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Casa, come funziona la ripartizione della Tasi tra proprietari e inquilini?

by Chiara Bianchi
on Giugno 06, 2014
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Mancano dieci giorni alla prima scadenza per il pagamento degli acconti Imu e Tasi prevista per il 16 giugno, almeno per alcuni Comuni, e il Dipartimento delle Finanze chiarisce alcuni dubbi dei contribuenti sulla corretta applicazione del calcolo per i tributi. Ecco cosa prevede la normativa nei casi di suddivisione dell'imposta tra proprietari e inquilini in affitto.


Screen-Shot-2014-04-06-at-7.15.56-PMCome si ripartisce la Tasi nel caso in cui l'immobile sia affittato? Se il Comune nella delibera non ha indicato la percentuale per la suddivisione dell'imposta tra proprietario e inquilino, come si deve pagare? E ancora, in caso di mancato versamento della propria quota della tassa sui servizi indivisibili da parte dell'inquilino, il proprietario è responsabile del mancato pagamento? A queste e altre domande hanno cercato di dare risposta le Faq pubblicate dal Dipartimento delle Finanze a proposito di Imu e Tasi. Ecco cosa prevede la normativa se la casa è affittata.

 

  • Ripartizione della Tasi per immobili in affitto: il comma 681 dell'art. 1 della Legge di Stabilità 2014 prevede che il proprietario e l'inquilino siano titolari di un'autonoma obbligazione tributaria; in particolare l'inquilino dovrà corrispondere la Tasi nella misura compresa tra il 10 e il 30% dell'ammontare complessivo dell'imposta, in base a una percentuale stabilita da delibera comunale, calcolata applicando l'aliquota determinata dal Comune. La restante parte dell'imposta sarà versata dal proprietario. Rimane facoltà dell'amministrazione comunale prevedere particolari detrazioni a favore dell'inquilino, che verranno dichiarate ancora una volta nella delibera sulla Tasi. Ecco come fare i calcoli.
  • Se il Comune non indica la percentuale: nel caso in cui il Comune, nella delibera, non abbia indicato la percentuale per la ripartizione della Tasi tra proprietario e inquilino, quest'ultimo deve versare l'imposta nella misura minima del 10%, in quanto si ritiene che una diversa percentuale di imposizione a carico dell'occupante dell'immobile debba essere espressamente deliberata dal Comune stesso.
  • Il proprietario non risponde per l'inquilino: se l'inquilino non paga la propria parte di Tasi, il proprietario non è responsabile del mancato versamento. Infatti il comma 671 dell'art. 1 della Legge di Stabilità 2014 introduce la responsabilità solidale solo tra due comproprietari o tra due inquilini, e non tra proprietari e inquilini, che rimangono titolari di un'autonoma obbligazione tributaria.
  • Abitazione parzialmente affittata: a una prima lettura sembra che in caso di abitazione principale parzialmente locata, ad esempio se viene affittata una sola camera, l'imposta complessiva debba essere determinata con riferimento alle condizioni del proprietario e successivamente ripartita tra quest'ultimo e l'inquilino sulla base delle percentuali stabilite dal Comune, andando ad applicare l'aliquota prevista per l'abitazione principale e non quella sulle seconde case. Ma scorrendo le Faq si legge anche che "in tutte le ipotesi in cui si può parlare di abitazione principale, l'obbligo di versamento Tasi ricade interamente sul proprietario e non sull'occupante". Rimane così il dubbio sull'interpretazione nell'ipotesi di un'abitazione parzialmente affittata, anche se ci sembra preferibile la seconda spiegazione, dal momento che l'aliquota Tasi per la prima abitazione è generalmente più alta rispetto a quella per le seconde case (che deve tenere conto anche dell'Imu), quindi l'eventuale inquilino che abbia affittato una sola camera andrebbe a pagare una cifra più alta. Senza contare che sborserebbe la quota per un intero immobile, e non per la sola porzione effettivamente affittata.  
Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


Commenti (10)

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Ciao, risiedo in una casa il cui contratto di locazione è intestato a mia nonna, residente presso una RSA. La Tasi deve essere corrisposta da lei o da me?
Grazie

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Buonasera Arianna la tassa andrebbe versata da sua nonna, titolare del contratto.

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Ho una casa, in cui non risiedo, ho affittato 2 stanze, come devo calcolare la TASI? grazie

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Gentile Rosamaria se l' uso prevalente è quindi quello di seconda casa affittata deve calcolare la tasi con la relativa aliquota e dividere.tra gli inquilini la cifra a carico se prevista nella delibera.

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Sono in affitto ma non ho qui la residenza. Avendo qui solo il domicilio devo pagare? non mi è arrivato nessun f24 precompilato e nemmeno al proprietario.
Grazie!!!!

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Gentile Nicolò,
se sei l'intestatario del contratto di locazione sei comunque tenuto a pagare la parte di Tasi stabilita dal tuo Comune per gli inquilini. Dal momento che non ti è arrivato alcun bollettino precompilato, puoi rivolgerti direttamente al Comune per chiarire quanto devi corrispondere.
Saluti!

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Gent.ma,
da qualche parte si è stabilito qualcosa in caso di sublocazione?
Ovvero: il proprietario paga il 90% della TASI, il 1' locatario (che non ha il possesso, perchè ha riaffittato) zero e il sublocatario (che risiede effettivamente nell'immobile) paga il 10? E' corretto?
Grazie e complimenti per il blog

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Gentile Danilo in realtà si fa riferimento all'inquilino; questo ptorebbe decidere di chiedere la quota al subconduttore, ma credo che ne sia direttamente responsabile.

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Grazie Chiara!
Proprio oggi mi chiedevo questa cosa e dopo aver letto il tuo articolo, ho cercato info sul mio comune di residenza. Per me una buona notizia, non la devo pagare.
Al prossimo approfondimento!

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Cara Giovanna,
grazie a te che ci leggi con così tanta attenzione!
Non mancheremo di aggiornarvi sulle prossime novità del mondo immobiliare.
Continua a seguirci!

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