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Contratto per studenti fuori sede: i dubbi da sciogliere.

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Settembre 06, 2018
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studenti fuori sede i principali dubbi

I dubbi sui contratti per studenti fuori sede. Come affittare con sicurezza.


Affittare con sicurezza è la nostra mission. Da sempre gli studenti universitari sono tra gli inquilini più numerosi e “fedeli”, rappresentano quel target clienti su cui un proprietario di immobili può sempre contare. Eppure sono spesso anche gli inquilini più “maltrattati”, quelli a cui si propongono contratti in nero, immobili datati, mobili improbabili, condizioni al limite del legale. Proviamo, allora, a capire quali sono i dubbi principali di chi deve stipulare un contratto per o come studente fuori sede. Con la filosofica certezza che solo chi dubita conoscerà la verità.

Abbiamo raccolto una serie di dubbi, quesiti, che in quest’ultimo periodi ci hanno sottoposto i nostri lettori sull’argomento “Contratti per studenti fuori sede”. Li abbiamo ordinati per macro argomenti sperando di poter così aiutare quanti proprio in questi giorni si apprestano ad iniziare la loro avventura come studenti universitari e come inquilini fuori sede.


CONTRATTO


Salve, sono nella condizione di aver affittato una camera di casa a un'amica di mia figlia fuori sede in quanto studentessa universitaria. Mi sono posto il problema di "regolarizzare" la questione, sò che esiste un tipo di contratto agevolato per studenti in accordo con i comuni ( vivo a Milano). Come fare per calcolarlo? è integrabile con l'aumento Istat? quale margine di contrattazione esiste? è possibile avere anche delle detrazioni fiscali?
La ringrazio in anticipo.
Maurizio


Dubbio del proprietario: che canone massimo richiedere per studenti fuori sede?


Rispondendo al gentile Maurizio confermiamo che per la categoria “studenti fuori sede” esiste uno specifico contratto di affitto, introdotto dalla legge 431/98 insieme agli altri contratti così detti a canone concordato. In particolare l’articolo 5, comma 2 della legge introduceva per la prima volta la possibilità di stipulare contratti di locazione per soddisfare le esigenze abitative di studenti universitari sulla base di contratti-tipo definiti dagli accordi di cui al comma 3. Ora, il contratto stesso dovrà essere redatto secondo il modello ministeriale, recentemente modificato con il DM del MIT pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 15 marzo 2017.


Quali sono le caratteristiche principali del contratto transitorio per studente fuori sede?


• La prima è la durata che viene fissata ad un minimo di 6 mesi e massimo di 36 mesi , con uguale periodo di rinnovo automatico (per esempio 12 mesi + 12), salvo disdetta;
• Fondamentale è l’utilizzo di un canone concordato, fissato dall’accordo territoriale locale, nel caso in cui l’immobile si trovi tra le città incluse nell’elenco dei comuni ad alta tensione abitativa; il canone rimane libero in città non incluse nell’elenco.
• Di contro, considerando l’applicazione di canoni mediamente più bassi, ci sono particolari agevolazioni fiscali sulla tassazione a favore del proprietario: ad esempio l’aliquota della cedolare secca ridotta al 10% (contro il 21% prevista su contratti a canone libero) o una deduzione irpef sul reddito annuo da locazione del 33,5% (contro il 5% previsto come deduzione per il reddito derivanti da contratti a canone libero); e poi agevolazioni sulla registrazione e sull’Imu.


Dubbi dell’inquilino: il contratto è valido per accedere alle detrazioni?

Salve,
sono una studentessa universitaria fuori sede (Bologna) e vorrei alcune delucidazioni in merito alla mia situazione. Per motivi di studio ho preso in affitto una camera a Bologna, richiedendo un contratto della durata di 4 mesi. Il proprietario mi ha dunque proposto un "contratto di locazione di immobile arredato ad uso transitorio" (ai sensi dell'art. 5 comma 1 Legge 09/12/1998 n. 431) della durata di 4 mesi.
La mia domanda è: questa tipologia di contratto mi permette di godere delle detrazioni fiscali?
Vi ringrazio anticipatamente,
Irene


Allo studente verranno spesso proposti anche altri contratti oltre a quello studiato ad hoc per studenti fuori sede. Potrebbero stipulare contratti transitori “generici”, contratti liberi di 4 anni + 4, o contratti di posto letto. In ogni caso la detrazione fiscale per gli studenti fuori sede spetta sia per i contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge n. 431/98 che per i canoni di locazione che derivano dai contratti di ospitalità, nonché per gli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.


