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Quanto risparmiano le famiglie con il cambio dell’ora?

by Chiara Bianchi
on Ottobre 26, 2018
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Energia elettrica e ora solare

Torna l’ora solare. Quanto abbiamo risparmiato in sette mesi?

Nel 2018 il risparmio energetico con il cambio dell’ora, da solare a legale, è stato complessivamente di 554 kilowattora, ovvero come se tagliassimo a zero il consumo annuo di elettricità di circa 205 famiglie. Ma il beneficio maggiore è quello per l’ambiente: all’atmosfera sono state risparmiate circa 290 mila tonnellate di CO2.

Intanto precisiamo che i benefici del risparmio energetico riguardano soltanto l’ora legale, in quanto con il passaggio alla solare (quella invernale, per intenderci) si perde un’ora di luce e il consumo di energia elettrica non fa che aumentare. Le stime preliminari sono registrate da Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale. Un argomento che oggi, più che mai, è all’attenzione di tutti, vista la decisione dell’Unione Europea di abolire il cambio dell’ora tra solare e legale, lasciando ai singoli Stati la decisione su quale fuso mantenere.

Considerando un costo medio per kilowattora di 20 centesimi lordi, il risparmio economico complessivo dal 25 marzo al 27 ottobre, periodo dell’ora legale nel 2018, è pari a circa 111 milioni di euro. Se poi ampliamo l’analisi, dal 2004 al 2018 l’ora legale ha permesso agli italiani di tenere in tasca ben 1,5 miliardi di euro, corrispondenti a oltre 9 miliardi di kilowattora di elettricità.

Secondo l’analisi di Terna, tuttavia, nel corso degli ultimi anni il risparmio derivante dal cambio dell’ora è diminuito. Pesano in tal senso il crescente utilizzo dei condizionatori durante i mesi più caldi dell’anno, e il costante uso di elettricità negli uffici pubblici e privati. Senza contare che la corrente elettrica si usa sempre meno per illuminare, e sempre più per servizi come i compressori di frigoriferi domestici, il raffreddamento delle unità di elaborazioni dati dei computer, il funzionamento di ospedali, aeroporti, ferrovie ecc.

Perché l’Europa vuole abolire il cambio dell’ora?

A onor del vero sono i cittadini dei 28 Stati membri, o meglio quei cittadini che hanno partecipato al sondaggio online condotto dalla Commissione Europea durante l’estate 2018, ad aver bocciato l’attuale sistema orario. Oltre 4,6 milioni di risposte ricevute, di cui l’84% favorevole all’abolizione del cambio d’orario stagionale, mentre il 74% dei votanti ritiene che il cambio sia comunque un’esperienza negativa.

I sostenitori della modifica sono soprattutto i cittadini dei Paesi Nordici e Baltici, per i quali l’ora legale è un vantaggio d’estate ma ancor più uno svantaggio in inverno. A sostegno della loro causa ci sarebbero diversi studi scientifici, secondo i quali il cambiamento d’orario avrebbe conseguenze negative sulla salute psico-fisica dei cittadini, favorendo disturbi del sonno che renderebbero meno produttivi i lavoratori durante il giorno.

Mentre gli effetti in termini di risparmio, per esempio nel settore energetico, sarebbero marginali: secondo uno studio dell’Europarlamento, lo spostamento delle lancette farebbe guadagnare solo lo 0,34% dell’energia consumata a livello Ue, ma le variazioni sembrano essere significative tra gli Stati.

Eppure i vantaggi del cambio stagionale di orario sono riconosciuti: dal recupero di un'ora, la sera, per lo svago e il riposo post-lavorativo, alla possibilità di dormire un'ora in più e non svegliarsi quando il buio è ancora diffuso (cosa che migliorerebbe l'umore); dalla sincronizzazione più efficace dei trasporti al risparmio energetico che, per quanto riguarda l'Italia, abbiamo analizzato nel corso dell'articolo.

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Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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