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Occhio alla spesa: è partito il nuovo redditometro!

by Chiara Bianchi
on Gennaio 08, 2013
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Se il tormentone del 2012 è stato l'Imu, quello del 2013 non è ancora ben chiaro: si contendono il primato la nuova imposta sui rifiuti, la Tares, e il redditometro. A proposito di quest'ultimo, se ne sente parlare già da un po'. Ma di cosa si tratta esattamente?

 

agenziaentrateIl redditometro è uno strumento di accertamento sintetico introdotto già nel 2010. Unito allo Spesometro, partito nel 2011, la nuova versione (entrata in vigore il 1° gennaio 2013) dovrebbe consentire all'Agenzia delle Entrate di analizzare il differenziale tra redditi percepiti e spese sostenute, attraverso l'incrocio dei dati. Obiettivo dichiarato è ovviamente la lotta all'evasione fiscale: il tenore di vita diventa insomma il metro con cui misurare quanto guadagniamo realmente.


Lo strumento prende a riferimento cinque aree geografiche, undici tipi di nuclei familiari e cento voci di spesa divise in sette categorie, fra cui compaiono due voci che a noi interessano particolarmente: Abitazione e Investimenti Mobiliari/Immobiliari.


Il funzionamento è molto semplice.


Per spese superiori ai 3.000 euro con fattura o 3.600 euro senza fattura (quindi con scontrino fiscale o ricevuta fiscale), il venditore sarà tenuto a registrare il codice fiscale dell'acquirente e comunicare i dati dell'acquisto all'Agenzia delle Entrate. A questo punto l'importo pagato, la tipologia dell'acquisto e il codice fiscale dell'acquirente confluiranno nella banca dati che analizzerà tutte le spese relative a ciascun codice fiscale. Quindi per i contribuenti che hanno fatto spese al di sopra del tenore economico dichiarato, partirà l'accertamento fiscale sintetico.

 

Per quanto riguarda la casa si segnala una vistosa differenza tra il vecchio Redditometro e il nuovo. Il primo attribuiva, sia nel caso dell'acquisto con mutuo che nel caso della conduzione in locazione, un valore di reddito al contribuente pari a 30-40mila euro, a seconda della collocazione territoriale dell'immobile. Con il nuovo strumento, invece, il valore di reddito si aggira sui 16mila euro, e nel conto sono compresi anche arredamenti, forniture ed elettrodomestici. Il gap si spiega in questo modo: il nuovo strumento indaga spaziando sulle varie spese possibili, differenziandosi anche in base dell'esistenza di nuclei familiari più o meno numerosi, mentre il precedente coglieva, oltre al costo del mantenimento del bene, anche la propensione alla spesa che veniva associata al contribuente.

 

L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il redditest online: grazie a questo test potete sapere in anticipo qual è la vostra situazione di fronte al fisco.


Siete pronti alla prova?

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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