Su questi ultimi contratti non richiedono particolari accorgimenti, il contratto per studenti fuori sede può essere intestato ad uno o più studente (fuori sede) solo se:
1. lo studente è residente in un Comune diverso da quello in cui frequenta l’Università (questo deve essere chiaramente specificato all’interno del contratto). Il Comune di residenza deve essere distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri (50 in caso di comuni montani o disagiati secondo la NOVITÀ introdotta dalla legge di bilancio 2018 che esclude anche l’obbligo di provenire da una provincia diversa e che per ora è valida solo nel 2018).


2. il Comune in cui si prende in affitto l’immobile deve corrispondere a sede di università, o di corsi distaccati.


Che cifra è prevista per la detrazione?


La detrazione è del 19% del canone annuo versato, con un tetto massimo di euro 2.633,00 (quindi la detrazione massima ammonta a euro 500,00) e deve essere rapportato alla percentuale di titolarità del contratto: ovvero, se il contratto è cointestato tra più studenti, indipendentemente dal fatto che i conduttori posseggano tutti i requisiti per usufruire del beneficio, dovranno calcolare la cifra sulla percentuale di “possesso”.

ESEMPI:

canone di locazione di un contratto intestato ad uno studente fuori sede di 2.400 euro, i suoi genitori potranno portare in detrazione il 19%, ovvero 456 euro; se il contratto fosse cointestato con un altro studente al 50&, la cifra da portare in detrazione sarebbe calcolata sui 1.200 e quindi 228 euro.

PARTICOLARITÀ:

in caso di uno stesso nucleo familiare con due figli universitari (fiscalmente a carico di entrambi i genitori), titolari di due distinti contratti di locazione, ognuno dei genitori può beneficiare della detrazione sull’importo massimo di euro 2.633,00 (importo complessivo che prescinde dal numero dei familiari fiscalmente a carico che frequentano l’università).

ESCLUSIONI:

la detrazione non spetta nel caso di sublocazione. Per cui se tra i vari contratti proposti allo studente ci fosse la sublocazione, è bene tenere in mente che si rinuncia alla detrazione.

Dubbi in comune:unico affitto o affitto di più stanze nello stesso appartamento.


La decisione in questo caso è del proprietario: con più contratti si hanno diversi referenti, ognuno di loro sarà responsabile solo del pagamento dell’affitto di competenza e delle spese concordate. Potrà recedere direttamente. Su ogni contratto il proprietario può scegliere il regime fiscale: ordinario irpef oppure cedolare secca, applicandolo poi a tutti i contratti dello stesso immobile.

Mentre se si opta per un contratto unico intestato a più studenti, sono tutti tenuti al pagamento dell’intero canone e delle eventuali spese e se uno lascia l’immobile senza trovare un sostituto o non paga la sua quota, gli altri sono tenuti a pagare per intero spese e canone).

GARANZIE


Buongiorno,
mi chiamo Gianluca e sono uno studente universitario fuori sede; dovrei andare ad abitare in un appartamento con altre due persone e, il signore che si occupa di tutta la questione, dopo avergli mandato tutta la documentazione richiesta quale busta paga, documento e quant'altro di mio padre (al fine di avere una garanzia pensavo io...), lo stesso signore mi ha detto che vorrebbe intestare il contratto a mio padre e alle altre due persone che abiterebbero con me; a quel punto gli ho detto che non mi sembra la soluzione più adatta, in quanto sarò io ad abitare nell'appartamento e non mio padre, che dovrebbe fungere esclusivamente da garante. Ovviamente questo è il mio ragionamento, mi rivolgo a Lei confidando nella sua maggiore competenza. La ringrazio,
Gianluca


Gentile Gianluca le strade da percorrere sono due:
1. Il proprietario può decidere di cointestare il contratto di affitto a lei come studente e a suo padre. Di solito nel contratto si specifica che “l’immobile è destinato esclusivamente ad uso di civile abitazione del conduttore sig… (lo studente)”.In questo modo il cointestatario, suo padre, è obbligato in solido con l’altro inquilino per tutte le pattuizioni incluse nel contratto.
2. Una seconda opportunità, la più diffusa, è che il genitore/parente funga da garante, impegnandosi di fatto a sostenere il regolare pagamento. In questo caso la garanzia andrà anche registrata.


