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Commenti (91)

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Buonasera.
Ma un contratto di locazione commerciale in cedolare secca può prevedere il pagamento di un canone ridotto (solamente) per il primo anno e dal secondo anno in poi un canone a regime?

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Gentile Tommaso, solitamente il regime di cedolare secca non permette questo tipo di scalettatura.. ma siamo in attesa della circolare dell'agenzia delle entrate che possa chiarire definitivamente questi dubbi.

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Buongiorno Isabella. Gentilissima come al solito. Grazie per la risposta.

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Buonasera,

vorrei sapere se facciamo un contratto ad uso transitorio per 12 mesi, avrò lo sconto del 25% su IMU?

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Gentile Fede, lo sconto Imu riguarda i contratti a canone concordato, quindi anche i transitori.

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Ciao Isabella,

Grazie per avermi risposta.

Un'altra domanda..... "Per il locatore, trascurare di specificare l’esigenza di transitorietà durante la stipula del contratto può trasformare automaticamente il contratto transitorio in un contratto ordinario di quattro anni, rinnovabili per altri quattro anni. Questa possibilità si verifica se l’inquilino decide di non liberare l’appartamento alla scadenza del contratto transitorio."

Questo vuol dire che se viene specificato il motivo, il contratto ha la scadenza a termine ovvero quella data scritta sul contratto od a prescindere da questo l'inquilino può sempre decidere di rimanere??

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Gentile Fede, se la motivazione è specificata il contratto si considera chiuso a scadenza; se l'inquilino rimanesse oltre il proprietario potrebbe procedere con lo sfratto per fine locazione.

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Buongiorno Isabella, approfitto delle sue competenze per porgerLe un quesito in merito alla mia affittuaria che deve rinnovare il suo permesso di soggiorno ma, nel modulo è presente di dichiarare il n. della richiesta di abitabilita dell'appartamento, faccio presente di non avere mai fatto modifiche tali da richiedere un aggiornamento della situazione catastale.L'appartamento è degli anni '60.Non so proprio come muovermi, attendo fiduciosa un suo riscontro.Mille grazie Loredana.

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Gentile Loredana, va bene anche se il documento è datato e quindi si riferisce ad una abitabilità concessa anni fa. Oppure può provare a chiedere al catasto a quale documento fare riferimento.

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Salve,
avrei bisogno di un consulto per definire la questione affitto prima casa e cambio di residenza. Premesso che l'acquisto del mio immobile risale a dicembre 2014 (nella città di Como), con immediata richiesta di residenza nello stesso immobile (rispettando quindi il termine dei 18 mesi sancito dall'ADE per usufruire delle agevolazioni prima casa), posso iniziare ad affittare il mio immobile a partire da aprile 2019 e spostare la residenza fuori dal comune di Como senza dover pagare la differenza all'ADE per il bonus prima casa?Oppure, dato che comunque mancherebbero pochi mesi per il compimento dei fatidici 5 anni, ho l'obbligo di mantenere la residenza nel comune di Como?
Aggiungo che la casa è stata acquistata con mutuo (ancora in corso) e per ragioni di lavoro dovrei spostarmi in Umbria entro il mese di giugno 2019.
grazie anticipatamente

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Buongiorno antonio, secondo la maggior parte delle interpretazioni in materia il periodo trascorso è sufficiente, quindi potrebbe ora spostare la sua residenza senza dover restituire parte del bonus. Per maggiore sicurezza potrebbe chiedere anche direttamente il parere dell'agenzia delle entrate competente.

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Grazie infinite per la tempestiva risposta. Seguirò il suo consiglio e proverò ad avere ulteriori informazioni dall'ADE.

