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Affitto stanze a studenti, rincari in arrivo per i fuorisede

by Andrea Saporetti
on Agosto 02, 2019
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Rincari generalizzati per la ricerca di un posto letto nelle principali città universitarie, nonostante la crescita dei contratti a canone concordato

Gli aumenti coinvolgono soprattutto le città più richieste. In crescita sia le singole che le doppie, nonostante siano concordati oltre 8 contratti su 10

L’Ufficio Studi Solo Affitti rileva nelle principali città italiane canoni in affitto in crescita rispetto allo scorso anno del 6% per le singole e del 7% per le doppie. Incrementi medi nell’ordine dei 15-20€ al mese per studente; al centro-nord i rincari maggiori. Sempre più utilizzati i contratti a canone concordato rispetto a quelli a canone libero o ai contratti di posto letto. Il caro-affitto spinge gli studenti a sistemarsi in doppia e, nelle città principali, a preferire alloggi lontani dalle facoltà ma ben collegati con i mezzi pubblici.

 

Milano la più cara: 175€ in più per una singola rispetto a Roma. Al centro-nord le città con stanze più costose.

 

Infografica Solo Affitti affitto studenti univesitari 2019

 

Quanto costa affittare una stanza singola?

Nelle principali città universitarie italiane il costo della stanza singola è di 312€, in crescita del +6% rispetto al 2018. Una ventina di euro in più, in valori reali.
Una crescita contenuta, che però si aggiunge al rincaro registrato negli ultimi due anni: +5% nel 2017 e +4% nel 2018.

Come sempre, la città più cara d’Italia per gli studenti fuori sede è Milano, con i suoi 575€ in media per l’affitto di una stanza singola, in crescita del 2% rispetto allo scorso anno.

Recupera terreno, ma mantiene 175€ di distanza, Roma, dove affittare una singola costa 399€. Prezzo, questo, in crescita di oltre 20€, +6% rispetto al 2018.

Quotazioni in crescita per tutte le città più costose per gli studenti fuori sede, soprattutto del centro-nord.

Seguono infatti Rimini (380€), Torino (360€, in aumento di oltre 70€ rispetto al 2018), Firenze (358€, una quarantina in più dello scorso anno), Bologna (350€, unica tra le più costose a registrare prezzi stabili) e Padova (335€, in forte aumento rispetto al 2018: oltre 80€ in più).

Unica a registrare un calo, tra le città più care rispetto alla media nazionale è Modena (325€), dove le stanze singole ripiegano di circa 25€ (-7%).

Veniamo alle città con valori in linea o sotto la media nazionale.

Attorno ai 300€ si attestano Siena (canoni invariati rispetto al 2018), Genova (che recupera circa 50€) e Pavia (in forte aumento: +75€). Seguono Napoli (283€, in calo di una sessantina rispetto allo scorso anno), Parma (275€, in calo di circa 30€), Trieste (270€, sostanzialmente invariata rispetto al 2018) e Ferrara (265€, in crescita di 40€).

Tra le città universitarie più economiche in cui cercare una stanza singola: Cagliari e Catanzaro (250€, entrambe in crescita di una ventina di euro rispetto all’anno precedente), Bari (230€, in leggero calo rispetto al 2018: -15€), Pescara (225€, anch’essa con valori diminuiti di circa 15€).

Chiude la classifica Perugia, che si conferma la città più economica per gli studenti fuori sede, mantenendo invariata la quotazione di 200€ per la stanza singola.

 

Quanto costa affittare una stanza doppia?

Analogo a quello delle stanze singole l’andamento delle quotazioni per le stanze doppie: si registra un costo medio di 218€, in aumento del +7% sullo scorso anno (in tutto una quindicina di euro al mese in più).

Anche in questo caso guida la classifica Milano (395€, in crescita di 40€), che precede di molto due città emiliano-romagnole che si attestano a 270€: Bologna (anch’essa in crescita di una quarantina di euro) e Rimini.
Roma al quarto posto grazie a stanze doppie che costano 258€, in crescita di 12€ rispetto al 2018.

Le altre città i cui canoni di affitto delle stanze doppie si collocano al di sopra della media nazionale registrano tutte segno più.