RECESSO


Buonasera, sono uno studente fuori sede che per gravi motivi deve recedere dal contratto di locazione. Ho dato preavviso per tempo con raccomandata con ricevuta di ritorno.
Ho inviato la raccomandata con preavviso di 3 mesi ( termine di preavviso specificato nel contratto).
Dovrò lasciare l'appartamento a novembre, ma ho delle piccole incertezze:
1) la risoluzione del contratto è automatica al sopraggiungere della data da me indicata da nella raccomandata (31/10/2018)?;
2)c'è da registrare il recesso all'agenzia delle entrate? Chi se ne deve occupare? Chi sostiene le spese di registro?;
3) cosa succede nel caso in cui non avvenga la registrazione?;
4) inoltre ho timore che il proprietario di casa possa tardare nella restituzione del deposito cauzionale (pari ad una mensilità). Siccome dovrò continuare gli studi all'estero c'è pericolo che ad un suo ritardo io sia impossibilitato a riscuotere la somma (partirò attorno al 20 gennaio). So che il deposito cauzionale non può essere convertito in canone di locazione, ma c'è possibilità di arrivare ad un accordo privato tra me e il conduttore? E se si come devo procedere per tutelarmi?
Grazie.

A favore dell’inquilino/studente c’è sempre la facoltà di disdetta, per gravi motivi, con un periodo di recesso di tre mesi.Questi tre mesi vanno calcolati dal momento in cui il proprietario riceve la raccomandata; oppure se il proprietario accetta ci si può accordare su una data diversa.
La risoluzione anticipata va registrata presso l’agenzia delle entrate, senza pagamento dell’imposta in caso di cedolare secca, con il pagamento di 67 euro in caso di regime Irpef. Di solito è l’inquilino che dà disdetta ad occuparsene.
La mancata registrazione della risoluzione anticipata è soggetta a sanzioni ed accertamenti.
Rispetto al deposito, infine, questo andrebbe restituito nel momento in cui si riconsegnano le chiavi o dopo qualche giorno, dopo aver visionato attentamente lo stato della casa. Se non ci sono danni (che vanno documentati) va restituito per intero. Anche in questo caso le prati possono accordarsi per usare il deposito diversamente.

RECESSO PARZIALE

 

Salve,
Sono una studentessa fuori sede e scrivo per chiedere un parere in merito alla possibilità di recesso dal contratto d’affitto.
Il contratto che ho firmato è cedolare secca 4+4, noi studenti all'interno della casa rappresentiamo un unico conduttore. Il problema sta in una clausola, quella relativa alla possibilità di recesso. Questa recita soltanto “conduttore potrà recedere dal contratto in qualsiasi momento con preavviso di 3 (TRE) mesi .- - -“ .
Io adesso vorrei cambiare casa, ma gli altri inquilini no, quindi voglio capire se posso fare capo a questa clausola essendo una sola persona dell’intero unico conduttore o meno. Vorrei capire se la disdetta singola, in tal caso, è possibile, o se, visto che tutti noi rappresentiamo unico conduttore, non lo sia.
In attesa di un vostro aiuto,
Porgo i miei più sentiti saluti

In questi casi si parla di recesso parziale: chi va via invia regolare disdetta, alla proprietà e agli inquilini cointestatari., Al termine del periodo di preavviso lei può lasciare l’immobile mentre chi rimane nella casa deve pagare l’intero canone o valutare di dare disdetta a loro volta. Nella maggior parte dei casi ci si accorda con il proprietario per affittare a studenti nuovi, che subentrano, sostituendo lo studente andato via con un altro studente.

SUBENTRO

 

Salve. Sono una studentessa fuori sede e sto per firmare un subentro in un contratto di locazione con più contraenti. Qual è la procedura da seguire? La ringrazio per l'attenzione e per l'aiuto che mi darà,
Distinti saluti.


Questa è la pratica definita “subentro”: dovrà registrare presso l’agenzia delle entrate o direttamente on line il modello RLI con cui segnala i suoi dati e quello della persona di cui prende il posto nel contratto (riporterà anche i dati del contratto). Per questa procedura, anche se è in regime di cedolare secca, si dovranno pagare 67 euro, solitamente divisi tra chi esce e chi subentra. Chi subentra accetta poi tutte le pattuizioni già indicate nel contratto e subentra anche nel pagamento delle bollette e delle eventuali spese condominiali.


