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Imu, sospensione prevista solo per le prime case.

by Chiara Bianchi
on Maggio 16, 2013
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Niente da fare per i capannoni: almeno per il momento, l'Imu sarà sospesa solo sulle prime case. Resta l'indecisione per i fabbricati rurali.

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E' atteso per domani il consiglio dei ministri che dovrà deliberare su Imu, Cig in deroga e stipendio dei parlamentari. Ma già una notizia è sicura: la rata di giugno sarà sospesa solo sulle prime case. Niente di fatto per i capannoni, dunque, mentre resta ancora incerto il destino dei fabbricati rurali. Dall'Imu pagata da imprese e agricoltori lo scorso anno, infatti, erano arrivati 6-7 miliardi di euro, una cifra difficile da coprire in tempi così rapidi. Per questa categoria il governo non può che rinviare la decisione a un secondo momento.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


Commenti (51)

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Gentile Avvocato, sono una neoabilitata in legge prestata al civile e con mille insicurezze.
è pendente una causa di sfratto, conclusasi con ordinanza di rigetto dello stesso a favore del mio cliente, poichè abbiamo dimostrato di aver adempiuto al pagamento del canone previsto da contratto e che siamo addirittura creditori di circa 1000,oo e solo per mera comodità abbiamo effettuato dei pagamenti più elevati e anticipati rispetto a quanto richiesto dal 2014 al marzo 2018 con allegati bonifici con causale in cui non viene mai indicato adeguamento istat.
Controparte con memoria 426 cpc oltre a mutare la domanda in risoluzione automatica ex art 1456 c.c. piuttosto che risoluzione per inadempimento ai sensi ex art. 1453 c.c, per cui eccepisco inammissibilità perchè domanda nuova; asserisce inoltre che il canone da versare come da adeguamento istat è superiore a quello originario e posto che ha poche ricevute vuole provarlo per facta concludentia (imputazione causale e variazione nell'ammontare dei canoni versati) per testi(asserisce che siamo andati in uno studio legale per il calcolo adeguamento istat), con interrogatorio formale, chiede inoltre al giudice l'esibizione delle stesse dal 90 ad oggi. ho eccepito ai sensi art 32 l.392/78 mancata richiesta locatore adeguamento e nullità clausola di aggiornamento canoni come per legge (locazione ad uso commerciale)poichè manca richiesta formale e per iscritto.
Nel contempo il collega mi ha inviato richiesta di adeguamento e dopo sei mesi pure la diffida, calcolando l'aggiornamento dal canone base contrattuale del 1990 ad oggi nonostante la registrazione di questo contratto sia avvenuta solo nel maggio 2017 ed il contratto scadrà nel 2020.
posso rispondere alla diffida che quanto mi chiede è dovuto a partire da maggio 2018 e va calcolato da maggio 2014 sempre con riferimento al canone base?? inoltre posto che dopo la richiesta e prima dell'udienza ordinaria nei sei mesi la cliente ha continuato a pagare quanto dovuto da contratto, mi è stata fatta ingiunzione per il mancato pagamento dell'adeguamento per tali canoni successivi, potrei chiedere nel caso la compensazione degli stessi con il credito vantato dalla mia cliente e non ancora accertato dal giudice in caso di ingiunzione di pagamento di questi canoni successivi pagati senza l'adeguamento istat.
Ho visto dalla cusra del blog e dalle risposte inoltrate che ha molta competenza in questo campo, capisco che chiedere un confronto le posso sembrare anomalo e quindi capirei qualora non volesse o non potesse rispondermi.

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Buongiorno Pina, credo sia già molto competente e preparata. Si legge anche la sua passione e scrupolosità nel fare il suo lavoro e questo è davvero molto bello. Le rispondo volentieri per esperienza e conoscenza della materia, da addetta al settore, non da avvocato. Rispetto all'aggiornamento questo si può chiedere dall'anno successivo alla data di decorrenza di un regolare contratto registrato; quindi la data da cui calcolarlo dipende da quella registrata. Se il giudice dovesse condannare la cliente a pagare degli arretrati può avanzare la richiesta di compensazione con il credito, questo credito deve essere però riconosciuto dal giudice.

