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Sfratto per morosità dell’inquilino: ecco dove conviene di più una garanzia sull’affitto

by Andrea Saporetti
on Luglio 01, 2014
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Gli sfratti per mancato pagamento dell'affitto costituiscono un grave problema sociale, per di più amplificato dalla crisi. I dati di recente diffusi dal Sunia parlano di oltre 65.000 sfratti per morosità nel solo 2013. Grave disagio per l'inquilino che, impossibilitato a pagare l'affitto per insufficienza di reddito, subisce una procedura di sfratto e si ritrova l'ufficiale giudiziario alla porta. Ma anche per il proprietario: disponibile ad affittare casa, sì, ma solo a fronte della sicurezza che l'inquilino non smetta ad un certo punto di pagare. Vediamo dove è maggiore l'incidenza degli sfratti e, quindi, dove risulta più opportuna una garanzia a tutela dell'affitto.

 

 

Il Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) ha di recente diffuso i dati relativi ai provvedimenti di sfratto emessi nel corso del 2013, così come delle richieste di esecuzione di sfratto presentate all'ufficiale giudiziario e degli sfratti effettivamente eseguiti.

C'era da aspettarselo, ma non per questo il dato è meno preoccupante: nel 2013 i procedimenti di sfratto emessi da un tribunale nei confronti di un inquilino sono stati oltre 70.000. Per la precisione 73.385 sfratti (sebbene i conteggi effettuati in alcune province, anche importanti, siano limitati al periodo gennaio-settembre), in crescita del 4,37% rispetto all'anno precedente.

Per la gran parte si tratta di sfratti per morosità, ovviamente: 65.302, pari all'89% del totale. La restante parte è riconducibile per il 4% a sfratti per necessità del locatore (2.659) e per il restante 7% a sfratti per finita locazione (5.424).

Si tratta di situazioni di particolare gravità ma, non serve nasconderlo, è soprattutto il fenomeno della morosità incolpevole a costituire, in un periodo di crisi economica e di perdita del posto di lavoro (e quindi del reddito) per tante famiglie, il problema principale. Oltre 65.000 inquilini a cui, durante lo scorso anno, un giudice ha intimato di abbandonare l'immobile a fronte del mancato pagamento del canone di affitto, provvedendo alla convalida dello sfratto nonostante, come spesso avviene, fosse stato concesso un termine di grazia entro il quale rientrare dalla morosità pagando i canoni arretrati. Tutto inutile, soprattutto quando non si dispone più di un posto di lavoro o se si è in cassa integrazione o mobilità, o comunque se viene meno una delle fonti di reddito in famiglia.

In alcune regioni, il fenomeno degli sfratti è diventato particolarmente importante. L'Ufficio Studi Solo Affitti ha effettuato un'analisi del fenomeno, incrociando le informazioni sugli sfratti per morosità diffuse dal Sunia con i dati demografici dell'Istat sulla popolazione in affitto. In questo modo, è possibile stimare, regione per regione, l'incidenza percentuale degli sfratti per morosità rispetto alla popolazione residente in affitto, verificando in quali aree del nostro Paese risulti più significativo questo fenomeno sociale.

2014-07 Sfratto per morosità dell inquilino ecco dove conviene di più una garanzia sull affittoSpetta all'Emilia Romagna il primato della più elevata incidenza di sfratti per morosità rispetto alla popolazione residente in affitto: quasi 8 sfratti ogni 1.000 persone che vivono in un immobile con contratto di locazione. Ma anche la Lombardia, la Toscana, il Veneto e il Lazio scontano livelli molto elevati di sfratti per morosità rispetto al numero di inquilini presenti in regione, superiori ai 7 sfrattati ogni 1.000 conduttori. Piemonte, Umbria e Puglia completano il quadro delle regioni nelle quali il fenomeno dello sfratto per morosità risulta superiore alla media nazionale (6,04), rispetto a questo indicatore della difficoltà di sostenimento del costo dell'affitto da parte delle famiglie.

Tutte regioni nelle quali sono più grandi gli agglomerati urbani e, in generale, dove sono ubicate le principali città del nostro Paese: Bologna, Milano, Firenze, Venezia, Roma, Torino, Perugia, Bari solo per citare i capoluoghi, ma anche tanti altri centri di medio-grandi dimensioni che contribuiscono a sviluppare le dimensioni del fenomeno. Uniche eccezioni, Sicilia e Campania, dove, nonostante la presenza di grandi città come Napoli e Palermo (e non solo), probabilmente una maggiore diffusione dell'affitto in nero determina un minore ricorso alle classiche vie giudiziali per la richiesta di rilascio dell'immobile all'inquilino inadempiente.

Al di là di queste eccezioni, risulta generalmente verificata una certa correlazione tra la presenza di una o più metropoli, ovvero zone caratterizzate da una particolarmente alta "tensione abitativa", ed incidenza degli sfratti per morosità rispetto al numero di inquilini presenti in regione. Sono quindi queste le zone d'Italia dove gli inquilini, ovviamente loro per primi, devono far fronte al rischio di essere sfrattati, in caso di perdita del posto di lavoro o di situazioni che vadano a ridurre la capacità di spesa della famiglia in affitto.

Regioni nelle quali, dall'altra parte della "barricata", i proprietari pretendono maggiori garanzie per accettare l'ingresso nella propria casa di un affittuario. Il quale, per quanto affidabile possa apparire al momento della stipula del contratto di locazione, si scoprirà solo con il tempo se sarà affidabile anche nei pagamenti del canone mensile di affitto. Come può dunque il proprietario, soprattutto nelle regioni dove risulta più frequente il fenomeno degli sfratti per morosità, proteggersi dal rischio di trovarsi in casa un inquilino che, a fronte dell'alloggio di cui dispone, smetta di pagare l'affitto?

Sono diverse e sempre più diffuse (anche per l'accessibilità in termini di costo) le soluzioni che il mercato offre in questo senso. Di particolare efficacia la formula dell'assicurazione a garanzia del regolare pagamento dei canoni di affitto, che associa l'affidabilità nel rimborso degli eventuali canoni insoluti che solo una compagnia assicurativa può garantire, alla possibilità di recupero di un numero di canoni di locazione sufficienti a coprire gran parte se non tutta la procedura di sfratto dell'inquilino moroso dall'abitazione.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti
Author: Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


Commenti (2)

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Buongiorno Mihaela, se non riesce a saldare il debito, il proprietario dovrebbe avviare una causa di sfratto per poterla mandar via e recuperare il debito; quindi senza un regolare contratto registrato, questo non sarebbe possibile. Quindi se vi è una situazione di contratto in nero, potrebbe a questo punto trovare un accordo: per fare un piano di rientro del debito comodo per lei, evitando una denuncia per il proprietario.

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Salve avrei bisogno di un consiglio...quando ho preso la casa lavoravo pet una ditta che mi aveva promesso contratto indeterminato..purtroppo non evstato cosi e dopobtre mesi non me lo hanno rinnovato piu..quindi in quell periodo sono rimasta indietro con i affitti...me ne volevo andare solo che phou con il proprietario abbiamo deciso di tentare a saldare tutto...adesso lavoro per un altra ditta solo che non riesco ad uscire dai casini nonostante faccio dei sacriffici evtutti mesi vado a dargli dei soldi(che lui dice che sono pocchi)vorrei sapere cosa posso fare..me ne vorrei andare ma se li devo dare tutti soldi,non so come fare?e vorrei anche precisare che ho un contratto...ma nessuna ricevuta..solo pezzi di carta.grazie a chi mi risponderà

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