PROROGA


Salve, avrei un paio di domande da farle alle quali, mi auguro, vorrà rispondere con la Sua usuale professionalità e bravura: ho un appartamento affittato dall'1°/04/2015 al 31.03.2016 con un "contratto transitorio di locazione abitativa per studenti universitari" a 2 studentesse fuori sede, stipulato in base all'art. 5, co. 2, L. n. 431/98 e regolarmente registrato, in regime di cedolare secca. Avrei bisogno di sapere, per cortesia, se entro 30 gg. dalla scadenza (31/03/2016) devo comunicare tramite mod. RLI il tacito rinnovo annuale del contratto all'Agenzia delle Entrate (pur non dovendo pagare l'imposta di registro) e se in questo caso devo, 30 gg. prima della data del rinnovo, inviare una Raccomandata e/o Racc.A.R. alle 2 studentesse insieme o una Racc. ad ognuna per confermare l'applicazione della cedolare secca. Inoltre se dopo questo primo rinnovo annuale, recitando l'art. 1 di tale contratto: ...."alla prima scadenza, il contratto si rinnova automaticamente per uguale periodo, se i conduttori non comunicano disdetta al locatore almeno 3 mesi prima della scadenza mediante raccomandata A.R. Alla seconda scadenza, il contratto cessa automaticamente senza bisogno di disdetta alcuna", perdurasse la necessità per i conduttori di tale unità immobiliare, si potrà procedere alla stipula di un nuovo contratto sempre transitorio per studenti o se in quel caso si dovrà procedere con un contratto diverso (tipo 4+4 o 3+2). In attesa di una risposta si inviano cordialissimi saluti.
Simona


Gentile Simona
deve comunicare la proroga del contratto entra 30 giorni dalla scadenza (quindi non 30 giorni prima, ma dopo) con Modello RLI senza inviare raccomandata agli inquilini considerando che non c’è variazione del regime fiscale già comunicato; allo scadere di questo secondo anno se permanesse l’esigenza di studio potete stipulare un nuovo contratto per studenti fuori sede con una prima durata da 6 a 36 mesi ed un uguale periodo di rinnovo automatico.

TARI


Buonasera,
il mio nome è Michele e sono uno studente universitario, vi contatto per porvi una domanda. Essendo uno studente universitario fuori sede, ho affittato una stanza nella città dove è situata la mia facoltà. Pago la TARI per l'appartamento in cui sono affittuario, ma allo stesso tempo i miei genitori, nella casa in cui ho la residenza, pagano la TARI che viene calcolata su 4 persone, me compreso. In questo modo è come se io pagassi la TARI 2 volte, una nell'appartamento in affitto e un'altra la pagano i miei genitori poiché viene calcolata su 4 persone (mio padre, mia madre, mio fratello e io). C'è possibilità di esenzione in questo caso? Grazie per la disponibilità.
Cordiali saluti
Michele


Caro Michele,
la sua situazione è comune a quella di molti altri studenti. La tari, ovvero l’imposta sui rifiuti, va pagata da chi occupa l’immobile, di solito per oltre sei mesi (secondo alcuni regolarmente comunali il limite è di 12 mesi) e quindi dall’inquilino/studente. Da tutti gli inquilini/studenti.
Non spostando la residenza, lei risulta però occupare anche l’immobile dei genitori. A questo punto interviene il regolamento comunale: alcuni amministrazioni comunali permettono allo studente, compilando apposito modulo, di “sospendere” la posizione di residenza nell’appartamento dei genitori e potendo così non pesare da questo punto di vista. Molte amministrazioni, invece, non concedono tale agevolazione e ci si ritrova effettivamente a pagare l’imposta per due volte.

