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Rimborso Imu: le istruzioni per ottenerlo.

by Chiara Bianchi
on Maggio 12, 2016
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Rimborso tasse non dovute

Come richiedere il rimborso Imu.

Con maggio si avvicina il momento di versare le prime rate dell’anno sulle tasse locali Imu, Tasi e Tari; oggi però vogliamo parlare di come ottenere il rimborso sui pagamenti già effettuati durante gli anni dal 2012 in avanti per l’Imposta Municipale Unica e la maggiorazione Tares.


Le istruzioni per ottenere il rimborso arrivano dalla circolare n. 1/DF del 2016 del Dipartimento delle Finanze, che recepisce il decreto interministeriale del 24 febbraio 2016 in materia di riversamento, rimborso e regolazioni contabili relative ai tributi locali. La restituzione degli importi non dovuti o dovuti in quota minore a quanto si è effettivamente sborsato avviene attraverso una domanda di rimborso da inviare esclusivamente per via telematica entro 5 anni dal versamento o dalla data di accertamento del diritto di restituzione. La domanda deve pervenire al Comune di riferimento, il quale ne verifica la fondatezza e trasmette i provvedimenti di rimborso definitivi entro 180 giorni sul portale del federalismo fiscale.

Quando e come verrà effettuato il rimborso?

Se le somme sono dovute dallo Stato, il contribuente riceverà il rimborso entro il 25 settembre 2016, tramite assegno circolare emesso dalla Banca d’Italia, bonifico bancario (se il contribuente ha fornito l’Iban) o contante, da riscuotere presso la Banca d’Italia. Se il rimborso è invece competenza del Comune, il termine entro il quale è prevista la liquidazione della somma erroneamente versata dal contribuente è di 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, ma il decreto non esclude che le amministrazioni possano procedere al rimborso direttamente all’esito positivo della verifica fiscale, dandone comunicazione al Ministero.
Le somme indebitamente riscosse maturano interessi calcolati applicando il tasso di interesse legale e decorrono dal giorno successivo a quello di effettivo versamento, fino alla data di emissione del mandato di pagamento.

E se ho già inviato la richiesta, o la trasmetto con via diversa da quella telematica?

La scelta dell’utilizzo della via telematica per l’acquisizione delle richieste di rimborso è dettata dalla necessità di garantire i controlli sui flussi di somme per l’incrocio dei dati trasmessi dai comuni con quelli risultanti dalle banche dati in possesso dell’Erario come, ad esempio, i codici dei contribuenti e i versamenti effettuati mediante modello F24 o il bollettino di conto corrente postale con esso compatibile. Per tali motivi non saranno presi in considerazione i dati già inviati o che verranno trasmessi con modalità diversa da quella telematica, fermo restando che le istanze e le comunicazioni già presentate dai contribuenti e acquisite dai Comuni mantengono la loro validità.

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Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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