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Cedolare secca per i negozi, quanto si risparmia?

by Andrea Saporetti
on Ottobre 15, 2018
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Se verrà introdotta nella Legge di Stabilità 2019 la cedolare secca per l'affitto dei negozi i risparmi per i proprietari di immobili commerciali saranno consistenti

Una mappa del risparmio fiscale che l’introduzione della cedolare secca sui negozi consentirà ai proprietari, se il governo inserirà la norma in Legge di Stabilità 2019

È da anni che se ne parla e le associazioni di categoria dei proprietari e degli agenti immobiliari ne hanno fatto una battaglia, ma sembra finalmente essere giunto il momento: con la Legge di Stabilità 2019 la cedolare secca al 21% verrà estesa anche agli affitti commerciali.

È lo stesso sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Massimo Bitonci, a renderlo noto. Secondo voci raccolte dal Sole 24 Ore potrebbe essere inizialmente inserita la flat tax per i soli nuovi contratti di locazione relativi a negozi e relative pertinenze (categoria catastale C/1), escludendo così dall’ambito di applicazione del nuovo regime sia gli uffici che gli immobili produttivi (laboratori artigianali, capannoni industriali).

Vediamo quindi quanto risparmio potrebbe portare nelle tasche dei proprietari di immobili commerciali in affitto e che estensione potrebbe assumere il provvedimento.

 

Cedolare secca sui negozi: una mappa del risparmio fiscale per i proprietari

 

Risparmi interessanti, se si tiene conto che l’analisi dell’Ufficio Studi di Solo Affitti evidenzia minori imposte da pagare ogni anno comprese tra i poco più di 1.000€ per un locatore di Torino e gli otre 2.800€ per uno di Milano.

La simulazione, peraltro, non prende in considerazione un caso-limite, quale ad esempio quello di un proprietario assai facoltoso che affitta un negozio di sua proprietà situato in via Montenapoleone.
Si esamina invece una situazione “media”: un locatore che guadagna 30.000€ lordi annui (e che, quindi, da contribuente sconta come aliquota IRPEF massima il 38%) e che affitta un negozio “nella norma”, se così si può dire: un locale di due vetrine in zona semi-centrale della città.

I risparmi fiscali di cui abbiamo parlato, anche piuttosto consistenti, saranno quindi generalizzati. Ma quanto rimarrà in tasca, concretamente, a un locatore?

cedolare secca negozi risparmio tasse redditi irpef img

I proprietari di negozi che verranno affittati dal prossimo anno con la stipula di un nuovo contratto di locazione potranno attendersi risparmi nell’ordine di:

Torino
Canone medio per un negozio di 2 vetrine in zona semicentrale: 593€ / mese
Risparmio fiscale con la cedolare secca: 1.075€ /anno

Milano
Canone medio per un negozio di 2 vetrine in zona semicentrale: 1.550€ / mese
Risparmio fiscale con la cedolare secca: 2.809€ /anno

Bologna
Canone medio per un negozio di 2 vetrine in zona semicentrale: 633€ / mese
Risparmio fiscale con la cedolare secca: 1.147€ /anno

Firenze
Canone medio per un negozio di 2 vetrine in zona semicentrale: 700€ / mese
Risparmio fiscale con la cedolare secca: 1.268€ /anno

Roma
Canone medio per un negozio di 2 vetrine in zona semicentrale: 993€ / mese
Risparmio fiscale con la cedolare secca: 1.799€ /anno

Napoli
Canone medio per un negozio di 2 vetrine in zona semicentrale: 1.150€ / mese
Risparmio fiscale con la cedolare secca: 2.084€ /anno

Bari
Canone medio per un negozio di 2 vetrine in semicentro: 700€ / mese
Risparmio fiscale con la cedolare secca: 1.268€ /anno

 

Quanti proprietari beneficeranno della misura? E quale impatto avrà sul mercato?

 

È indubbio: molte vetrine oggi spente nei centri storici delle città italiane potrebbero tornare ad accendersi, grazie anche al contributo di questo provvedimento. Ma quante?

Secondo un’analisi del Sole 24 Ore il bacino potenziale del provvedimento è pari a 770.000 negozi al momento sfitti, inutilizzati. È tuttavia molto probabile che –viste le difficoltà ancora presenti sul lato della domanda di negozi, che rimane forte solo nelle zone a più alto transito veicolare o pedonale– una parte consistente dell’estensione potenziale del provvedimento rimanga inutilizzata.

Certamente, comunque, si tratta di un provvedimento sperimentale. Lavorare, come si sta per fare, sul fronte dell’offerta potrà senza dubbio stimolare i proprietari a ridurre i canoni di affitto richiesti agli imprenditori che investono in una nuova attività affittando i muri del loro negozio. Il vantaggio fiscale a questo vuole senz’altro mirare.

Un effetto di stimolo è quindi innegabile: lo Stato fa pagare meno tasse al locatore, che può quindi essere più accomodante sul canone di locazione con l’inquilino negoziante inquilino senza rimetterci in termini di redditività dell’investimento. Si tratterà comunque di piccoli sconti: non aspettiamo eccessi di generosità dei locatori di negozi a causa di questo provvedimento.

È tuttavia altrettanto vero che, senza seri interventi sulla domanda di negozi, e quindi consistenti contributi alla neo-imprenditorialità, non ci si può attendere un rilancio delle attività nei centri delle città.
Contare solamente su una misura che coinvolge i proprietari non può portare effetti di particolare rilevanza, senza un consistente stimolo anche e soprattutto sul fronte della domanda di locali commerciali.

In un mercato, come quello delle locazioni di immobili per l’impresa, che ha difficoltà a ripartire soprattutto a causa delle difficoltà della domanda, un’azione di stimolo sul fronte dell’offerta è utile ma non decisiva per garantire la ripartenza del comparto.

 

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Presentazione Autore
Andrea Saporetti
Author: Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


Commenti (4)

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SALVE .Se l'inquilino di un locale affittato ad uso commerciale chiede di poter stabilire la propria residenza nel locale medesimo, con il consenso firmato del proprietario del locale, il contratto di locazione preesistente puo' sussistere con le clausole del contratto commerciale?
Inoltre, sempre nel medesimo caso, il proprietario,va incontro a qualche penalita' dal punto di vista legale?
Se si ,quali?.

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Buongiorno Gianfranco, diciamo che se il proprietario accetta questa modifica, allora il contratto si "trasforma" in un contratto abitativo, devono esserci però anche le condizioni oggettive nel locale per poterci abitare.

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Buongiorno Giuseppe, si parla in ogni caso di una proposta di legge e quindi non c'è un testo a cui fare riferimento; nella proposta si parla di locali commerciali, che potrebbero include molte attività oltre ai classici negozi.

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Non ho capito bene se la cedolare secca riguarda solo i negozi o anche i locali ove si svolgono attività che comportano la presenza di pubblico come ad esempio autorimesse, autofficine, revisioni di autoveicoli,
grazie

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