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L'(in)efficienza edilizia italiana

by Chiara Bianchi
on Gennaio 28, 2013
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La scadenza era prevista per luglio 2012, ma l'Italia è fra gli Stati firmatari che non hanno ancora adottato le misure contenute nella direttiva sull'efficienza energetica degli edifici. Una lentezza che potrebbe costare caro: l'Ue ha infatti rimandato i Paesi ritardatari alla Corte di Giustizia Ue per inefficienza edilizia.


iStock 000001921014SmallLa direttiva parlava chiaro: entro luglio 2012 i Paesi aderenti avrebbero dovuto adeguare la legislazione nazionale alla direttiva 2010/31/UE, meglio conosciuta come direttiva per la progettazione di "Edifici ad energia quasi zero". Anche l'Italia si era impegnata a stabilire i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici di nuova costruzione e per quelli già esistenti, assicurando la certificazione delle prestazioni energetiche e attivando un sistema di controllo univoco per l'ispezione regolare dei sistemi di riscaldamento e di condizionamento. Obiettivo della normativa è di arrivare al 2020 con tutti i nuovi edifici a impatto energetico quasi nullo.


Due le mancanze contestate all'Italia: l'adeguamento alle disposizioni relative agli attestati di rendimento energetico e le misure di attuazione relative alle ispezioni dei sistemi di condizionamento d'aria da parte delle autorità del nostro Paese.

 

Riguardo al primo punto, la direttiva prevede infatti che, in fase di costruzione, compravendita o locazione di un edificio, l'attestato di certificazione energetica sia messo a disposizione di proprietari e inquilini. Tali attestati e le ispezioni devono essere eseguiti da esperti qualificati e accreditati, ma attualmente l'Italia non prevede questo requisito per tutti gli edifici e permette deroghe all'obbligo di certificazione da parte di un esperto.

 

Per i sistemi di condizionamento d'aria, la direttiva prevede ispezioni periodiche con valutazione dell'efficienza del sistema e del suo dimensionamento, completata da raccomandazioni circa i miglioramenti da attuare. Alle autorità italiane viene contestata la mancata notifica delle misure attuative di questa disposizione.


Oltre all'Italia, anche Grecia, Portogallo e Bulgaria saranno deferite alla Corte di Giustizia Europea per inadempienza.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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