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Affitti a studenti fuori sede, estesa la platea per le detrazioni 2018.

by Chiara Bianchi
on Gennaio 17, 2018
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Bonus Irpef canoni di affitto per studenti fuori sede

Nuove condizioni per usufruire della detrazione per gli affitti a studenti fuori sede.

Gli studenti universitari fuori sede cominciano l’anno con una bella novità. La Legge di Bilancio per il 2018 ha infatti modificato le condizioni per ottenere la detrazione del 19% per i canoni dell’appartamento preso in affitto per motivo di studio.  

La misura non modifica l’ammontare dell’agevolazione, che quindi resta fissa al 19%, bensì la platea di quanti possono richiederla. In sostanza gli studenti fuori sede possono usufruire della detrazione per le spese sostenute per l’affitto dell’appartamento anche nel caso in cui l’Università:

- sia ubicata in un comune appartenente alla stessa provincia di residenza, purché i due comuni siano distanti almeno 100 km;
- sia ubicata in un comune di residenza distante almeno 50 km se gli studenti sono residenti in zone montane o disagiate.

Le agevolazioni Irpef così strutturate sono concesse per i periodi d'imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018, quindi le spese si possono scaricare nelle dichiarazioni dei redditi da presentare nel 2018 e nel 2019, con un tetto di spesa pari a 2.633 euro l'anno che, a conti fatti, corrisponde a un rimborso massimo di 500 euro. Il testo della Legge non specifica tuttavia quali siano i comuni considerati “disagiati”; restiamo pertanto in attesa di maggiori indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il conseguimento dell’agevolazione si gioca tutta sulla distanza dell’università dal comune di residenza dello studente. Per calcolare le distanze le Entrate chiariscono che occorre fare riferimento al percorso più breve che intercorre tra, appunto, il comune di residenza e quello in cui ha sede l’ateneo, rispetto a una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti (che potrebbe essere stradale ma anche ferroviaria). Lo studente acquisisce il diritto alla detrazione se almeno uno dei percorsi risulta pari o superiore alla distanza indicata di 100 km (50 km per chi vive in zone montane o disagiate, secondo le ultime novità normative). 

Detrazione a studenti fuori sede: la normativa prima del 2018.

 

La normativa in vigore, modificata dalla legge di Bilancio con l'art. 15, comma 1, lett. i-sexies, del Tuir, prevede la detrazione, nella misura del 19% ed entro un limite massimo di euro 2.633,00 per le spese sostenute da studenti universitari iscritti a corsi di laurea presso una Università situata in un comune distante almeno 100 km da quello di residenza e in provincia diversa. Il contratto deve essere naturalmente registrato e stipulato ai sensi della legge 431/1998. Non è quindi obbligatorio, per usufruire della detrazione del 19%, la stipula del solo contratto concordato a studenti fuori sede, ma sono oggetto dello sconto Irpef anche il contratto libero o il transitorio, nonchè, come specificato dalla legge, il contratto di ospitalità o quello stipulato con collegi universitari o Onlus e cooperative; resta invece escluso dallo sconto il contratto di sublocazione.

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Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


Commenti (6)

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Buongiorno,
sono proprietario di una casa nei pressi di un'università.
Questa casa è strutturata come palazzina: piano ingresso, piano giorno, piano notte con 3 camere grandi.
Pensavo di utilizzare anche parte del piano giorno per creare ulteriori stanze e mantenere una piccola zona comune (cucina e salottino).

Questa idea nasce dal presupposto che questa casa è troppo grande per la mia famiglia ed ormai mancano meno di 10 anni per finire di pagarla, da qui l'idea di farla diventare una sorta di "casa dello studente": composta come dicevo da posti letto, due o 3 per stanza per un totale di 10/15, e parte comune.
La casa presenta anche un'ulteriore piano interrato, che però non affitterei ma utilizzerei per altre attività.

E' possibile fare quanto detto sopra? Da chi bisogna informarsi per capire la fattibilità del progetto, il numero massimo di possibili inquilini e quant'altro? Crede che possa essere una buona possibilità di guadagno, in quando forse diventerebbe una vera e propria attività? Grazie mille per le delucidazioni.

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Gentile Giacomo, dipende molto da come vuole mettere in affitto questi spazi: se con singoli contratti non dovrebbe aver bisogno di particolari autorizzazioni; se in forma imprenditoriale, invece, deve verificare autorizzazione e modalità fiscali. Potrebbe chiedere info all'ufficio tecnico del comune.

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La ringrazio Isabella, gentilissima.
Mi potrebbe spiegare la differenza tra le due?
Con singoli contratti sarebbe troppo oneroso?

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Con singoli contratti si tratta di stipulare ogni volta un contratto di affitto, da registrare presso l'agenzia delle entrate; un contratto per porzione di immobile che rientra nella normativa della locazione; nel secondo caso potrebbe aprire un'attività di affittacamere, più simile, come oneri, ad un bed and breakfast o struttura alberghiera.

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ho un A10 carino e ben arredato che vorrei dare in affitto a studenti fuori sede che lo userebbero per alcuni giorni alla settimana per frequentare i loro corsi. Posso fare contratto regolare di A10 per 20 giorni o per 4 o 6 o 9 mesi? Grazie

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Buongiorno Lucia, come A10 la sua destinazione è di uso ufficio, quindi per concederlo come alloggio deve prima procedere con il cambio di destinazione d'uso.

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