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Fondo affitti stranieri, addio requisito di lunga residenza.

by Chiara Bianchi
on Agosto 06, 2018
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Beneficio affitti extracomunitari

Incostituzionale il requisito di lunga residenza per gli stranieri che richiedono il bonus affitti.

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità incostituzionale della normativa che richiede la lunga residenza agli stranieri extracomunitari per accedere al bonus affitti. Decade quindi l’art. 11, comma 13, del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, il quale prevedeva che l’accesso al Fondo nazionale per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione fosse condizionato, in caso di immigrati extracomunitari, dal possesso di un certificato storico di residenza da almeno dieci anni nel territorio nazionale oppure da almeno cinque anni nella medesima regione.

La Consulta, con la sentenza n.166 depositata il 20 luglio 2018, ha infatti chiarito come la residenza di lungo corso sia in contrasto con l’art. 3 della Costituzione, il quale statuisce il principio di ragionevolezza e non discriminazione. In pratica il sopra citato art. 11 del DL 112/2008 era reo di subordinare l’accesso a un beneficio volto ad attenuare situazioni di massima povertà alla permanenza dei cittadini extra-comunitari sul territorio nazionale e regionale, per una durata inadeguata e smisurata.

Viene evidenziato dalla sentenza che, vista la scarsità delle risorse destinabili alle politiche sociali nell’attuale contesto storico, il sostegno economico è riservata dallo Stato a casi di vera e propria indigenza. La Consulta non esclude, comunque, che in futuro la legge possa prevedere il possesso di requisiti attestanti il radicamento sociale del richiedente, siano essi di natura residenziale o professionale, a condizione che ciò avvenga in aderenza ai principi costituzionali espressi all’articolo 3 e della disciplina europea.

Il fondo a sostegno degli affitti.

Il fondo di sostegno alle locazioni fu istituito nel 1998 dall’art. 11 della Legge n.431. Le somme che annualmente vengono stanziate dallo Stato per finanziarlo sono utilizzate per la concessione, da parte dei Comuni, di contributi a sostegno totale o parziale per il pagamento dei canoni di affitto dovuti dalle famiglie in condizioni di disagio economico. A distanza di dieci anni arriva il decreto legge n. 112, convertito nella Legge 133/2008, che introduce un requisito supplementare per beneficiare dell’agevolazione, circoscritto soltanto ai cittadini extra-comunitari: appunto quello della certificazione della residenza decennale sul territorio nazionale, o quinquennale sul territorio regionale.

Per i cittadini europei, invece, è previsto il diritto di soggiorno e circolazione in tutto il territorio dell’Unione europea, ma rimangono validi, come per gli italiani, i criteri di carattere economico e l’attestazione di un contratto di locazione registrato (art. 2 della citata Legge n. 431 del 1998). Per la Corte Costituzionale, dunque, la norma censurata introduceva una discriminazione a danno dei cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea, non rispettosa degli obblighi europei, richiedendo solamente ad essi il possesso del certificato storico di residenza. Inoltre secondo le direttive europee recepite dalla normativa italiana (e in particolare l’art. 9 del D.L. 8 gennaio 2007, n.3 relativo allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo) il contributo integrativo in questione sarebbe da intendersi come misura di sostegno al reddito e non come prestazione assistenziale.  

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Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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