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Stop al decreto Salva-Roma, ritirate anche alcune norme sulla casa.

by Chiara Bianchi
on Febbraio 27, 2014
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Con il ritiro del decreto Salva-Roma non tornano a rischio solo i bilanci del Campidoglio, ma anche tutta una serie di norme che andavano a modificare o a cancellare precedenti provvedimenti, fra i quali alcuni che toccavano direttamente il settore immobiliare. Come quello sul bonus mobili, che abrogava il limite di spesa collegato ai lavori di ristrutturazione.


ritiro decretoIl governo Renzi ha ritirato il decreto Salva-Roma a causa dell'ostruzionismo di alcuni partiti che hanno presentato troppi emendamenti in allegato. Ma il decreto conteneva, oltre alle misure per tamponare l'enorme buco di bilancio della Capitale, anche altre norme di valenza nazionale, come quelle per gli alluvionati in Sardegna, per i terremotati in Abruzzo o quelle più propriamente legate al settore immobiliare, che andiamo ora a vedere.

 

  • Bonus mobili: un codicillo contenuto nel decreto Salva-Roma provvedeva a disinnescare la stretta sul bonus mobili inserita nella Legge di Stabilità 2014, ossia quella che istituiva un tetto di spesa per l'acquisto di arredi pari a quella dei lavori di ristrutturazione dell'immobile. In pratica se il costo degli arredi superava l'importo degli interventi rientranti nel bonus per le ristrutturazioni, si aveva comunque diritto alla detrazione delle spese per i mobili, per un ammontare massimo di 10.000 euro. Una misura che, introdotta per evitare che i contribuenti approfittino per detrarre grosse cifre a fronte di un minimo intervento di ristrutturazione, di fatto colpisce chi effettua piccoli interventi di restauro edilizio.
  • Affitti d'oro della Pubblica Amministrazione: salta anche la possibilità di chiedere la risoluzione anticipata per i contratti d'affitto di immobili pagati profumatamente dalla Pubblica Amministrazione comunicando il preavviso di recesso al proprietario entro il prossimo 30 giugno. La regola era stata introdotta per disdettare contratti troppo onerosi a carico delle amministrazioni dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e degli organi costituzionali, che fossero in corso al 15 dicembre 2013.
  • Maggiorazione Tares: sembra impossibile, ma il capitolo "maggiorazione Tares" non si chiude qui. La tassa, dovuta per far fronte ai servizi indivisibili dei Comuni e applicabile per il solo anno 2013 (visto che, dal 2014, la Tares verrà sostituita da Tasi e Tari) era costituita da un importo fisso pari a 30 centesimi al mq, calcolati sull'estensione della superficie soggetta alla tassa rifiuti. Il decreto Salva-Roma concedeva la possibilità di accertare, con l'anno d'imposta 2013, anche il pagamento della maggiorazione versata in molti Comuni entro il 24 gennaio 2014 invece che entro il 16 dicembre 2013. Ora sarà possibile farlo solo dal 2014.
Presentazione Autore
Chiara Bianchi
Author: Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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