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Buongiorno, vivo da un anno in un mio trilocale a Milano e dal 2 gennaio ho iniziato ad affittare tre posti letto (n.b.: nomi di fantasia):
- due in una camera doppia (Luca studente universitario fuori sede, scadenza contratto 31/07; Filippo lavoratore con contratto a tempo determinato, scadenza contratto 31/08).
- il terzo nella mia camera che condivido con Enrico studente universitario svizzero, figlio di miei conoscenti, scadenza contratto 30/06.
Non fornisco servizi e pago tutto io (spese condominiali, acqua, spazzatura, manutenzione caldaia, wifi, ecc) tranne luce e gas che divido in 3 parti e faccio pagare a ciascuno di loro.
Ho letto in una vs risposta del 2014 che il contratto di posto letto è una tipologia completamente libera e dunque ho realizzato dei contratti "atipici".
Ho alcune domande:
- il 23 gennaio ho l'appuntamento con la Direzione delle Entrate per la registrazione di ogni contratto e vorrei optare per la cedolare secca per ciascuno: posso? L'importo lo calcolano loro?
- a scadenza, se mi chiedono di rinnovare, c'è un limite per la durata? Sono preoccupato perché Filippo ed Enrico vorrebbero prendere la residenza in casa mia e temo che sia preludio a una lunga affittanza e ciò potrebbe essere ritenuto più tutelabile rispetto al concetto di "posto letto": in sostanza, la Direzione delle Entrate, in caso di rinnovo, potrebbe chiedermi di passare ai contratti transitori per studenti e lavoratori fuori sede?
Grazie mille!

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Gentile Stefano, può applicare la cedolare secca e deve farlo su tutti i contratti; la percentuale è del 21% sul canone percepito. Se lei ha lì la residenza, il posto letto potrebbe continuare ad essere valido come contratto; ma indubbiamente un contratto per studenti, a canone concordato, potrebbe darle un vantaggio fiscale (cedolare al 10%).

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Buongiorno, non ho applicato il canone concordato poiché la somma dei tre canoni non può superare il max previsto dai patti territoriali.
Forse però, ho capito che potrei applicare il canone concordato (e dunque cedolare 10%) a due coinquilini (la cui somma dei canoni concordati corrisponde al max previsto), e invece applicare il canone libero (cedolare 21%) al restante coinquilino.
E' corretto?
Grazie mille

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Gentile Stefano, questo è possibile; deve però considerar enel calcolo i soli mq concessi in esclusiva ai due inquilini + 1/4 degli spazi in comune.

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Salve vorrei porle una domanda :abito in affitto da10 anni e il propietaro non mi ha mai rilasciato le ricevute perché su contratto c'è scritto che pago 200 e in realtà ne verso 500 adesso il contratto si è rinnovato sino al 2021 ma da quando ho detto al proprietario che se non mi regolarizza nel contratto l'importo reale che pago pagherò ciò che c'è scritto sul contratto lui per tutta risposta vuole sfrattarmi senza che io abbia mai ricevuto preavviso sei mesi prima come dovrei comportarmi? In attesa le porg cordiali saluti

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Gentile Marco, ma il contratto non è registrato? neanche con la cifra dei 200 euro? se fosse registrato allora può pagare tale somma almeno fino al 2021; se non lo fosse allora dovrebbe documentare tali versamenti e provare a denunciare la cosa, magari rivolgendosi ad un'associazione di categoria, come sunia o sicet.

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Buonasera.Sono proprietario di un appartamento a Roma che ho dato in locazione con due distinti contratti agevolati con il regime fiscale della cedolare secca.Il primo contratto è transitorio riguarda tre studentesse fuori sede.Il secondo contratto è anch'esso transitorio ma riguardante una lavoratrice a tempo determinato anch'essa fuori sede. Entrambi contratti hanno comunque uguale durata. Ciò premesso è accaduto che una delle studentesse mi ha chiesto disdetta anticipata per gravi motivi che consistono nel fatto che dovrà trasferirsi all'estero in quanto ammessa all'Erasmus impegnandosi tuttavia a trovare la sostituzione e quindi un'altra studentessa che subentri nel contratto. Mi chiedo che cosa succeda qualora questa sostituzione non si trovi entro i prossimi tre mesi . Saranno obbligate a corrispondermi la quota parte di fitto e delle spese accessorie della studentessa uscente solo le altre due rimanenti, oppure anche quella avente un separato contratto 'Le chiedo inoltre se tra i gravi motivi che possono determinare il recesso dal contratto possa rientrare o meno quanto motivato dalla studentessa uscente.Grazie.

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Buongiorno alberto, la motivazione esposta dalla studentessa è valida come grave motivo; mentre se entro tre mesi non si trova una sostituzione, allora se le tre studentesse di quel contratto sono considerate tutte come un unico conduttore allora dovranno le altre due pagare la quota scoperta; l'altra lavoratrice invece è esclusa da tale obbligo.

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Poiché nel relativo contratto per le tre studentesse è scritto che il canone complessivo dovrà essere corrisposto solidalmente ne deduco che le due studentesse rimanenti, ove non si trovi sostituzione, dovranno accollarsi la quota parte della studentessa uscente .E' così ?

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Esatto Alberto, se non vi è una sostituta le due studentesse rimaste dovranno pagare l'intera quota.

