tutto se si possa optare per un contratto per studenti universitari e, in secondo luogo, se sia applicabile la detrazione del 19% sul canone di locazione (fino a un importo massimo di 2.633 euro) sostenuto dallo studente stesso o, come avviene più di frequente, dalla sua famiglia.

Quando si tratti di studente iscritto a un Corso di Laurea entrambi i dubbi sono risolti in senso positivo: sia il contratto transitorio per studenti fuori sede che le detrazioni per studenti fuori sede saranno accessibili.

 Ma quando si tratti di uno studente iscritto ad un corso di perfezionamento o di un dottorando le cose si complicano.

Affrontiamo il caso del dottorando, premettendo che le conclusioni che trarremo varranno anche per lo studente iscritto a un Master o a un qualunque Corso di perfezionamento post-laurea.

Diciamo fin da subito, rimandando alla seconda parte dell'articolo per i dovuti chiarimenti e riferimenti normativi, che per un dottorando è possibile stipulare un contratto per studenti universitari (a canone concordato, durata 6-36 mesi e possibilità per il locatore di sfruttare importanti agevolazioni fiscali, tra cui la cedolare al 10% ).

Nonostante ciò, però, i genitori del dottorando non potranno beneficiare della detrazione del 19% sul canone corrisposto.

Ciò in base al diverso tenore letterale delle norme che regolano le due materie.

Vediamole, ragionando sui due piani distinti.

Possibilità per i dottorandi di optare per il contratto per studenti universitari

L'articolo 3, comma 1 del decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 30 dicembre 2002, dispone che nei comuni sede di università o di corsi universitari distaccati e di specializzazione nonché nei comuni limitrofi, e qualora il conduttore sia iscritto a un corso di laurea o di perfezionamento ovvero di specializzazione in un comune diverso da quello di residenza, possono essere stipulati contratti per studenti universitari - di una durata precisata negli allegati tipi di contratto - e comunque da sei mesi a tre anni (rinnovabili alla prima scadenza, salvo disdetta del conduttore). Tali contratti possono essere sottoscritti o dal singolo studente o da gruppi di studenti universitari o dalle aziende per il diritto allo studio.

La norma, quindi, limitatamente alla possibilità di stipulare tali contratti come conduttore presuppone un'estensione anche al post-lauream dello status di studente.
Potendo il Dottorato di Ricerca rientrare nell'ambito dei corsi di perfezionamento o di specializzazione, è lecito dedurre che i dottorandi possano beneficiare anch'essi di tale possibilità.

Detrazione fiscale per i dottorandi

L'articolo 15 comma 1 lettera i-sexies) del TUIR consente alla famiglia di uno "studente" (come meglio sotto specificato) che ha stipulato un contratto di locazione ai sensi della legge 431/98 (non necessariamente quindi un contratto transitorio per studenti universitari) in un Comune in cui ha sede l'università o limitrofo (purché la distanza con la residenza non sia inferiore a 100 km e comunque in un'altra provincia) di ottenere una detrazione IRPEF del 19% (per un importo massimo di 500,27 euro e un canone massimo su cui effettuare il calcolo di 2.633 euro annui).
Ma tale detrazione non sarà accessibile alla famiglia del dottorando.

Tale interpretazione muove dal fatto che nel suo tenore letterale la norma fa riferimento a "studenti iscritti ad un corso di laurea presso una università": i dottorandi, pur rientrando nella categoria degli studenti, non sono iscritti ad uno specifico corso di laurea, e pertanto sono esclusi dal beneficio. In altri termini, la possibilità per il dottorando di stipulare un contratto per studente universitario, senza però poter beneficiare della detrazione del canone di locazione, si giustifica sulla base del differente tenore letterale delle due norme: nel primo caso il DM del 30 dicembre 2002 fa un generico riferimento a corsi di laurea, corsi di perfezionamento e di specializzazione (post-lauream), nel secondo caso, invece, l'art. 15, co. I-sexies TUIR si rivolge ai soli studenti iscritti ad un corso di laurea.

Per comprendere la differenza si può anche constatare che la norma fiscale in esame, nel fare riferimento all'iscrizione ad un corso di laurea, individua un ambito più ristretto rispetto al "corso di istruzione universitaria" preso in considerazione dalla lettera e) dello stesso comma 1 dell'articolo 15, in riferimento alla detrazione delle spese scolastiche, questa sì accessibile sempre nei limiti del 19% anche qualora si riferiscano alle tasse sostenute per un dottorato (senza borsa) o un master (cfr. anche Risoluzione n. 11 del 2010 dell'Agenzia delle Entrate).

In definitiva, alla luce di quanto sopra, non dovremmo stupirci se si verificassero queste 2 situazioni "anomale":

- un contratto di locazione per studenti universitari che non consenta al conduttore (es. dottorando) di fruire della specifica detrazione sui canoni versati prevista per gli studenti universitari;
- un contratto 4+4 che, nel caso il conduttore sia studente universitario (iscritto a un corso di laurea), consenta tale detrazione specifica.

