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Casa, dal 2020 cambia la tassa sui rifiuti: arriva la Tari 2.

by Chiara Bianchi
on Ottobre 03, 2019
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Nuova tassa sui rifiuti in arrivo.

Nuova tassa sui rifiuti in arrivo a partire dal 2020.

Novità in arrivo per la tassa sui rifiuti: a partire dal 2020 cambia il metodo tariffario della Tari, e non solo. Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, sta predisponendo i criteri cui i Comuni dovranno adeguarsi al fine della riscossione dell’imposta nel biennio 2020-2021. Ecco come cambia la tassa.

 


Il nuovo metodo tariffario sarà nazionale e non più predeterminato dai Comuni, come avviene ora. Arera, l’ente responsabile del progetto, metterà a punto entro la fine di ottobre 2019 i criteri cui le amministrazioni comunali dovranno adeguarsi nell’emettere i provvedimenti relativi alla Tari 2 per i propri contribuenti, e nel definire i piani finanziari locali.

Obiettivo dell’operazione: un tariffario basato su principi uniformi, orientati alla trasparenza per evitare le attuali disomogeneità a livello territoriale.

La nuova tassa coprirà meno servizi. Nella Tari 2 sono compresi solo quelli di spazzamento e lavaggio stradale, raccolta e trasporto, trattamento, recupero e smaltimento, riscossione e rapporto con i contribuenti. Rimangono fuori, quindi, servizi quali la derattizzazione, la raccolta e lo smaltimento dell’amianto, la gestione del verde pubblico, la manutenzione delle fontane, la disinfestazione delle zanzare e lo spazzamento della neve.

Le tariffe individuate non potranno essere aumentate se non in caso di aggiunta di servizi o di interventi gestionali migliorativi dei processi di raccolta e smaltimento. Saranno premiati, tuttavia, quei comuni che si dimostreranno in grado di gestire integralmente il ciclo dei rifiuti nella propria area di competenza. Per i comuni più piccoli, fino a 5 mila abitanti, le nuove normative saranno introdotte in maniera più graduale, e avranno un anno in più di tempo per adeguarsi al nuovo sistema tariffario, a partire quindi dal 2021.

Per ottemperare all’obiettivo di trasparenza, nelle bollette verranno esplicitate tutte le informazioni utili per il calcolo degli importi addebitati. I comuni dovranno inoltre predisporre e pubblicare sul loro sito internet la descrizione dei servizi nella Carta di Qualità, attraverso cui i cittadini verranno preventivamente informati di qualsiasi cambiamento di rilievo nelle condizioni di fornitura dei servizi.  

Se la casa è in affitto, chi paga la tassa sui rifiuti?

 

Nel caso di un'abitazione concessa in affitto, chi paga la Tari: il proprietario o l’inquilino che vi abita?

Secondo gli artt. 642 e successivi della Legge di Stabilità 2014, che ha introdotto l’Imposta Unica Comunale suddividendo le tasse sulla casa in Imu (tassa sulla proprietà), Tasi (servizi indivisibili) e Tari (tassa sui rifiuti), è soggetto passivo Tari chiunque detenga o possieda un immobile atto a produrre rifiuti solidi urbani. In particolare per l’affitto bisogna fare riferimento alla durata della locazione:

-    contratti di durata inferiore ai 6 mesi: la Tari deve essere pagata dal proprietario di casa. Inquilino e proprietario possono però mettersi d’accordo sull’addebito forfettario della quota al conduttore nel canone di locazione;
-    contratti di locazione oltre i 6 mesi: l’obbligo di pagare la Tari è sempre a carico dell’inquilino.

In sostanza, dunque, la Tari deve essere pagata dall’inquilino della casa concessa in affitto, tranne nel caso di contratti che hanno per oggetto un utilizzo temporaneo dell’abitazione.

 

Nel 2020 cambiano anche Imu e Tasi?

 

Molto probabilmente nel 2020 verrà modificata l’intera tassazione sulla casa. Secondo le ultime indiscrezioni, a partire dal prossimo anno Imu e Tasi, attualmente distinte, saranno unificate e convergeranno nella nuova Imu. Il provvedimento potrebbe trovare spazio già nella prossima manovra di Bilancio, dal momento che l’operazione non dovrebbe risultare troppo complicata, condividendo Imu e Tasi la stessa base imponibile. Il sicuro vantaggio è la semplificazione degli adempimenti, sia lato contribuenti che per i Comuni.    

Secondo la proposta di legge avanzata in tempi non sospetti la nuova imposta manterrebbe le stesse aliquote, a garanzia del fatto che la tassa non subirà aumenti. Gli immobili verrebbero inoltre separati in due sole categorie: residenziale, che comprende prime e seconde case, immobili concessi in affitto o in comodato d’uso, immobili non utilizzati, e non residenziale (immobili industriali, commerciali, laboratori, capannoni ecc.).

Noi di Blogaffitto.it continueremo a seguire gli sviluppi della proposta e non mancheremo di aggiornarvi puntualmente.
   

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Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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