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Perché l’affitto è stato il bene-rifugio per le famiglie durante la crisi dell’immobiliare

by Andrea Saporetti
on Marzo 08, 2018
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L'analisi Solo Affitti dello stretto legame tra andamento delle compravendite di abitazioni e quota di affitti con motivazione non transitoria

Negli anni di crisi delle compravendite, la locazione è stata l'ancora di salvezza per le famiglie che non hanno potuto comprare casa.

 

Se storicamente l’affitto ha rappresentato, nel nostro paese, il modo di abitare tipico per coloro che cercano casa temporaneamente per motivi di studio e di lavoro, l’Ufficio Studi del franchising leader nel settore della locazione, Solo Affitti, ha rilevato una decisa inversione di tendenza negli ultimi anni.

Da un recente studio condotto tra le città capoluogo di regione emerge con chiarezza quanto la crisi delle compravendite immobiliari abbia inciso sul profilo socio-demografico di chi si rivolge alla locazione.

Ecco un grafico che evidenzia l’evoluzione del ricorso all’affitto negli anni 2011-2017, fotografando proprio il periodo durante il quale si è manifestata con più evidenza la crisi delle compravendite immobiliari nel nostro paese.

 

Affitto motivazioni inquilino abitazione principale studio lavoro img

Compravendite di case e affitto come abitazione principale: due facce della stessa medaglia

 

Anche in un contesto sociale quale quello italiano, storicamente legato alla casa di proprietà, quasi costantemente negli anni tra il 2012 e il 2016 la motivazione che ha spinto ad andare a vivere in affitto oltre la metà degli inquilini è quella abitativa stabile. Con punte, nel 2015, di quasi il 60%, contro una situazione “normale” attorno al 45%.

La coincidenza temporale rispetto alla fase di maggiore tracollo per gli scambi di proprietà di case in Italia è evidente. Le compravendite di abitazioni sono infatti scese sotto quota 500 mila negli anni tra il 2012 e il 2015, toccando il picco negativo tra il 2013 e il 2014, quando il numero di immobili acquistati si è aggirato attorno alle 400 mila.

Notiamo quindi una evidente coincidenza temporale tra i due fenomeni, solamente con un leggero ritardo nella manifestazione del fenomeno sul mercato dell’affitto. È infatti nel 2015 e 2016 che si raggiungono i livelli più elevati di quota di contratti di affitto stipulati con finalità di abitazione principale per gli inquilini, anziché per ragioni di lavoro o di studio.

 

Siamo tornati ad un numero di compravendite “normale” per il mercato? Anche i dati sull’affitto lo confermano

 

I dati ci dicono che le compravendite di abitazioni sono tornate vicino ai valori del 2011, a livello di numero di scambi effettuati sul mercato. La fase più critica della crisi del settore immobiliare sembra ormai alle spalle.

Maggiore stabilità del mercato delle compravendite, quindi? Sembrerebbe proprio di sì, anche a giudicare dall’analisi del trend delle motivazioni all’affitto, che rappresenta l’altra faccia della medaglia.

Infatti, l’andamento delle compravendite residenziali ha dimostrato di avere un andamento diametralmente opposto, in questi anni, a quello della quota di contratti di locazione destinati ad abitazione principale per gli inquilini.

Il fatto che, sul fronte del mercato dell’affitto, l’indicatore delle locazioni con esigenza non transitoria sia tornato sui livelli del 2011 può senz’altro essere visto come una conferma della ritrovata situazione di normalità delle vendite di case da parte degli italiani.

 

Affitto: ritorno alla normalità sul mercato, ma con un mercato molto più ampio di prima

Tornano a crescere le compravendite di immobili e, al contempo, ritorna nella norma la quota di affitti destinati a finalità abitative di lungo periodo. Risultato ovvio: cala il numero di locazioni nel nostro paese.

Assolutamente no: i dati ci dicono tutt’altro.

Dobbiamo infatti ricordare che se è vero che la quota di locazioni stipulate con finalità di lungo periodo è tornato ai livelli pre-crisi del settore immobiliare, il numero di contratti di affitto stipulati ogni anno nel nostro paese è incrementato notevolmente, negli ultimi anni, con una crescita continuativa da 9 anni a questa parte. Stando alle stime dell’associazione di categoria degli agenti immobiliari FIAIP, la crescita delle locazioni risulta essere di oltre il +68% nell’arco temporale 2007-2016.

Crescita dovuta, sì, all’effetto di ripiego di molte famiglie sull’affitto, non potendo accedere al mutuo per acquistare casa. Effetto che, come già detto, si è in parte ormai riassorbito.

Ma anche, è fuori di dubbio, ad una evoluzione sociale e culturale degli italiani nei confronti della locazione. Va senz’altro rilevato, come dato tendenziale, un minore pregiudizio nei confronti dell’affitto da parte degli italiani, che non sembrano più ancorati come un tempo al mantra della casa di proprietà a tutti i costi.

Viene finalmente riconosciuta la maggiore adattabilità dell’affitto alla crescente mobilità sul territorio degli italiani: per ragioni di vita, familiari e lavorative. Se è più probabile cambiare casa diverse volte nella vista, rispetto a qualche generazione fa, l’affitto può essere la soluzione giusta in diverse fasi della vita di ciascuno di noi.

Allo stesso modo, viene finalmente apprezzata la maggiore flessibilità che l’affitto garantisce, meglio adattandosi al più mutevole concetto di famiglia e di coppia che si sono imposti negli ultimi venti-trent’anni. Pensiamo infatti a quanto possa essere più adatto alla fase, tutta nuova, di “sperimentazione” della coppia appena formata, così come alla fase di “risistemazione” della coppia che scoppia una soluzione come l’affitto.

Cambiamenti profondi, destinati a portare con sé un nuovo approccio al tema “casa” nel nostro paese.

 

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Presentazione Autore
Andrea Saporetti
Author: Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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