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Posso prendere la residenza con un contratto transitorio?

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Gennaio 09, 2014
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Sembra una contraddizione nei termini, ma in realtà spesso per svariati motivi, tra cui quello di assistenza medica o espressione del voto, cambiare residenza può essere un'esigenza che l'inquilino esprime anche se titolare di un contratto transitorio; un contratto, quindi, che nella definizione stessa indica una condizione temporanea, che porterà a breve ad un cambio di residenza stessa. Ma, a prescindere dall'analisi dei termini, sarebbe possibile in ogni caso richiedere e vedersi riconoscere la residenza in un immobile preso in affitto con contratto transitorio, senza che ciò comporti dei problemi per il proprietario o per la regolarità del contratto stesso?

Buongiorno,
ho preso in affitto un bilocale a Roma ( io sono di Matera) con un contratto transitorio della durata di un anno, della stessa durata quindi del contratto di lavoro che per ora mi ha portato in questa città. Per varie ragioni, però, ho bisogno di spostare anche la mia residenza. Posso farlo avendo un contratto transitorio? Oppure, come teme il proprietario, nel momento in cui trasferisco qui la residenza il contratto potrebbe "trasformarsi" in un normale contratto di 4 anni + 4?
Leonardo

Gentile Leonardo,
possiamo rassicurarla. Il trasferimento della sua residenza a Roma, quindi nel Comune in cui si trova il bilocale oggetto del suo contratto transitorio - stipulato a norma dell'articolo 5 comma 1, legge 431/98 - non implica la "trasformazione" del contratto nel classico contratto libero della durata quadriennale, regolato invece dall'articolo 2 comma 1, legge 431/98. La condizione fondamentale perché un contratto transitorio sia valido è che risulti, in modo inequivocabile, che questa particolare formula contrattuale sia stata stipulata per soddisfare specifiche esigenze transitorie del proprietario o dell'inquilino. Nel suo caso il fatto che la durata del contratto sia legata a quella del suo contratto di lavoro esprime al meglio esigenze transitorie dell'inquilino, legate a esigenze di mobilità lavorativa. A questo proposito, l'articolo 2, commi 4 e 5, decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 30 dicembre 2002 stabilisce che: «I contratti di cui al presente articolo devono prevedere una specifica clausola che individui l'esigenza di transitorietà del locatore e/o del conduttore - da provare quest'ultima con apposita documentazione da allegare al contratto - i quali dovranno confermare il permanere della stessa tramite lettera raccomandata da inviarsi prima della scadenza del termine stabilito nel contratto. I contratti di cui al presente articolo sono ricondotti alla durata prevista dall'articolo 2 comma 1, legge 9 dicembre 1998, n. 431, in caso di inadempimento alle modalità di conferma delle esigenze transitorie stabilite nei tipi di contratto di cui al comma 6, ovvero nel caso in cui le esigenze transitorie vengano meno».
Pertanto, con l'approvazione del proprietario può recarsi o contattare l'ufficio anagrafe per iniziare la pratica di trasferimento della residenza., magari, incrociando le dita, potrà mantenere la residenza e soprattutto il lavoro per più tempo!.. allora sì chiedendo però la trasformazione del contratto in un 4 + 4!

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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  • Nicola

    Salve Isabella,

    grazie mille per la Tua professionalità e la Tua passione da blogger! Ti scrivo perché ho un dubbio sul contratto transitorio.
    Dovrei come locatario affittare un immobile ad un conduttore. Ho predisposto un contratto transitorio a 18 mesi, in accordo con il conduttore medesimo e seguendo le mie esigenze specifiche individuate nell'accordo territoriale, di ristrutturare casa e cambiare residenza nell'appartamento. Ho dunque citato l'ipotesi nel contratto come richiesto dalla legge, ma non saprei che cosa allegare visto che mi devo ancora rivolgere ad un architetto. DOMANDA: la richiesta di allegare un documento che accerti la mia esigenza transitoria è una variable obbligatoria o eventualmente opzionale in questi casi?

  • Gentilissimo Nicola, grazie per i complimenti intanto. L'obbligo di documentare l'esigenza anche per i proprietari è stato introdotto dalle recenti modifiche sui contratti concordati; quindi potrebbe presentare magari un preventivo per la ristrutturazione.

  • Salvo

    Salve, sono stato per 4 anni e mezzo in una casa in affitto a Milano e ho spostato la residenza là. Adesso mi sono dovuto trasferire a Firenze. Qui ho dovuto fare un contratto transitorio e non posso spostarvi la residenza (è stata messa una postilla sul contratto a cui non avevo fatto caso). La casa a Milano verrà sicuramente affittata a qualcun altro. Se quella persona chiede la residenza in quella casa cosa accadrebbe? Come dovrei comportarmi?

  • Gentile Salvo, in ogni caso deve spostare la sua residenza, a questo punto appoggiandosi ad un amico, parente; nelal stessa città in cui vive sarebbe più semplice.

  • Salvo

    Purtroppo non ho parenti o amici qua a Firenze dato che sono arrivato da poco. Ma è legale che nel contratto sia espresso il divieto di ottenere la residenza. Non dovrebbe essere un mio diritto in quanto in effetti mi trovo a stare in quella casa?
    Lasciarla a Milano creerebbe problemi?

