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Cedolare secca, si può applicare anche quando l’inquilino è una Srl.

by Chiara Bianchi
on Giugno 01, 2015
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Le normative legate alla fiscalità immobiliare non sempre sono di facile interpretazione, e anche per gli addetti ai lavori a volte può essere utile ribadire le prassi più corrette da seguire. Come nel caso della recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Milano, che ha confermato l'ammissione della cedolare secca anche nel caso l'inquilino non sia una persona fisica ma una Srl, in barba all'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate.

Cedolare secca srlSuccede che, nonostante esista una normativa specifica come il Dlgs 23/2011 che ha istituito la cedolare secca, spesso le mille pieghe della fiscalità immobiliare abbiano necessità di ulteriori chiarimenti e, per questo, un contribuente si ritrovi a fare ricorso per annullare l'atto impositivo di pagamento impugnato dall'ufficio delle Entrate competente. Ciò che viene fuori da questa storia è il chiarimento definitivo contenuto nella sentenza 3529/25/15 della Commissione tributaria provinciale di Milano in merito alla legittimità dell'utilizzo della cedolare secca nel caso in cui l'inquilino non sia un persona fisica, bensì una società a responsabilità limitata.

Il caso si è proposto quando una contribuente, locatrice di un immobile a destinazione abitativa affittato a una Srl, si è vista recapitare un avviso di liquidazione con ingiunzione di pagamento dell'imposta di registro annuale sul contratto di locazione, maggiorata di sanzioni e interessi. Ora, avendo la contribuente usufruito della cedolare secca, ha ritenuto l'onere dell'imposta di registro assorbito dall'opzione, come previsto dall'art.3 del Dlgs 23/2011. Ma la contestazione, nel caso specifico, riguardava il fatto che il conduttore fosse una Srl e non una persona fisica, in contrasto quindi con l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate data nella Circolare 26/E/2011, dove si legge che il regime fiscale alternativo non è applicabile a quei contratti di locazione "conclusi con conduttori che agiscono nell'esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell'immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti".

La sentenza dei giudici milanesi a conclusione della controversia, accogliendo il ricorso della contribuente, ribalta l'interpretazione dell'AdE classificandola come parere non vincolante dal momento che non trova fondamento nel Dlgs 23/2011, dove si parla dell'obbligatorietà della persona fisica solo in riferimento al locatore. I requisiti fondamentali ai fini della validità dell'opzione restano dunque quelli esplicitati nell'articolo 3 del Decreto: ossia che il locatore (non il conduttore!) sia una persona fisica e che la locazione abbia finalità abitativa. Ricordiamo che di recente è stata espressa una sentenza simile dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia in relazione al ricorso della cedolare secca nei contratti di affitto a uso foresteria.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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