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Istat, compravendita in calo nella seconda parte del 2012

by Chiara Bianchi
on Dicembre 13, 2012
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Non sono positivi i dati raccolti dall'Istat sulle compravendite del II semestre 2012. La caduta rispetto allo stesso periodo del 2011 si attesta sul -23,6% per gli immobili ad uso residenziale, e a -24,8% per quelli ad uso economico. Sono le cifre più sfavorevoli dal 2008, anno dell'inizio della crisi.

iStock 000011536056XXXLargeLe più colpite sembrano essere le Isole, che segnano un -30,3% per le compravendite ad uso residenziale e -38,4% per quelle ad uso economico (uffici, negozi e capannoni). Le città più grandi hanno subito flessioni più contenute (-21,8% per il residenziale e -21,0% per l'uso diverso) rispetto a quelle registrate nei centri minori (rispettivamente -25,1% e -27,0%). Fra le macroregioni è il Sud a soffrire meno, con -19,6% di case compravendute.


La flessione negativa coinvolge necessariamente il settore mutui, finanziamenti e altre obbligazioni concessi da banche e altri enti concessionari di ipoteche immobiliari. Le stipule nel II trimestre 2012 sono state 69.830, a fronte di 118.834 nel medesimo periodo dell'anno precedente, con una flessione tendenziale del -41,2%.

 

Federconsumatori punta il dito proprio contro il settore mutui, colpevole, congiuntamente alla crisi economica, di frenare le transazioni a causa di "una forte e gravissima speculazione, del tutto ingiustificata, su tassi e spread dei mutui, sia quelli a tasso variabile che a tasso fisso". Tra le altre cause alla base del crollo vengono annoverate "la grande difficoltà nell'ottenere un prestito (aggravata dall'aumento esponenziale del tasso di disoccupazione), e la grave perdita del potere d'acquisto da parte delle famiglie (-13,2% dal 2008)".

Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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