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Affitti, niente tasse dopo la risoluzione di diritto del contratto.

by Chiara Bianchi
on Febbraio 05, 2015
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Se il contratto di affitto è risolto, non bisogna più pagare le imposte sui redditi, e spetta all'Agenzia delle Entrate indicare con precisione le unità immobiliari e il periodo di accertamento nel caso di contestazione del mancato pagamento delle tasse dovute dalla locazione di più immobili. E' quanto si ricava da due pronunce della Commissione tributaria provinciale di Forlì emesse lo scorso anno: non si tratta di novità in materia di locazione, ma di chiarimenti che è importante conoscere. Vediamoli insieme.


casa tasse gtres a00317079 005 3La puntualizzazione arriva dalle pronunce della Commissione tributaria di Forlì 125/1/2014 e 611/2/2014 emesse rispettivamente il 3 marzo e il 15 dicembre dello scorso anno: non si può chiedere al contribuente di versare le imposte sul reddito su un canone di locazione relativo ad un contratto risolto di diritto e quindi non più esistente in base a una clausola risolutiva espressa, secondo quanto stabilito dalla decisione della Corte di Cassazione n. 651/2012 dove si parla della "debenza del tributo sui canoni pattuiti, indipendentemente dall'effettiva percezione, finché il contratto è in vita". La sentenza si riferisce in particolare alla locazione commerciale, così come di locazione commerciale si parla nei due casi di pronuncia sopra citati.

 
Secondo i giudici tributari di Forlì, l'ufficio dell'AdE che contesta il mancato pagamento delle imposte sui redditi derivati dai canoni di affitti percepiti dal contribuente deve inoltre indicare con precisione le unità immobiliari e i periodi dell'accertamento. Le motivazioni delle pronunce si rifanno alla sentenza 26 luglio 2000, n. 362 della Corte Costituzionale che stabilisce come i redditi fondiari concorrano a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili per il periodo d'imposta in cui si è verificato il possesso e che il riferimento al canone di locazione opera fino a quando risulta in corso un contratto di locazione e quindi fino a quando è dovuto un canone in senso tecnico; nel momento in cui si verifica una qualsiasi causa di risoluzione del rapporto contrattuale, il riferimento al reddito locativo non è più praticabile e torna in vigore la regola generale.


Tale impostazione è estesa anche per le locazioni non abitative, dal momento che per i giudici tributari non sussiste alcuna motivazione per diversificare il trattamento delle due diverse ipotesi d'uso.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


Commenti (4)

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Grazie mille per la risposta.
Con lo sfratto devo ottenere che il giudice dichiari la risoluzione del contratto? Oppure basta l'ordinanza di convalida dello sfratto?
Anche se devo dire che se c'è l'ordinanza dello sfratto, allora il contratto è sicuramente risolto visto che è stata accertata l'inadempienza contrattuale.

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con la convalida di sfratto ottiene la risoluzione del contratto e quindi potrà poi far liberare l'immobile.

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Una domanda tecnica:
se il conduttore commerciale non paga l'affitto, cosa devo concretamente fare? Mandare una raccomandata dove comunico la risoluzione del contratto e fare la cancellazione del contratto all'agenzia delle entrate? E solo dopo faccio lo sfratto?

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Gentile in realtà dovrebbe inviare sollecito di pagamento e chiedere la risoluzione di diritto di contratto, ma per ottenerla di fatto deve avviare subito anche la causa di sfratto.

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