  • certamente lei ha diritto a prendere la residenza nell'immobile in cui vive, è ovvio che se le è stato vietato (e questo può essere contestato) questo rovinerebbe i rapporti con il proprietario. Quindi almeno potrebbe avvisarlo prima.

  • Pasquale

    Chiedo cortesemente delucidazioni ho sottoscritto contratto transitorio di locazione parziale di casa, il proprietario vive c/o la suddetta abitazione la casa essendo ampia per motivi personali affitta parzialmente la casa, posso portare la residenza?
    Ho problemi di salute e vorrei prenndere assistenza medico di base c/o il comune dove ho contratto, ho lasciato residenza vecchia dimora coniugale mi sono separato due anni fa...
    Posso portare la residenza anche se la proprietaria vive nella stessa casa e detiene lei stessa la residenza? Resto in attesa suo cortese riscontro

  • Buongiorno Pasquale, è possibile prendere la residenza sicuramente se effettivamente vive lì stabilmente; sarà poi a discrezione dell'ufficio anagrafe di competenza riconoscere un unico nucleo familiare, o due nuclei distinti come sarebbe auspicabile.

  • luigi

    buongiorno , risiedo in Thailandia e in riferimento al mio annuncio precedente avevo posto la seguente domanda: e" possibile ottenere la residenza in Italia per motivi medici se vado in affitto in un appartamento per uno ( 1 ) o due ( 2 ) mesi ?
    Non per 12 mesi . Mi scuso se non sono stato chiaro nel mio annuncio precedente.
    Grazie
    cordiali saluti
    Luigi

  • Gentile luigi, potrebbe ottenere la residenza anche per un periodo così breve, se effettivamente per quei due mesi l'ufficio anagrafe riscontrerà che lei abita stabilmente nell'immobile, usandolo come residenza principale.

  • luigi

    Salve sono un pensionato e attualmente risiedo in Thailandia Sono iscritto AIRE. Vorrei torrnare in Italia e richiedere la residenza per causa controlli medici. Quindi ,sara' possibile ottenere la residenza se vado in affitto in un appartamento per breve periodo di 1/2 mesi ?
    grazie
    cordiali saluti

  • Buongiorno Luigi, se per quei 12 mesi abiterà abitualmente nell'immobile in affitto, può chiedere la residenza.

  • Concetta

    Buonasera,
    sono usufruttuaria di un piccolo monolocale affittato con contratto transitorio questo è il terzo anno che lo affitto sempre alle stesse persone. Ogni anno ne facciamo uno nuovo. Uno dei conduttori una ragazza rumena ha chiesto ed ottenuto la residenza presso detto immobile. Vorrei sapere se è possibile tutto ciò ed eventualmente se incorrò in qualche sanzione. I conduttori non mi hanno mai chiesto un contratto più lungo. Grazie per la risposta.
    Cordiali saluti

  • Gentile Concetta, in effetti se l'esigenza degli inquilini è più a lungo termine le conviene stipulare contratti di durata più lunga, per esempio di 3 anni + 2 a canone concordato o di 4 anni + 4 a canone libero; senza reali motivazioni transitorie rischia che il contratto venga trasformato in un contratto più lungo.

  • franco

    buongiorno ospitero dei ragazzi che greci che lavorano x ryanair..nn sanno quanto la compagnia li fara restare in questa citta e si riserva di spostarli in caso di bisogno in altra sede..
    posso fare un contratto transitorio di 6 mesi in modo che possano avere la residenza?
    a loro serve x vari motivi fra i quali quelli bancari x poter ricevere l'accredito del loro stipendio
    grazie

  • Gentile Franco, può stipulare un contratto transitorio di sei mesi, documentando tale esigenza con il loro rapporto di lavoro.

  • espedito senatore

    Con riferimento al contratto transitorio di un anno di cui al caso suddetto mi intereserebbe sapere cosa succede nel caso il locatore lascia la propria residenza nell'appartamento locato transitoriamente perché, comunque, si tratta di prima ed uno a casa. Ciò.,evidentemente, ai fini Onu.imu
    Grazie

  • Buongiorno, anche lasciando la residenza nell'immobile, se lo stesso risulta affittato per intero, ai fini imu dovrà pagare l'aliquota prevista per seconde case concesse in affitto.

  • nicola

    buonasera
    mio figlio è in procinto di prendere in affitto una stanza doppia a bari per motivi di studio (matricola universitaria). il locatore ha già detto che il contratto sara di un anno, quindi immagino di tipo transitorio. nella doppia con lui vivrà anche la sua ragazza che non è studente ma in cerca di occupazione lavorativa. inoltre, mentre mio figlio sarà finanziato, naturalmente, dal sottoscritto, la sua ragazza invece, si finanzierà con risorse proprie.
    le chiedo, se nel contratto transitorio, mio figlio può giustificare la transitorietà perchè studente universitario, la sua ragazza, che non ha ancora nessun contratto di lavoro, come potrebbe giustificare il contratto transitorio?
    spero di essere stato chiaro e la ringrazio di voler rispondere a questo mio quesito.

  • Buongiorno Nicola, per suo figlio sicuramente la motivazione è data dallo stato di studente, per la sua ragazza possono indicare come motivazione la ricerca di un lavoro e quindi la possibile collocazione con un lavoro a tempo determinato.

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