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Certificazione energetica, quali difficoltà per chi va in affitto?

by Chiara Bianchi
on Ottobre 07, 2013
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Gli italiani votano no: secondo un recente sondaggio di Blogaffitto, chi sceglie di andare in affitto non sente l'esigenza di conoscere lo stato energetico dell'immobile, e tantomeno di vedersi rilasciare l'Attestato di Prestazione Energetica. Eppure, per lo Stato, la mancanza di tale documento può comportare addirittura la nullità del contratto.


Certificazione Se per chi compra un'abitazione conoscere lo stato energetico dell'immobile risulta indispensabile, per chi va in affitto, magari solo per poco tempo, l'obbligo dell'attestato risulta più che altro un'inutile e ulteriore procedura burocratica: questo il risultato di un sondaggio condotto da Blogaffitto subito dopo l'approvazione della L. 90/2013, che converte in legge il DL 63/2013. Il 60% degli utenti votanti ha dichiarato di preferire un risparmio sul canone che sulla bolletta energetica, mentre solo per il 7% la classe energetica dell'edifico risulta una discriminante fondamentale per la scelta dell'appartamento da affittare.


Eppure, secondo la normativa vigente, è obbligatorio allegare il documento non solo per vendere, ma anche per affittare un immobile e i contratti che ne risultano privi rischiano addirittura di essere dichiarati nulli. Dunque la riforma della certificazione energetica è partita ormai da quattro mesi, ma ancora sull'APE, l'Attestato di Prestazione Energetica, pendono molti dubbi e incertezze. Sul mercato degli affitti le problematiche si riscontrano maggiormente in alcune regioni piuttosto che in altre, come rileva Isabella Tulipano, Responsabile Marketing e Comunicazione di Solo Affitti, intervistata da Casa24: "I proprietari ne stanno prendendo atto, e con in media 150 euro si fanno produrre un attestato. Ma sul territorio raccogliamo problematiche diverse: Milano, grazie alla legge lombarda, era più pronta; a Roma la riforma ha creato abbastanza squilibrio. Al momento della registrazione alcuni uffici delle Entrate controllano che ci sia l'allegato; ad altri basta una clausola interna al contratto di presa visione da parte dell'inquilino".


I giochi sono ancora aperti: il Decreto del Fare bis, la cui bozza è pronta da tempo e aspetta di compiere l'iter burocratico, contiene una modifica al DL 63/2013 che prevede la sostituzione di una multa amministrativa al posto della nullità, ma restiamo in attesa anche dei nuovi decreti che dovranno stabilire le procedure di calcolo per l'APE, attualmente rimpiazzate dai vecchi calcoli per l'ACE. Work in progress.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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