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Poichè nel contratto è scritto che il canone complessivo deve essere corrisposto solidalmente ne duduco che le due studentesse rimanenti dovranno accollarsi anche la quota parte della studentessa uscente .E' così?

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Salve, io e mia moglie a breve daremo in affitto la nostra prima casa con mutuo attivo dove attualmente viviamo con i nostri figli per trasferirci in affitto in una altra provincia per motivi di lavoro miei. Volevo sapere a livello di residenza e di tasse cosa saremmo tenuti a fare. Grazie

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Gentile Alberto, dovreste spostare la residenza nell'immobile in affitto, considerando quindi la prima casa come seconda casa dal punto di vista fiscale.

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Un giovane,disoccupato,possiede un appartamento che fitta con regolare contratto e percepisce un reddito di 4.000 euro.Quali sono i suoi obblighi fiscali verso lo Stato?La ringrazio anticipatamente

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Buongiorno Rocco, in sede di dichiarazione dei redditi deve dichiarare tale reddito pagando o l'imposta irpef, o la cedolare secca.

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Gentile Isabella, io e mia moglie siamo disoccupati l'unico reddito che ho 2 appartamenti affittati intestati a me, uno con cedolare secca aliquota al 10% contratto a canone concordato e l'altro regime ordinario 4+ 4 sul quale pago l'irpef. La mia domanda è se questi due redditi rientrano nel reddito complessivo del locatore e se ho diritto usufruire delle detrazioni per familiari a carico oppure devo avere anche un reddito da lavoratore dipendente? Abbiamo anche un bimbo di 4 anni. Come si calcolano le detrazioni? ( Nel caso che mia moglie resta disoccupata non avendo reddito superiore a 2840,51 )
Grazie mille.

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Gentile Fabrizio questi due redditi compongono il suo reddito personali ai fini della dichiarazione dei redditi, ma le detrazioni potrebbero essere scontati solo sul reddito irpef; ne ha diritto comunque anche se disoccupato.

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Gentile Isabella, volendo concedere in locazione transitoria un appartamento sito nel Comune di Riccione (RN), l'importo del canone è libero oppure è concordato e quindi determinato in base ai criteri e valori fissati dagli accordi territoriali?
Se deve essere concordato sulla base di quale disposizione legislativa?
Perchè seppur vero che per il Comune di Riccione ci sono gli accordi territoriali,vero è anche che il D.M. 30.12.2002 art. 2 stabilisce che il canone deve essere concordato solo per immobili ricadenti nelle "aree metropolitane di Roma, Milano, ....ecc., nei comuni con esse confinanti e negli altri comuni capoluogo di Provincia" e pertanto Riccione in tali aree non mi pare possa rientrare.
Vero è anche che Riccione rientra tra i Comuni ad alta tensione abitativa, ma i Comuni ad alta tensione abitativa vengono richiamati all'art. 8 della L. 431/98 inerente i casi in cui è possibile applicare le agevolazioni fiscali e non i casi in cui c'è l'obbligo di applicare il canone concordato.
Tant'è che il contratto transitorio tipo allegato al D.M. 30.12.2002, all'art. 4 inerente il canone, alla lettera B fa il caso del canone convenuto nelle "aree metropolitane di Roma, Milano, ....ecc., nei comuni con esse confinanti e negli altri comuni capoluogo di Provincia" ma non parla di comuni ad alta tensione abitativa.
Grazie, Giovanni

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Gentile Giovanni le riporto il riferimento all'articolo 1 in cui a proposito di contratti transitori si specifica che il canone è concordato anche per i comuni nell'elenco di quelli ad alta densità abitativa; con la possibilità di un aumento del 20%. Quindi in un comune come Riccione si dovrebbe calcolare il canone come per un 3 +2 e aumentarlo al più del 20%.

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Gentile Isabella, ho sostituito la mia vecchia caldaia con una a condensazione Immergas. Il costruttore idraulico (come scritto in fattura) mi ha applicato l'iva al 22%. Tale iva non è solo per i proffesionisti? Io come privato ho diritto all'iva agevolata del 10%? (l'ho fatta rientrare nella detrazione del 50, no riqualificazione energetica.)
Grazie mille.

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Gentile Fabrizio, da quanto descritto credo che la sua esclusione rientri tra queste casistiche:
L’Iva agevolata non si può applicare al 10%:
ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori;
ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente;

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Salve Isabella,
è possibile stipulare un contratto d'affitto con la cedolare secca a canone concordato autonomamente senza rivolgersi a un patronato
grazie

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Certamente Lucia. Il contratto rimane anche in questo caso una scrittura privata da registrare, con l'obbligo di calcolare ilc anone sulla base dei parametri e dei valori espressi dall'accordo territoriale di riferimento.

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