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Buongiorno, spero riuscirete a risolvere il mio dubbio.
Sono uno studente universitario e a marzo prenderò in affitto per 12 mesi una stanza con regolare contratto di locazione in un appartamento di cinque stanze totali. Sul contratto ci sarà solo il mio nome e cognome, gli altri ragazzi presenti in casa hanno ognuno di loro un contratto singolo...
Sul contratto inoltre ci sarà scritto che a mio carico ci saranno le spese relative al condominio, luce, acqua, gas e TARI. Il mio dubbio è proprio relativo alla TARI: uno degli studenti presente in quella casa da parecchi anni mi ha detto che nessuno di loro ha mai pagato la TARI e che a loro negli anni non è arrivata nessuna raccomandata o comunicazione che li informasse di doverla pagare...
Siccome io non voglio problemi e voglio evitare eventuali problemi futuri, cosa devo fare per tutelare me stesso? Devo andare al comune con il contratto registrato dichiarando loro di aver preso in affitto una camera? Mi arriverà poi il bollettino con l'importo della TARI relativo solo alla mia camera, giusto?
Non vorrei trovarmi in una situazione spiacevole per colpa degli altri...
Spero riuscirete ad aiutarmi, grazie mille in anticipo per la vostra disponibilità

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Buongiorno Alessandro, direi che ha già le idee chiare e anche giuste. Dovrà presentare lei una dichiarazione all'ufficio tributi. Magari verifichi bene il regolamento comunale in materia, nel caso in cui si escludesse, ad esempio, l'applicazione del tributo per contratti fino a 12 mesi.

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Isabella tulipano grazie per la risposta! Ma se io vado all'ufficio tributi e gli altri coinquilini invece continuano a fare finta di niente, manderanno a me tutta la TARI dell'immobile? Oppure mi manderanno solo la parte relativa alla mia camera? Sai non vorrei ritrovarmi a pagare 700/800 euro di TARI per colpa degli altri piuttosto che 150 euro circa...scusami per tutte queste domande ma non mi sono mai trovato in una situazione simile...

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Nella dichiarazione lei dovrebbe indicare i mq di sua competenza e comunque specificare che in quell'immobile ci sono più persone. Quindi dovrebbe andarci ma coinvolgendo anche gli altri.

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Buongiorno,

sono una studentessa ed ho stipulato un contratto di locazione per una stanza in un appartamento di tre stanze totali. Il contratto prevede un canone di locazione di X Euro + spese forfetarie di x euro. Tuttavia il contratto psecifica:

"Le parti applicano la Tabella oneri accessori, allegata al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ex. art. 4, c. 2, L. 431/98. Pertanto, gravano sul conduttore le spese forfettarie di Xmensili, da corrispondersi contestualmente al canone, a copertura esclusivamente delle spese condominiali ordinarie, riscaldamento autonomo e delle spese per le utenze di acqua e dell’utenza telefonica e internet.
Le parti concordano che le utenze di luce, gas, telefono/internet rimarranno intestate al locatore e sono comprese nel canone di locazione.
Sono a carico dei conduttori gli interventi di ordinaria manutenzione, le spese di riparazione dei danni prodotti da colpa, negligenza o cattivo uso dei locali, degli impianti e del mobilio esistente, oltre a quanto dovuto per legge, uso e consuetudine".


Ora a me sembra che ci sia qualcosa di incongruente in quello che c'è scritto. Prima mi dice che si applica la tabella oneri accessori. Però poi le parti derogano a questa tabella specificando che oltre al canone viene corrisposta una cifra forfettaria per condominio, acqua, riscaldamento autonomo. Poi specifica che luce e gas sono comprese nel canone di locazione. E poi si torna a far riferimento alla tabella degli oneri accessori per quanto concerne ordinaria manutenzione, danni e anche la manutenzione degli impianti.
Nel contratto non è menzionato alcun conguanglio delle spese a fine anno o ogni sei mesi ocme accae in alcuni casi: così il locatore, come affermato anhce da alcune sentenze, non ha obblico di dare resoconto al conduttore delle spese effettuate, nè chiedere ulteriori soldi se ha speso più del pattuito, così come il conduttore non può chiedere il rimborso se le spese non sono state fatte.
Il punto però è che se deroghiamo alla tabela degli oneri accessori e il nei soldi forfettari pago anche il riscaldamento, perché poi afferma che spetterebbe a me la manutenzione degli impinati? Quidni revisione caldaia, fumi ecc.?