Torino (251€, prezzo cresciuto di pochissimi euro), Firenze e Padova (250€, la prima in crescita di poco più di 15€, la seconda invece in aumento di ben 50€), infine Pavia (225€, che registra un importante aumento delle quotazioni).

Al di sotto del valore medio registrato dalle agenzie Solo Affitti: Modena (210€), Siena e Trieste (200€, la prima in linea con lo scorso anno, la seconda in crescita di 25€).
Leggero calo anche per le stanze doppie a Napoli (190€, 10€ in meno dello scorso anno), raggiunta da Ferrara (dove si rileva una crescita di circa 50€). Subito sotto Parma (180€), i cui affitti per gli studenti fuori sede che scelgono la stanza doppia si riducono di una ventina di euro.

Tra le città più economiche per le stanze doppie troviamo Catanzaro (160€, in leggera crescita), Genova e Bari (150€ entrambe: la prima, però, stabile rispetto al 2018, la seconda in flessione di 20€) e Pescara (130€).

 

A canone concordato l’83% dei contratti di affitto a studenti. Solo a Milano, Parma e Siena resta preferito il contratto libero 4+4

 

Contratto a canone concordato in crescita: in quasi tutte le città i contratti a studenti fuori sede, 3+2 o transitori sono la regola

Cresce il costo delle stanze singole e doppie per gli studenti universitari fuori sede nonostante risulti in aumento anche il ricorso ai contratti di locazione a canone concordato.

Infatti, se considerate insieme tra loro, le tre tipologie di contratti di affitto a canone agevolato (contratto 3+2, contratto per studenti universitari fuori sede e contratto transitorio) arrivano a toccare l’83,6% delle transazioni a studenti universitari gestite dalle agenzie Solo Affitti presenti nelle città sede delle principali facoltà del nostro paese.

Il richiamo delle agevolazioni fiscali per i contratti a canone concordato (cedolare secca al 10% e sconto IMU del 25%, oltre alle eventuali ulteriori agevolazioni fiscali a livello comunale) è evidentemente troppo forte per i proprietari.

Tra le tre tipologie, ovviamente, a farla da padrone è quella appositamente prevista dalla normativa per il caso specifico: il 60,5% dei contratti di locazione alla clientela studentesca, infatti, è stipulato come contratto per studenti universitari fuori sede.
Alcuni proprietari, tuttavia, preferiscono avvalersi anche negli affitti a studenti di un contratto a canone concordato 3+2 (nel 10,1% dei casi) oppure di un contratto transitorio (nel 13,1% dei casi).

In quasi tutte le città dell’indagine, seppure in misura diversa tra loro, la somma di queste tre tipologie contrattuali raggiunge o supera il 90% dei contratti:

La totalità dei contratti a studenti stipulati quest’anno dalle agenzie Solo Affitti nelle città di Genova, Pavia, Modena, Rimini, Trieste, Pescara, Bari e Cagliari sono di tipologia a canone concordato.

Padova (96%), Roma, Firenze e Napoli (93%), Bologna, Ferrara e Perugia (90%) sono le città in cui prevale di gran lunga il canone agevolato, pur registrandosi una residuale quota di contratti 4+4 o di posto letto. Spesso questo avviene per gli immobili di dimensioni più grandi, generalmente sfavoriti nel calcolo del canone concordato.

 

Dove il canone concordato funziona meno: le città in cui prevale il contratto libero 4+4 e quello di posto letto

Solo il 16,4% dei proprietari, abbiamo detto, sfrutta la possibilità di ricorrere ad un canone di locazione non calmierato, avvalendosi di un contratto di locazione libero 4+4 o della formula contrattuale del posto letto.

In particolare, sul totale dei contratti stipulati nelle città universitarie, il 13,1% è un contratto a canone libero e il 3,3% è un contratto di posto letto.

Si tratta, come detto, di percentuali risicate: ormai la maggior parte dei proprietari è disposta ad attenersi alle quotazioni previste dal canone concordato piuttosto che aumentare i prezzi liberamente ma scontare una fiscalità maggiore.
Dove, quindi, si preferisce (ancora) un contratto a canone libero, nonostante una fiscalità meno favorevole? Perché?

