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4 motivi per cui non conviene escludere inquilini stranieri

by Andrea Saporetti
on Agosto 03, 2018
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Sono molti i proprietari di casa che rifiutano a priori richieste di affitto di inquilini stranieri. Un’infografica spiega perché si può, ma non conviene.

 

È storia recente la denuncia della discriminazione subita in prima persona da Aboubakar Soumahoro, sindacalista bracciantile USB salito alle cronache grazie ad un reportage del programma televisivo Propaganda Live.

Soumahoro dichiara di avere ricevuto da un’agenzia immobiliare un diniego ad effettuare la visita ad un immobile, una volta che il referente dell’impresa di mediazione immobiliare ha compreso trattarsi di persona di origine straniera. La condotta discriminatoria, secondo quanto ha riportato il sindacalista ivoriano, è stata giustificata dall’agenzia a causa del rifiuto del proprietario di accettare inquilini stranieri. Soumahoro ha dichiarato che sarebbe andato in fondo alla vicenda, anche per vie legali.

 

È diritto del proprietario di casa non affittare casa a persone straniere?

 

Partiamo da un assunto importante. In questo articolo non vogliamo dare giudizi morali ai padroni di casa riguardo ai criteri di scelta dell’inquilino. Vogliamo semplicemente fare un’analisi razionale, economica diremmo, della situazione, affinché chi legge possa riflettere su aspetti che, magari, non aveva in precedenza considerato.

Fondamento del nostro ragionamento è che non esiste legge che possa obbligare un locatore a stipulare un contratto di locazione con chicchessia. Punto.
Assunto banale, ma che vale la pena specificare. Posso non accettare conduttori alti, posso rifiutare inquilini single, posso evitare di affittare casa a persone con la zeppola.

Sarebbe meglio non segnalare la motivazione del rifiuto; in questo specifico caso, non esprimere la motivazione del diniego sarebbe servito sia ad evitare accuse di condotta discriminatoria, sia per ragioni di eleganza. Che, segnaliamo, se usata non fa male alla salute!

 

Opinioni personali a parte, ecco 4 ragioni per cui affittare a stranieri è un'opportunità

 

Chi ha già affittato casa a persone di origine non italiana avrà probabilmente una propria opinione, altri hanno un punto di vista precostituito relativamente a se sia una buona idea o meno concedere la propria seconda casa a cittadini stranieri.

Innanzitutto, sappiamo che questo prevede alcuni accorgimenti dal punto di vista degli adempimenti normativi: ne abbiamo parlato in un precedente articolo, che lasciamo a disposizione di chi abbia stipulato un contratto di locazione ad un conduttore straniero, sia comunitario che extracomunitario.

Veniamo però al nocciolo della questione: quali elementi dovrebbero portare un proprietario prevenuto rispetto alla possibilità di affittare casa a stranieri a riconsiderare la propria posizione?

 

Quali sono i vantaggi per il proprietario che affitta casa a uno straniero e perché non conviene escludere gli stranieri come inquilini

1) Il mercato dell’affitto a persone straniere è rilevante e in crescita

Ognuno può concentrarsi sul “target” che preferisce, per il proprio immobile. Certo, per chi lavora nel mondo dell’affitto escludere a priori tutti gli inquilini stranieri significa fare scartare una bella fetta della torta.

Il franchising specializzato nella locazione, Solo Affitti, ha rilevato nelle città principali una quota di contratti di locazione stipulati da conduttori di origine comunitaria o extracomunitaria del 32%. Praticamente, 1 contratto di affitto su 3 serve a trovare un alloggio a persone non italiane, il che non è poco.

Ancora, Solo Affitti ha di recente analizzato i dati relativi ai residenti stranieri nel nostro paese diffusi dall’Istat. Emerge chiaramente che questa fetta di popolazione residente è in graduale aumento: da 1,3 milioni di cittadini stranieri residenti nel 2002 siamo passati a 5 milioni abbondanti nel 2016.

Tra l’altro, per chi proviene dal di fuori dei confini italiani e qui vuole stabilirsi non solo temporaneamente, comprare casa nel nostro paese è un sogno realizzabile solo dopo anni di sacrifici. Facile intuire che moltissimi di questi cittadini stranieri residenti in Italia riconoscano nell’affitto la strada maestra per la loro nuova vita in Italia.

 

2) I rischi nell’affitto esistono a prescindere dalla provenienza dell’inquilino: l’importante è tutelarsi

La paura che l’inquilino non paghi il canone di locazione è connaturata nell’affitto: il rischio locativo esiste ed è ineliminabile, per gli affitti di lunga durata. E, nuovamente lasciando da parte le opinioni personali, questo vale a prescindere dall’origine dell’inquilino: può perdere il lavoro chiunque e trovarsi in difficoltà economiche, così come può essere disonesto chiunque, se non si tratta di morosità cosiddetta “per necessità”.

È per questo che il mercato della locazione, finalmente, ha trovato soluzioni adatte a garantire il proprietario, rassicurandolo dalle sue comprensibili paure. Oltre alla consueta, ma spesso lunga e costosa, procedura di sfratto dell’inquilino moroso, sono infatti nate da alcuni anni pacchetti assicurativi che forniscono una garanzia per l’affitto.