VERBALE CONSEGNA, UTENZE E SPESE CONDOMINIALI


Devo concedere un immobile in affitto per studenti: come dovrebbe essere arredato l'appartamento, cosa è obbligatorio mettere e cosa no?
Si deve allegare un inventario al contratto? Richiesta delle spese a loro carico oltre al canone.
Inizialmente volevo chiedere che mi venisse pagato un prezzo forfait (ovviamente separando le varie voci di spesa desunte da un andamento degli ultimi 2 anni) delle spese condominiali, riscaldamento, tassa rifiuti, luce e gas. Adesso il mio grande dubbio riguarda le ultime, Luce e Gas, in quanto non so quantificare un importo. Come posso fare?
Inoltre, è più giusto che me le intesti io da Locatore/Proprietario le utenze oppure la legge prevede altro?
Avrei una sicurezza maggiore in caso di morosità, per esempio potrei disdire i contratti?
Sperando in una vs. gradita e celere risposta, porgo i più distinti saluti.
Giorgio


Cosa vuol dire immobile arredato?


Il dubbio di Giorgio su come e quanto arredare la casa è più che lecito.. e molto sentito da parte degli inquilini. Un appartamento si può definire “arredato” quando contiene tutti i mobili necessari all’utilizzo dell’alloggi: quindi per la cucina sono indispensabili tavolo, sedie e gli elettrodomestici (lavello, piano cottura, forno, frigorifero e freezer), così come sono necessari i servizi igienici dotato almeno di mobile bagno e porta-asciugamani.


Il verbale di consegna


La presenza di una lavatrice è sempre stata dibattuta, ma ormai è considerata come arredo indispensabile, così come lo sono il divano per un soggiorno o della TV. È sempre corretto allegare al contratto un verbale, quanto più possibile dettagliato, che vada ad elencare gli arredi presenti all’interno della casa, nonché eventuali stoviglie, accessori, biancheria, ecc. Il verbale dovrebbe contenere l’elenco di quanto presente ma anche una dichiarazione sullo stato di manutenzione in cui si trovano mobili, i servizi e gli impianti della casa.


BOLLETTE


Considerando l’alto turnover degli studenti potrebbe non essere conveniente intestare a loro direttamente i contratti di fornitura dei servizi. In questo caso è sempre bene escludere però dalla cifra del canone le spese e specificare quindi che alla cifra del canone concordato si somma una cifra per le spese. per determinare tale cifra a forfait si può fare riferimento alla media delle precedenti bollette, specificando sempre la necessità di un conguaglio semestrale e annuale con le bollette “reali”.


SFRATTO


La mancata intestazione delle bollette non rappresenta una tutela in caso di morosità. Per questi casi, come per tutti gli altri contatti, in caso di mancato pagamento l’unico modo per riavere l’immobile e chiedere il pagamento degli arretrati rimane la procedura di sfratto, da affidare ad un legale.

E con questo bel ripasso ora si può iniziare l'anno accademico, in tutta sicurezza!!

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano
Author: Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


Commenti (106)

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Buongiorno, avevo scritto sul sito blogaffitto, ma credo che il commento si sia cancellato, riprovo qui:
dal settembre 2015 all'agosto 2016 ho affittato una stanza in un appartamento come studentessa fuori sede con regolare contratto di 1 anno.
Nell'appartamento abitavano anche la proprietaria e un'altra ragazza (anch'essa in affitto).
Qualche giorno fa, quindi dopo 3 anni dalla chiusura del contratto e del relativo conguaglio, la proprietaria mi contatta dicendomi che devo pagare la TARI (che io avevo già pagato all'epoca), perché non aveva mai fatto il cambio del numero di occupanti (da 1 a 3) e lei affittava stanze da oltre 5 anni.
Era tutto intestato a lei (utenze, internet e TARI), quindi mi chiedo: può chiedermi questi soldi? Se l'errore l'ha commesso lei, io devo pagare?
Grazie per la risposta

Lucia
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Gentile Lucia, da quanto lei dice ora la proprietaria non ha diritto a chiederle tale cifra; se il contratto era registrato lei chiaramente era tenuta al pagamento del solo anno in cui ha abitato.

Isabella Tulipano
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Salve
Sono una studentessa fuori sede, volevo sapere, nel caso in cui il proprietario volesse fare un contratto da 10 mesi io potrei comunque avere la detrazione del 19%??

Rosa
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Gentile Rosa, il contratto per studenti ha una durata da 6 a 36 mesi + uguale periodo di rinnovo; potrebbe anche stipulare un transitorio di 10 mesi, la detrazione le spetta in ogni caso.

Isabella Tulipano
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Buongiorno! Io sono una studentessa di un master online ma dovrò frequentare il tirocinio in una città diversa da quella di residenza.
È possibile lo stesso effettuare il contratto da studente fuori sede?
Grazie

Barbara
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Gentile Barbara, il contratto per studenti fuori sede vale anche per chi è iscritto a corsi post laurea, ma non sono riconosciute, invece, le agevolazioni fiscali.

