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Prime case, arriva lo scudo anti-pignoramento.

by Chiara Bianchi
on Giugno 21, 2013
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D'ora in poi i proprietari immobiliari nel mirino di Equitalia potranno dormire sonni tranquilli: il Governo ha infatti inserito nel decreto "Fare" uno scudo anti-esproprio della prima casa se questa è adibita ad abitazione principale. Vediamo le novità.


scudo anti pignoramentoNel cosiddetto Decreto "Fare", un pacchetto di 80 misure per il rilancio dell'economia italiana approvato il 15 giugno scorso e ora al vaglio del Parlamento per la conversione in legge, il Governo ha pensato anche ai proprietari immobiliari.


Il cdm ha infatti previsto uno scudo anti-esproprio: se l'unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, questo non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l'immobile sia di lusso o classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli).


E' stato alzato anche il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l'esproprio dell'immobile, passato da ventimila a centoventimila euro, mentre l'esecuzione del pignoramento sarà resa effettiva non prima di 6 mesi dall'iscrizione dell'ipoteca, a fronte dei 4 mesi di prima.


Fatta la legge, trovato l'inghippo. Secondo Corrado Sforza Fogliani, Presidente di Confedilizia, denuncia l'inaccettabilità del riferimento al Catasto previsto nella bozza del decreto, dal momento che tale riferimento potrebbe creare discriminazioni a seconda delle città e delle province di ubicazione dell'immobile. "Per evitarle", prosegue Sforza Fogliani, "occorre fare una cosa molto semplice: escludere dalla impignorabilità le prime case che abbiano le caratteristiche del decreto ministeriale 2.8.1969 n. 1072, che determina gli elementi che devono ricorrere perché una casa possa essere considerata di lusso. Solo così le case di lusso sarebbero uguali in tutta Italia".

Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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