Coperture che permettono al proprietario di stare dalla parte del sicuro per tutta la durata della locazione, sia per quanto riguarda il pagamento del canone da parte dell’inquilino, sia per gli eventuali danni che questo dovesse lasciare all’immobile. Perché anche questo è uno dei timori classici per il locatore: “e se gli inquilini mi distruggono casa?”: proteggersi si può, basta volerlo!

Ancora: “sì, vabbè, ma sai quanto mi costa l’avvocato per seguire lo sfratto?”. Già sentita! Proprio per questo tutelarsi con un’apposita copertura assicurativa permette di non rimetterci neppure le spese legali in caso serva attivare una procedura di sfratto.

E per ultimo: “ma se poi io faccio l’affitto a una famiglia e nell’immobile vanno ad abitarci in cinquanta?”. Nulla di nuovo. In questo caso, la legge dà una mano al proprietario: è possibile richiedere lo sfratto per grave inadempienza del contratto di locazione, dato che l’immobile era destinato ad accogliere solo determinate persone.

Insomma, non è questione di chi è il tuo inquilino o da dove costui viene: la tua sicurezza nell’affitto sta nelle garanzie che associ al tuo contratto di locazione.

 

3) Uno straniero, spesso, è un inquilino molto adattabile: cosa conveniente, per chi affitta casa

Gli stranieri non sono inquilini abbastanza referenziati, voglio affittare la mia seconda casa solo ad un direttore di banca.

Posizioni già sentite, anche in questo caso. A parte mischiare mele e pere (origine e tipologia di lavoro svolto), seguiamo comunque questo approssimativo ragionamento, più un luogo comune che altro. Cerchiamo per davvero un direttore di banca.
Per attirare un direttore di banca come inquilino-target, caro proprietario, devi avere un immobile davvero bello, ristrutturato di recente, con mobilio di qualità, in una zona tra le migliori della città. Il tuo immobile ha tutte queste caratteristiche?

Qualora il tuo immobile fosse carente di una o più di queste caratteristiche, immagino non vorresti ridurre drasticamente il canone di affitto pur di attirare il tuo amato direttore di banca. Meglio valutare altri target.
E se, per giunta, il tuo immobile necessiterebbe di una bella ristrutturazione, ma non puoi o non vuoi permettertela; o se i mobili sono quelli della nonna o, pur nuovi, di scarsa qualità, forse potresti fare fatica ad affittarlo al canone che speri di ottenere anche solo cercando un target più vicino alle tue aspettative: una classica famiglia italiana.

Pur a costo di una generalizzazione, possiamo dire che gli stranieri sono spesso inquilini con meno pretese e che possono essere interessati ad un immobile che altrimenti difficilmente troverebbe collocazione. Soprattutto per la fascia di prezzo medio-bassa, possono permettere al proprietario di arrivare ad un reddito in linea con le proprie aspettative, nel frattempo che il famoso direttore di banca – che spocchioso! – continua a cercare sul mercato immobili di pregio.

Ancora, il fenomeno della condivisione è piuttosto diffuso tra gli stranieri; vuoi perché in diversi casi si tratta di lavoratori senza famiglie al seguito, vuoi per l’esigenza di condividere le spese dell’affitto con altri connazionali. In ogni caso, questo – entro i limiti di legge quanto a capienza di persone che alloggiano nell’appartamento e in conformità con le previsioni contrattuali – permette di ottenere un reddito anche più elevato di quello di mercato al locatore.

 

4) La residenza è un affare serio per uno straniero: garantirgli un alloggio significa garantirsi un buon inquilino!

Può sembrare un aspetto secondario, in realtà non lo è. La residenza, che per noi italiani è qualcosa di più o meno scontato, per uno straniero nel nostro paese è di fondamentale importanza. Non si tratta solo per garantire per sé i servizi che il Comune riserva ai residenti, che già non è cosa da poco. Si tratta, soprattutto, di due ragioni strettamente legate alla condizione di cittadino non italiano.

La prima è legata al fatto che, per chi è extra-comunitario, il permesso di soggiorno può essere rinnovato solo in presenza di una residenza nel nostro paese. Per questo, disporre di un regolare contratto di affitto per un cittadino straniero proveniente da fuori Unione Europea ha un valore significativo.

Allo stesso modo, sia per chi è cittadino comunitario che, con tempistiche più lunghe, per chi è cittadino extra-comunitario, il mantenimento della residenza nel nostro paese è una delle strade tramite le quali poter ottenere la cittadinanza italiana. L’alloggio è, anche in questa circostanza, una questione di rilevanza notevole.

Per questo, chi vede la residenza nel territorio italiano come un’opportunità per il proprio futuro avrà tutta la convenienza a mantenere un rapporto cordiale con il locatore, ad essere sempre regolare nei pagamenti, ad essere insomma l’inquilino che tutti vorremmo.

 

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Presentazione Autore
Andrea Saporetti
Author: Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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