Ci fermiamo qui, anche se sulle detrazioni per studenti si potrebbe scrivere molto altro... lo faremo in futuro, promesso!

 

 

Presentazione Autore
Andrea Cioli
Author: Andrea Cioli

In un Paese di poeti, santi, navigatori, commissari tecnici ed avvocati può un laureato in Giurisprudenza sfuggire al suo destino e lavorare come guida turistica? Certamente sì, se il tour è nella giungla della locazione. Feticista della spiegazione, temutissimo dai suoi figli per via delle paternali debordanti di premesse, cerca da sempre di coniugare serietà e leggerezza, perché senza regole non esiste gioco, ma senza gioco non esiste niente.


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  • Mena

    Salve
    tra qualche mese dovrei rinnovare il contratto di locazione. Fino a poco tempo fa avevo un contratto per studenti, ma da poco ho iniziato un assegno di ricerca professionalizzante di tipo A presso un ente pubblico. Mi chiedevo come fosse visto l'assegnista ai fini fiscali per quanto riguarda i contratti di locazione e se fosse possibile continuare a rinnovare il contratto come studente senza usufruire poi delle detrazioni.

  • Gentile Mena, a questo punto potrà stipulare un classico contratto libero o a canone concordato ed usufruire delle eventuali detrazioni irpef previste se prende la residenza nell'immobile oggetto del contratto.

  • Mena

    Salve Isabella,
    grazie mille per la rapidità nella risposta. Il fatto è che dovrei stare nel luogo di lavoro solo un anno, quindi non mi conviene fare un cambio di residenza.

  • Maria Chiara

    Buona sera,
    io dovrei rinnovare il mio contratto di affitto; fino ad ora è stato un contratto per studenti universitari; dla momento però che da gennaio inizierò la Scuola di Specializzazione in psicoterapia, che rilascia un diploma "iconosciuto, ai sensi degli art. 3 e 35 della Legge n.56 del 18.02.1989, come equipollente al diploma rilasciato dalle corrispondenti Scuole Universitarie", mi chiedevo se in questo caso fosse ancora possibile stipulare un contratto come studente.

  • Buongiorno Maria Chiara, è possibile riconoscere un contratto per studenti anche nel caso di studi per specializzazione; non sono riconosciute, invece, le precedenti agevolazioni fiscali.

  • Maria Chiara

    Grazie della risposta, quindi in definitiva posso stipulare contratto per studenti, ma poi non sarà possibile detrarlo dalle tasse?

  • esatto Maria Chiara, anche se si sono interpretazione che estendono il beneficio della detrazione del 19% anche ai master e corsi di specializzazione. Magari per questo aspetto potrà confrontarsi sull'interpretazione del commercialista.

  • Alessandro

    Buonasera. Io e un mio amico siamo studenti fuori sede. Stiamo cercando casa e fino ad ora ci sono stati sempre proposti contratti per studenti. Il nostro problema è relativo al fatto che probabilmente a novembre questo mio amico conseguirá la laurea magistrale e terminerà il suo ciclo di studi. Vorrei sapere se effettivamente potremmo o meno sottoscrivere un contratto per studenti. Grazie.

  • Gentile Alessandro, al momento della stipula diciamo che sussistono le condizioni per stipulare un contratto per studenti fori sede; se il suo amico dovesse iscriversi ad un master o corso di specializzazione potrebbe mantenere anche il contratto per studenti; altrimenti dovreste gestire il contratto come intestato solo a lei ad esempio e pe ril suo amico intestarlo già come contratto transitorio.

  • Giulia

    Buongiorno, sono proprietaria di una casa che sarà data in locazione a due studentesse universitarie (una stanza per ciascuna) e ad una laureata in psicologia che frequenta un istituto di specializzazione privato (in psicoterapia cognitivo-comportamentale) riconosciuto dal miur (L’Istituto rilascia un Diploma di specializzazione equipollente a quello rilasciato dalle Università, é abilitato ai sensi del Regolamento (D.M. 11 dicembre 1998 n. 509) ad istituire e ad attivare corsi di specializzazione in psicoterapia).
    La mia domanda è:'posso utilizzare un contratto per studenti anche alla specializzanda in psicoterapia e quindi stipulare un contratto unico per tutte e tre con cedolare secca al 10% oppure, eventualmente non fosse possibile, potrei stipulare due contratti: uno per studenti universitari (per le due studentesse) e un 3+2 per la specializzanda?

  • Gentile Giulia, può usare il contratto per studenti fuori sede anche nel caso della specializzanda, sarà la famiglia della ragazza, invece, a non poter usufruire delle detrazioni previste solo per studenti.