Mi verrebbe da pensare che se negli X euro pattuiti ricomprendi anche l'acqua e ad es, si rompe il rubinetto, quella a mio avviso non dovrebbe rientrare nella normale manutenzione perchè io do al locatore un corrispettivo affinché mi sia "fornita" l'acqua e se si rompe il rubinetto in qualche modo la fornitura viene meno. E così per la caldaia.
Non so se sono riuscita a spiegare quale sia il mio punto di perplessità.
Ora la proprietaria mi ha detto che bisogna fare il controllo della caldaia, ma a me non sembra giusto che spetti a noi coinquilini pagare questo intervento anche perché alcuni controlli hanno cadenza biennale e io in particolare abito in questa casa da tre mesi.

Grazie per aver letto fin qui il mio sproloquio, spero di essere stata chiara.

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Buongiorno Lucia, credo che la "confusione" risieda tra ciò che si comprende come spese forfettarie e il riferimento alla tabella.
Nelle spese forfettarie, infatti, sono compresi i consumi, quindi le sole bollette; mentre le tabelle regolano le normali spese di amministrazioni, annuali, distinguendole tra ordinarie e straordinarie. Le ordinarie, come la pulizia della caldaia, sono a carico dell'inquilino. Il vero quesito è che in effetti di solito si entra nell'immobile verificando lo stato degli impianti e quindi specificando se la pulizia è stata fatta o meno. Ora, chiarito questo punto io direi che potrebbe pagare, ricordandosi quando dovrà andar via di calcolare eventualmente quando fare l'ultima pulizia.

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Salve
ho necessità di un chiarimento.
Sono in affitto ormai da 5 anni in una casa in cui ho anche la residenza (sempre da 5 anni). Il proprietario cesserà in anticipo a fine gennaio 2019 il contratto attuale (un 3+2 in scadenza il 30 giugno 2019) perché ha venduto la casa ad altra persona che subentrerà come mio nuovo proprietario.
Il contratto che il nuovo proprietario intende stipulare è di natura transitoria dal 1 marzo 2019 a febbraio 202. tuttavia pur avendo scritto nel contratto che io per esigenze di lavoro giustifico la transitorietà secondo la legge vigente, di fatto sono residente in questa casa da ben 5 anni (da quando ci sono venuta in affitto) e ho il lavoro nella stessa provincia della residenza.
A me sembra che questo contratto non vada bene. Che rischi legali ci sono per me se lo dovessi firmare? è solo un problema del proprietario o rischio legalmente anche io?
La documentazione del lavoro da allegare (che è motivo dichiarato nel contratto) è obbligatoria? se manca che rischi ci sono per me?
Il proprietario ha messo che il conduttore (cioè io) ha motivi di lavoro per starci un anno ma di fatto non è così. Io ho solo esigenze di continuare a starci. ma non per motivi di lavoro che ho ormai da 5 anni nella provincia in cui ho residenza.
Ci sono motivi del locatore che si possono utilizzare per giustificare la transitorietà (tipo avviare lavori di ristrutturazione ecc...?)
Grazie dell'aiuto. sono preoccupata delle conseguenze legali se mandassi avanti questo contratto. Il nuovo proprietario non mi farebbe un regolare contratto (3+2 o 4+4) per cui se non ci fosse soluzione dovrei andare via a giugno 2019 invece che a febbraio 2020 come da transitorio. Grazie

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Buongiorno Mirella, come dice il suo contratto scadrebbe a giugno regolarmente, ma se ha bisogno di rimanere qualche mese in più potrebbe accettare un transitorio. Legalmente non rischia nulla, di solito le false motivazioni vengono contestate dall'inquilino e impugnate in modo da trasformare il contratto transitorio in un classico contratto 4 + 4. Se volete fare le cose in regola, in ogni caso, potreste trovare una motivazione legata la proprietario che avendo comprato casa riuscirebbe a trasferirsi solo tra un anno e non subito.