A Milano e Parma, le uniche città in cui le formule a canone concordato sono ancora una minoranza secondo le rilevazioni Solo Affitti, il problema sta nell’accordo territoriale per il canone concordato.
Le tariffe in esso previste sono infatti ritenute inadeguate rispetto a quelle conseguibili al libero mercato e le agevolazioni fiscali non sono sufficienti a “convincere” i padroni di casa ad affittare a canone calmierato i loro appartamenti per studenti.

Se per Parma il recentissimo rinnovo potrebbe modificare la situazione in corso d’opera, Milano è il caso più eclatante di accordo territoriale inefficace.
Nel capoluogo lombardo, infatti, ben il 78% dei contratti non utilizza il canone concordato. Ci sono, certo, miglioramenti rispetto alla situazione pre-rinnovo accordo territoriale (2015), quando nessuno utilizzava i contratti agevolati. Tuttavia, rispetto ad altre città in cui c’è stato un rinnovo dopo tanti anni (es: Napoli), gli aggiornamenti dei valori non sono stati ritenuti sufficienti dai locatori milanesi.

Le altre città “sotto media” per l’utilizzo del canone concordato (Torino 33% di contratti non a canone concordato, Catanzaro 40% e Siena 50%) scontano invece valori dell’accordo territoriale non sempre adeguati agli immobili di grandi dimensioni, destinati nello specifico all’affitto a studenti.

Gli appartamenti destinati agli universitari, infatti, sono generalmente i più spaziosi disponibili sul mercato, dato che vengono affittati “a stanze”, cioè per porzione d’immobile a più studenti cui viene affidato l’uso di una stanza (singola o condivisa) e degli spazi in comune.

In città come Torino, ad esempio, tipicamente:
► i costi dell’affitto residenziale tendono ad essere generalmente bassi, adatti al canone concordato
► i costi delle stanze in affitto per studenti sono invece piuttosto elevati, visto il forte dinamismo del polo universitario
Per questo le stanze in affitto per studenti non sono sempre adatte all’adozione di un contratto concordato.

 

Per risparmiare ci si adatta di più a condividere l’appartamento. Ok all’alloggio più lontano dalla facoltà, purché comodo ai mezzi

 

Interessante analizzare anche come cambiano le preferenze degli studenti fuori sede nella ricerca dell’appartamento in cui alloggiare durante l’anno accademico.

Salta subito all’occhio un dato: nella classifica di preferenze segnalate dalle agenzie Solo Affitti, per la prima volta negli ultimi anni la vicinanza ai mezzi pubblici raggiunge la vicinanza all’università in cima alle preferenze degli universitari: il 62% delle agenzie rispondenti segnalano queste tra le 3 priorità della propria clientela di studenti.

Insomma: nelle città universitarie più grandi e costose (Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Bologna), per risparmiare sull’affitto del posto letto ci si adatta a un appartamento in zona meno centrale o vicina alla facoltà, purché ben collegato.

Al terzo posto la disponibilità di stanza singola: anche se scavalcata dalla comodità ai trasporti, risulta sempre un bel vantaggio la privacy di una singola.

Segue un arredamento moderno confortevole e moderno, caratteristica particolarmente sentita per un settore, quello dell’affitto a studenti, caratterizzato da immobili troppo spesso di scadente qualità, spesso pieni di mobili della nonna e mai oggetto di interventi di ristrutturazione o ripristino. Chi è stato studente fuori sede lo sa, il rischio di doversi adattare ad una “topaia”, soprattutto se si affitta senza ricorrere ad un’agenzia, è elevato.

Cresce nelle preferenze degli studenti la rete wi-fi, ormai considerata una dotazione di base per un alloggio studentesco. Impensabile, per molti, doverne gestire l’allaccio, dato che si tratta di una casa in cui si alloggerà per pochi mesi.

In crescita anche, tra i desiderata degli studenti, la possibilità di condividere l’alloggio tra inquilini dello stesso sesso. Poco di interesse invece la dotazione di lavatrice e lavastoviglie, così come del condizionatore: visto il caro-affitti, sono percepiti sempre più come optional.

 

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Presentazione Autore
Andrea Saporetti
Author: Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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