  • Giulia

    Buongiorno, grazie mille per la sollecita risposta, il dubbio mi era venuto leggendo questa risposta del sig. Andrea Cioli ad Eugenia:

    Gentile Eugenia,
    nel caso che ci segnala non sarà possibile optare per un contratto per studenti universitari. L'estensione cui faccio cenno nell'articolo (corsi di perfezionamento e specializzazione) va comunque riferita all'ambito universitario, dal momento che occorre sempre tenere a mente il riferimento dell'articolo 5 comma 2 della Legge 431/98, che nell'introdurre questa tipologia di contratto definisce che possono essere stipulati contratti di locazione per soddisfare le esigenze abitative di studenti universitari. Il D.M. del 30/12/2002, come visto, estende anche alla fase del post-lauream tale applicabilità, che tuttavia va intesa sempre nell'ambito dell'Università.
    Nel caso specifico, trattandosi di un corso di perfezionamento a carattere privato e non collegato all'Università, la possibilità di ricorrere a questo contratto è pertanto da escludere.
    Sarà possibile ricorrere a un contratto transitorio generico della durata pari al corso frequentato (fino a 18 mesi, non rinnovabile), indicando l'esigenza di transitorietà del conduttore e utilizzando anche in questo caso un contratto tipo. Il canone andrà definito sulla base dei parametri indicati dall'accordo territoriale (con maggiorazione specifica definita dall'accordo stesso, normalmente 20%). Non ci saranno le agevolazioni fiscali per lei, quindi in caso di cedolare secca l'aliquota sarà al 21%.
    In alternativa potrà utilizzare un contratto (anch'esso tipo) 3+2. In questo caso, sempre definendo il canone sulla base dell'accordo locale, le agevolazioni fiscali saranno riconosciute (cedolare 10%). Eventualmente potreste concordare con la conduttrice un preavviso per il recesso breve, anche 3 mesi, in modo da rendere il contratto più "elastico" per quest'ultima, che in ogni caso al termine del corso e comunque entro l'estate verosimilmente se ne andrà, come le ha già informalmente comunicato. Grazie a lei per il quesito!

    Non essendo una scuola di specializzazione universitaria, ma privata riconosciuta dal miur... mi chiedevo se fosse lo stesso!

    Inoltre è possibile fare due contratti: uno per due studentesse in cui la locazione comincerebbe a settembre ed uno per la terza in cui comincerebbe ad ottobre?
    Il dubbio qui deriva dal fatto che per dare in affitto singole stanze si dovrebbe essere forse affittacamere?
    Grazie ancora.

  • Gentile Giulia, la sua precisazione è corretta, è vero però che parla di un riconoscimento del titolo da parte dell'università o almeno così sembrava. In ogni caso se stipula due contratti separati, ed è possibile farlo, potrà farne uno per studenti con relativa durata e specificando le parti di immobili concesse in uso esclusivo e quelle in comune, ed uno di tipo transitorio, sempre con uguali specifiche. è importante che su entrambi applichi lo stesso tipo di regime fiscale.

  • Maurizio Di Fiore

    Salve,
    vi ringrazio per i vostri chiarimenti, sono molto utili e ben formulati; detto ciò vi pongo una domanda: il contratto di locazione per studenti si può applicare anche a coloro che stanno partecipando ad un master di specializzazione post laurea?
    Grazie
    Maurizio

  • Buongiorno Maurizio, è possibile stipulare anche per questi un contratto per studenti; mentre non è valida, per loro, la detrazione fiscale prevista solo per gli studenti.

  • Franco

    Buongiorno
    Cortesemente volevo chiedere che tipo di contratto posso applicare ad un ragazzo francese che dovrebbe venire a Roma per 3 mesi per una borsa di studio.
    Normalmente faccio contratti min. 6 max 36 mesi canone concordato per studenti universitari che si fermano almeno 1 anno, rinnovabile, con canone concordato, a Roma.
    Quale contratto posso applicare? E' un contratto transitorio min 1 max 18 mesi? Potrei applicarlo a studenti stranieri per borsa di studio?
    Grazie mille
    Franco

  • Buonasera Franco, è possibile usare il contratto transitorio che come sa ha una durata da 1 a 18 mesi; sempre a canone concordato ed usufruendo delle stesse agevolazioni.

  • Salvo

    Salve, vorrei porle una domanda,
    Sono un lavoratore autonomo, mi piacerebbe investire su un'ampio appartamento nei pressi dell' università di palermo ed affittarlo a 5 studenti, con tutti i confort e servizi.
    Vorrei capire come dovrei comportarmi con l' affitto, perchè quello concordato non mi permetterebbe di vedere i frutti dell' investimento, visto che potri chiedere massimo 500 euro circa per l'appartamento.
    Spero possiate aiutarmi a capire.
    Grazie mille

    Cordialitá.

  • Buongiorno Salvo, se il canone concordato è molto lontano dal guadagno che vuole ottenere, può considerare allora di ricavare il massimo come canone libero e di poter applicare la cedolare secca al 21%.

  • Roberto

    Grazie per l'info. Dovrei adottare un contratto di LOCAZIONE ABITATIVA PARZIALE DI
    APPARTAMENTO DI NATURA TRANSITORIA? Posso usufruire della cedolare agevolata del 10% essendo l'appartamento a Udine?
    Grazie ancora.
    Roberto

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