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Buongiorno,

Volevamo un informazione. abbiamo stipulato un contatto di affitto 4+4 e vogliamo dare la disdetta anticipato.
ma c'e una clausola che dice:

"RECESSO ANTICIPATO. la parte conduttrice ha la facoltà di recedere anticipatamente dal contratto con preavviso di almeno di sei mesi, da recapitarsi a mezzo raccomandata a/r.
Le parti convengono fin da ora di comune accordo, che in tal caso saranno comunque dovute le mensilità alla parte locatrice fino alla 36° rata ovvero fino alla scadenza del terzo anno."


come dobbiamo comportarci? siamo veramente obbligati di pagare ancora un anno di affitto anche se veniamo via?
sinceramente e la prima volta che vedo qualcosa simile

Grazie mille


Shawn

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Buongiorno Shawn, in realtà tale obbligo non ha un fondamento legale; quindi se avete gravi motivi per cui dare disdetta e rispettando modalità e tempistiche di disdetta, non avete altro da pagare.

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Buongiorno Isabella, grazie per la risposta. Immaginavo che non era "legale". Ora mandiamo la disdetta.

Grazie mille e buon lavoro

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Buongiorno, vorrei una delucidazione per quanto riguarda la disdetta per l'affitto.
Ho inviato preavviso di 6 mesi, come previsto da contratto. Inviata raccomandata giorno 14 dicembre, ricevuta il 19 dicembre 2018.
Erroneamente ho indicato come data per lasciare l'abitazione 1 giugno pensando si contasse, come mese di preavviso anche il mese in cui si invia raccomandata quindi dicembre e quindi disdetta al 31 maggio. I proprietari mi hanno detto che non è così e che si conta dal mese successivo quindi gennaio con disdetta al 30 giugno e dicono che non devo inviare raccomandata corretta, che tanto per legge si contano 6 mesi dalla disdetta quindi non occorre, è davvero così o devo fare qualcosa?
Pago canone ogni 10 del mese riferito al mese corrente di riferimento. Quindi i 6 mesi sono da contarsi così presumo:
Gennaio pagamento 10 del mese
Febbraio pagamento 10 del mese
Marzo pagamento 10 del mese
Aprile pagamento 10 del mese
Maggio pagamento 10 del mese
Giugno pagamento 10 del mese.

Il dubbio è questo: il mese di giugno (i proprietari affermano) va pagato per intero? Non vale la data di ricezione della raccomandata? Quindi non devo pagare il mese frazionato fino al 19 giugno per un totale di 19 giorni?
Grazie. Buon lavoro.

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Gentile Monica, è vero quanto lei sostiene: i sei mesi vanno conteggiati dalla data di ricezione della disdetta; quindi dovrà occupare e pagare fino al 18 giugno.

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Grazie mille per la celere risposta! Per quanto riguarda invece l'errore di data nella lettera di disdetta? Devo rifare una raccomandata con la correzione? E come? O va bene lasciare tutto così? Grazie ancora! Buona giornata.

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Gentile Monica, se alla fine rispettate la scadenza prevista per legge, non è necessario reinviare la disdetta.

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Buongiorno, ho stipulato un contratto con cedolare secca transitorio per tre mesi ad uno studente che ha lavorato per un azienda qui a Bologna, ora, lo stesso mi ha detto che l'universita' gli ha dato altri 3 mesi di lavoro da fare sempre nella stessa azienda posso allungare il contratto esistente ??? grazie claudia

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Gentile Claudia, diciamo che quello lavorativo è uno dei pochi motivi ammessi per rinnovare un contratto transitorio allo stesso inquilino.

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