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Coppia di fatto o Coppia di Affitto!

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Marzo 19, 2016
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Scusate il gioco di parole.. forse un po’ scontato considerando che il tema è all’ordine del giorno, ma per questo altrettanto spontaneo. Il fatto è che nel momento in cui verrà presa una posizione ufficiale rispetto alle coppie di fatto e pertanto, nel caso in cui ci fosse il riconoscimento giuridico di questa “forma di convivenza”, le conseguenze (spesso non si riesce ad immaginarlo) sono molteplici e vanno a coinvolgere davvero numerosi aspetti. Anche quello degli affitti. Infatti, si dovranno andare a definire i casi di subentro, eredità, per esempio, rispetto a situazioni di separazione o morte di inquilini – non sposati o coppie di fatto, se così vogliamo definirle per convenzione. Quesito che ci pone già un nostro lettore, a cui proviamo a dare una risposta, per logica e per deduzione!

Buonasera, ho visto sul sito che è del mestiere ed è disposto a chiarire dubbi sull'argomento così gentilmente vorrei chiedere un parere su un problema che sto vivendo di persona. Sono proprietario di un appartamento che ho affittato due anni fa ad una signora con contratto 3+2 anni. La signora, unica intestataria, conviveva fino a pochi giorni fa con un signore di cui non so praticamente nulla se non che è un disoccupato da tempo.
Ora la coppia si è lasciata e la signora decide di lasciare l'appartamento e mi deve consegnare le chiavi, il problema è che l'ex compagno dichiara di avere diritto al subentro, in quanto dichiara che il contratto è da estendersi al convivente.
A me pare assurdo in quanto non ho avuto nessun rapporto con questo signore , il quale ora mi diffida ad entrare nel mio appartamento senza il suo consenso.
Mi saprebbe illuminare sui miei diritti ed eventualmente dare un consiglio su come muovermi?
Grazie,
distinti saluti
Giovanni


Gentile Giovanni
nel suo caso prendiamo in considerazione quindi una coppia non sposata e senza figli; in questo caso allora possiamo dire che(al momento in mancanza di un preciso e specifico riferimento in merito) lei può contestare di avere avuto rapporti solo con la titolare del contratto e che quindi dalla stessa ha ricevuto regolare disdetta. Per cui se il convivente di fatto non era intestatario del contratto e non ha neanche avuto rapporti con lei che possano far presupporre che lei abbia accettato la sua presenza, per esempio di tipo economico, perché non ha mai pagato direttamente il canone, allora questo signore non ha diritti da avanzare. Dovrà quindi lasciare l’immobile ed eventualmente se non lo facesse spontaneamente, allora potrebbe procedere con una denuncia per occupazione abusiva del suo immobile e poi una richiesta di esecuzione dello sfratto.


Precisiamo in mancanza di un riferimento specifico e preciso in materia perché al momento la legge in materia di locazioni è intervenuta per estendere la tutela prevista a favore delle coppie sposate anche alle coppie di fatto, ma solo in alcuni casi.
1. in caso di morte del convivente (Corte Costituzionale, sentenza n. 404/1988);
2. in caso di cessazione della convivenza, a condizione che sia nata prole. In presenza di figli, infatti, il diritto del proprietario è recessivo di fronte al superiore interesse della prole (Corte Costituzionale, sentenza n. 404/1988).


In particolare è stato ammesso dalla giurisprudenza il "subentro" nel contratto di locazione così come previsto in caso di separazione o divorzio delle coppie sposate, ai sensi dell'articolo 6 della Legge n. 392/78.
“In caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi.
In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo.


In caso di separazione consensuale o di nullità matrimoniale al conduttore succede l’altro coniuge se tra i due si sia così convenuto”
Il convivente può quindi opporsi all'esecuzione dello sfratto intimato nei confronti dell'ex compagno/titolare del contratto, con gli stessi sistemi previsti per il coniuge separato (o divorziato) assegnatario della casa familiare.
Naturalmente, non essendoci il vincolo matrimoniale, dovrà dimostrare la stabile convivenza.


Al riguardo la giurisprudenza richiede che il rapporto sia stabile, abituale e risalente nel tempo e che tali requisiti sussistano alla data del decesso o della rottura della relazione.
Infatti gli elementi essenziali per la convivenza, che già i latini definivano con la locuzione “more uxorio”, ovvero “secondo il costume (more) matrimoniale (uxorio)" sono:
• la comunità di vita;
• la stabilità temporale;
• l’assenza del legame giuridico del matrimonio.


Aspettiamo allora di avere riferimenti precisi per aggiornare i nostri pareri!

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano
Author: Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


Commenti (10)

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Buongiorno signora Isabella : sono proprietario di un appartamento dato in affitto con contratto locazione 4+4 in cedolare cointestato sia a moglie e marito . Tempo fa ,purtroppo, il marito è deceduto. La moglie intende proseguire nella locazione. Vi chiedo se devo comunicare qualcosa all' ag. delle Entrate ( se si con quale modello e quanto pagare ) o non va comunicato nulla essendo la moglie comunque intestataria del contratto . Vi ringrazio.

Ultima modifica commento su 11 mesi fa da Isabella Tulipano Isabella Tulipano
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Gentile Silvano, non dovrebbe essere necessario comunicare nulla all'agenzia delle entrate; al più sarà il notaio che si occupa della successione a comunicare il fatto che ci sia ora solo una proprietaria.

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Salve, se in inquilino non paga gli oneri condominiali, ma lascia l'appartamento, può il proprietario fargli causa per obbligarlo a pagare prima di dare la somma al condominio? Oppure prima lui deve pagare al condominio e poi rivalersi sull'inquilino?

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Gentile Daniela il proprietario rimane obbligato e responsabile nei confronti del condominio, ma può rifarsi sull'inquilino. Le tempistiche su cosa fare per prima dipendono dalle scadenze.

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Buongiorno,
ci sono agevolazioni fiscali per coppie di fidanzati che vogliono risparmiare per sposarsi?

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Salve Roberto, nessuna agevolazione particolare, se non le agevolazioni previste (per diverse tipologie) a favore degli inquilini, come detrazioni irpef.

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Gentile Roberto come inquilini avete sempre diritto di chiedere la risoluzione anticipata per gravi motivi, inviando la raccomandata di disdetta e rispettando il periodo di preavviso, che se non specificato diversamente, è di sei mesi.

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Gentile Isabella, ma possiamo considerare la rottura del nostro fidanzamento un grave motivo?

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direi proprio di sì, costituirebbe un grave ed oggettivo motivo per cui non avete più necessità di abitare in quell'immobile.

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Ciao, io e la mia fidanzata abitiamo in un appartamento in affitto (contratto 4+4), se per un qualsiasi motivo ci lasciamo non possiamo richiedere al proprietario di disdire il contratto per giusta causa?

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