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Studenti, in stanza doppia risparmio medio del 26%. Roma la città in cui condividere conviene di più

by Andrea Saporetti
on Settembre 15, 2015
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Comfort vs. risparmio. Per uno studente universitario fuori sede, la scelta tra l’affitto di una stanza singola o di una doppia è il classico momento in cui mettere sul piatto i pro e i contro di un coinquilino. Silenzio, privacy, autonomia, ordine (o disordine, a seconda di quello che si preferisce!) sono gli assoluti pro della camera singola. Ma quanto si risparmia scegliendo di condividere la stanza?

 

 

 

 

Studiare richiede concentrazione.

Già, per chi frequenta una facoltà universitaria le distrazioni sono mille:e l’amico che ti scrive su whatsapp, e l’altro che ti invita ad un caffè, e l’organizzazione della serata a bere qualcosa, e l’appuntamento con “la tipa”…

Già la voglia di studiare non è sempre quella massima possibile, perché insomma, anatomia o scienza delle finanze non è che proprio siano spassose…

Fatto sta che, se ci si aggiunge anche una compagna di stanza che passa ore al telefono a fare le chiacchiere con l’amica del cuore o il coinquilino che organizza party improvvisati a base di birra nella stanza di 25 mq, la possibilità di trarre giovamento dalle serate in camera dedicate allo studio è praticamente nulla.

 

La vita da coinquilino è spesso questa. Non farci i conti è una scelta poco saggia.

E proprio quando, come in questo periodo, gli studenti universitari sono alla forsennata ricerca dell’alloggio nel quale passare l’anno accademico, la scelta tra stanza singola o doppia (tripla per i più coraggiosi!) è all’ordine del giorno.

 

Il vostro blog specializzato negli affitti ha proprio ieri diffuso i dati sull’affitto di stanze a studenti universitari nelle città sedi dei principali atenei del nostro paese.

Un mondo variegato e spesso poco conosciuto, quello dell’affitto a studenti universitari, all’interno del quale non è facile raccapezzarsi: meglio un contratto concordato per studenti, un contratto libero o un posto letto? come registrare il contratto e a chi spettano le spese? Come fare quando si deve dare disdetta o in caso di subentro di un nuovo inquilino?

Molti (e comprensibilissimi!) quesiti tecnici che l’esperto di Solo Affitti ha più volte affrontato negli articoli di questo blog (l’ultimo potete consultarlo a questo link).

 

Non solo per la normativa, però, vogliamo approfondire il tema. Sono i consigli pratici che ci interessano.

Proprio per questo l’approfondimento di oggi ci permetterà di capire meglio quanto può pesare, mediamente, il piatto della bilancia del risparmio grazie alla condivisione della stanza per uno studente universitario.

Un modo per aiutare i lettori studenti che, alle prese con la scelta della propria stanza in affitto, vogliano comprendere bene, città per città, di quanto può consistere la minore spesa se si sceglie una doppia, rinunciando all’intimità e alla libertà della singola.

 

09 Studenti in stanza doppia risparmio medio del 26 Roma la città in cui condividere conviene di piùEmerge cheil risparmio su cui si può contare, se si sacrificano le proprie esigenze di privacy e si mette in conto una a volte complicata convivenza con il proprio coinquilino, è in media del 26%. Che, visti i prezzi stellari degli affitti di alcune città universitarie, possono fare particolarmente comodo.

Ma dove il risparmio è maggiore e dove, al contrario, il costo della singola non si abbassa granché se si ripiega su una doppia?

 

L’immagine mostra chiaramente come sia Roma la città in cui il (gravoso) costo di una stanza singola possa essere, più che altrove, calmierato grazie alla condivisione degli spazi. Il 37% di risparmi la mette al comando di questa speciale classifica.

Le zone più tipicamente universitarie, quelle vicino a La Sapienza, a Tor Vergata e a Roma Tre ma anche quelle limitrofe, offrono opportunità di risparmio considerevoli rispetto ai canoni di affitto a volte spropositati richiesti dalla capitale.

 

Decisamente inferiore, invece, il risparmio conseguibile grazie a questa scelta nelle altre quattro città più costose per gli affitti universitari: Milano, Venezia e Firenze.

Anzi: Milano permette almeno un minore costo di quasi il 25%; non un granché, a dire il vero, se si tiene presente che è la città con i canoni di affitto per studenti più elevati anche quest’anno.

Firenze, anch’essa molto cara, consente un risparmio del 21%, piuttosto esiguo.

Ma è la città della celebre Università Cà Foscari, ossia Venezia, a consentire, pur con la condivisione dell’appartamento, i minori risparmi: solo il 14%. La singola è, in questo caso, competitiva con la stanza con più posti letto.

 

Invece, tra le città che associano canoni non eccessivi ad un buon risparmio sicuramente vanno annoverate Torino (31% di risparmio), Bari (28%) e Catanzaro (26%).

 

Il dubbio ci rimane: vale la pena affittare una stanza doppia per risparmiare, pur consapevoli della non sempre facile condivisione degli spazi? O è meglio dare fondo ai risparmi (o fare gli occhi dolci a papà e mamma) e concedersi una singola? Fatecelo sapere rispondendo al sondaggio!

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Presentazione Autore
Andrea Saporetti
Author: Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


Commenti (2)

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ho un appartamento a roma ed è affittato per un anno a studenti universitari.Vorrei sapere se posso pgare con la cedolare secca al 10 per cento e presentare una dichiarazione integrativa per recuperare la differenza.Grazie

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Buongiorno Mastrangelo,
se il contratto di locazione che ha utilizzato è a canone concordato per studenti universitari fuori sede e se questo rispetta i termini dell'accordo territoriale per le locazioni a canone concordato del Comune di Roma, può sicuramente optare per il regime della cedolare secca sfruttando l'aliquota agevolata del 10%.
Dovrà innanzitutto comunicare agli inquilini tramite raccomandata la rinuncia all'applicazione dell'aggiornamento Istat del canone (condizione necessaria per poter usufruire della cedolare secca) e presentare all'Agenzia delle Entrate il modello RLI con cui comunica l'applicazione della cedolare secca per quel reddito da locazione, d'ora in avanti.
Cordiali saluti

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