Isabella Tulipano
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Salve,
Mio figlio assieme a due suoi amici stanno prendendo in affitto un appartamento con contratto a cedolare secca.
Il proprietario dice che il pagamento del canone deve essere fatto con un unico bonifico cumulativo, e non che ogni ragazzo faccia il proprio bonifico per la propria quota.
È corretto o è possibile anche la seconda ipotesi ossia che ognuno paghi la propria quota.
Grazie per Vs gentile risposta
Laura

Laura
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Buongiorno Laura, è importante capire cosa è stato concordato e segnato nel contratto; se qui è stato specificato un unico pagamento ora dovreste organizzarvi per procedere in questa maniera.

Isabella Tulipano
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Buonasera,
Mio,figlio universitario dovrebbe firmare un contratto per 10 mesi per una stanza, in un appartamento, dal 1 ottobre ( versando anche una caparra assieme alla prima mensilità)
Se accadesse che lui venga chiamato per un eventuale lavoro e sarebbe costretto a lasciare l'università nei primi mesi successivi al contratto(ammettiamo già a gennaio) dovrà comunque pagare tutte le mensilità rimanenti fino a fine contratto ?
Grazie

Luigi
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Buongiorno Luigi, in caso di necessità suo figlio può inviare disdetta rispettando il preavviso che andrete ad individuare ed inserire nel contratto da firmare, solitamente possono bastare due mesi di preavviso. A termine di questo periodo suo figlio può andar via senza problemi.

Isabella Tulipano
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Buongiorno.
I miei figli universitari fuori sede hanno in fitto un appartamento con regolare contratto di un anno rinnovabile per un altro anno. Chi deve pagare la Tari il proprietario o i ragazzi dal momento che nel contratto non è specificato? Grazie

Maria Bruna Bello
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Gentile Maria, deve verificare cosa prevede il regolamento comunale in materia Tari; solitamente potrebbe rimanere a carico del proprietario in caso di contratti fino a sei mesi.

Isabella Tulipano
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Buon pomeriggio, ad ottobre 2018 ho stipulato contratto di locazione studenti universitari per un anno ( scadenza 30/09/2019).La proprietaria il 05/09/2019 mi ha contattato dicendo che se non pago il 20% in piu' del canone concordato nel contratto non rinnova il contratto ai miei figli. Da premettere che io non ho fatto disdette.Vi chiedo, gentilmente, se il locatore e' tenuto a fare comunicazione al conduttore oppure puo' esercitare il diritto di non rinnovare il contratto senza darne comunicazione.
grazie

concetta
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Buongiorno Concetta, se si tratta di un transitorio per studenti fuori sede, se non vi è stata disdetta, il contratto si rinnova automaticamente per un altro anno, alle stesse condizioni. Quindi i suoi figli possono rimanere e registrare semplicemente la proroga del contratto per un altro anno.

Isabella Tulipano
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Salve è possibile in qualità di conduttore sublocare l'appartamento a studenti universitari fuori sede? Ovviamente con il consenso nel contratto da parte del proprietario che permette la sublocazione.
Inoltre la cedolare secca del 10 percento è valida per il conduttore che in quel caso diventa sublocatoee? Grazie

Marco
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Gentile Marco è possibile sublocare con il permesso del proprietario, ma non conviene allo studente e in ogni caso per lei come inquilino il reddito percepito va sotto il rigo dei redditi diversi e quindi esclusi dall'applicazione della cedolare secca.

Isabella Tulipano
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Buongiorno Isabella, per i contratti transitori per studenti il fatto che siano “fuori sede” è “condicio sine qua non” o possono avere la residenza anche nello stesso comune? Quali articoli della legge regolano questa condizione?
In attesa di risposta, le invio i miei migliori saluti

Enrico
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Ho in atto due contratti a canone libero con opzione cedolare secca che mi scadono il 29 febbraio 2020. Posso stipulare ora un contratto per una terza stanza a canone concordato, considerata la diversa tassazione?. Grazie

Rosa
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Buongiorno rosa, può stipulare il contratto anche con canone concordato, l'importante è che anche in questo caso applichi la cedolare secca.

Isabella Tulipano
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