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Dallo Sblocca-Italia incentivi Imu se il proprietario affitta a canone ridotto.

by Chiara Bianchi
on Novembre 04, 2014
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Il decreto Sblocca-Italia introduce nuove indicazioni per agevolazioni fiscali riguardanti l'Imu: il proprietario che abbassa il canone di affitto in accordo con l'inquilino, se in regime di cedolare secca, potrebbe vedersi ridotta l'aliquota dell'Imposta Municipale Unica dal Comune.
iStock 000014107712XLargeA poco più di un mese dal saldo del 16 dicembre, il decreto legge 12 settembre 2014 n. 133, cosiddetto Sblocca-Italia, introduce alcuni aggiornamenti sulle agevolazioni fiscali previste per chi opera nel settore immobiliare ma anche per i privati, in particolare sulla determinazione del corretto calcolo Imu. Viene concesso ai Comuni un margine per ridurre l'aliquota dell'Imposta Municipale Unica, una misura da applicare al proprietario che ridefinisca con l'inquilino il canone di affitto, a condizione che si tratti di contratto concordato in regime di cedolare secca. Un incentivo che si aggiunge all'esenzione sull'imposta di registro e su quella di bollo durante la fase di registrazione del contratto nel caso le parti dispongano la riduzione del canone.


In pratica l'inquilino, con propria comunicazione, potrà avanzare la richiesta motivata di riduzione del canone contrattuale. Se la trattativa si conclude con la determinazione di un canone ridotto, i Comuni avranno la facoltà di riconoscere l'aliquota Imu ridotta.


Ieri il disegno di legge è nuovamente sbarcato al Senato, ma il percorso parlamentare è quasi alla conclusione dal momento che, se si vuole evitare il pericolo di decadenza del decreto, lo Sblocca Italia dovrà essere convertito in legge entro martedì 11 novembre.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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  • Lucio

    Sono un usufruttuario di un appartamento su territorio di un Comune di circa 3.000,00abitanti.Ho affittato lo stesso da 7 anni ad euro 350,00 mensili; l'affitto mensile e'stato sempre pagato con regolarità'. Il contratto di locazione e' un 4+4 regolarmente registrato.E' mio intendimento -concordando con l'inquilino - ridurre di 50,00 euro dal 1 settembre p.v. la quota di affitto per l'ultimo anno di validità' del predetto contratto in attesa di ripartire dal 1 settembre 2018 con un nuovo 4+4 ad euro 250,00 mensili per andare incontro ai desiderata di inquilini precisi nei pagamenti e rispettosi della controparte. Ringrazio sin d'ora di una competente ed esaustiva risposta in merito alle incombenze da ottemperare. Lucio

  • Buongiorno Lucio, deve registrare presso l'agenzia delle entrate la scrittura di riduzione del canone in cui riportate gli accordi presi e sottoscritti; non dovrà versare alcuna imposta per questa scrittura. L'anno prossimo, invece, andrete a registrare il nuovo contratto.

  • Vito Ferro

    Buongiorno,
    Complimenti per la chiarezza degli argomenti trattati nel BLOG.
    Gentilmente Vi chiedo se l'aliquota Imu ridotta per le case con contratto d'affitto concordato è stata approvata ed in caso affermativo se si può applicare l'aliquota al 4 per mille nel caso in cui il Comune ha ignorato tale riduzione.
    Ringrazio in anticipo per la risposta. Vito Ferro

  • Gentile Vito la misura è stata introdotta dal decreto come misura per incentivare l'utilizzo dei contratti a canone concordato, ma rappresenta un'opportunità che il comune è libero di cogliere o meno.

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