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Calcolo Imu: le aliquote e le scadenze per i proprietari di seconde case.

Mentre in questi giorni stiamo prendendo confidenza con la Tasi e cercando di risolvere gli ultimi dubbi, prima fra tutto quello se nel proprio comune c'è stata o meno la delibera e se dovrò pagare e quanto, torna di gran moda la "questione Imu". La Tasi, infatti, si aggiunge al più famoso tributo Imu che è dovuto dai proprietari di seconde case. Quando e in quale misura? Facciamo sempre un esempio.

Definizione.
L'Imposta municipale propria, in origine prevista a partire dal 2014 in base agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo n. 23/2011, è stata anticipata al 2012 con il decreto legge n. 201/2011
L'adozione dell'imposta dal 2012 viene considerata sperimentale fino al 2014, per poi passare a regime dal 2015. Il soggetto passivo dell'Imu, ovvero colui che è tenuto a pagare tale tassa, è il proprietario oppure titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie); in questo caso il tributo non spetta in alcun modo all'inquilino.


Chi deve pagare l'Imu e chi no?
La Legge di Stabilità 2014 ha escluso l'applicazione dell'IMU per alcuni casi specifici tra cui:
• le abitazioni principali (ovvero quelle possedute e utilizzate direttamente come residenza propria e del nucleo familiare), tranne per le categorie A/1 (abitazione di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici).
• le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, che sono adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
• i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
• La prima casa posseduta, e non affittata, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia, dal personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia;
• la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

Questo a livello nazionale, viene poi lasciata alla facoltà dei comuni decidere di assimilare alcune particolari unità immobiliari alla prima casa; per esempio in caso di unità immobiliari:
• possedute a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari, se non concesse in affitto;
• possedute a titolo di proprietà o usufrutto da cittadini italiani non residenti in Italia purché non concesse in affitto;
• concesse in comodato a "parenti in linea retta, entro il primo grado" purché utilizzata come "abitazione principale" per la sola quota di rendita risultante in catasto non eccedente 500 euro, oppure se il comodatario appartiene ad un nucleo familiare con un Isee non superiore a 15.000 euro annui, in questi casi l'agevolazione è comunque applicabile.
Quindi negli altri casi e comunque in tutti i casi di immobili concessi in affitto, l'Imu è dovuta.


Quanto pago?
Per calcolare quanto costa l'Imu al proprietario di un immobile occorre conoscere il valore catastale di tale abitazione e le aliquote deliberate dal comune dove si trova lo stesso. Quindi per fare un esempio prendiamo un immobile in categoria A/2 con rendita catastale di 756 euro che si trova nel comune di Bologna ed è stato concesso in affitto con un contratto a canone concordato. Per questa particolare tipologia il comune di Bologna, per l'anno 2014, ha previsto l'applicazione di un'aliquota agevolata allo 0,76%. È importante che l'immobile venga utilizzato da:
• persone fisiche che la utilizzino come abitazione principale;
• studenti universitari, non residenti nel Comune, iscritti ad un corso di laurea, ad un diploma universitario o ad una specializzazione post laurea presso l'Università degli Studi di Bologna;
• lavoratori, non residenti nel Comune di Bologna o in comuni confinanti, che svolgono stabilmente la propria attività lavorativa nel Comune di Bologna o in Comuni confinanti.


Quindi facendo i calcolo: partiamo dalla base imponibile data dalla rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per 160, coefficiente fisso previsto per le categorie abitative.
Euro 756 + 5% = 793,8 * 160 = 127.008 (base imponibile) * 0,76% (aliquota prevista) = 965 euro (Imu totale da pagare).


Quando pago?
Salvo diversa indicazione del comune l'imu va versata in due rate: la prima (nel nostro esempio 482,50 euro) entro il 16 giugno e la seconda (i restanti 482,50 euro) entro il 16 dicembre. Per il pagamento si utilizza il modello F24 cartaceo o il sevizio F24 Web, collegandosi direttamente al sito dell'Agenzia delle Entrate. Oppure si può versare tramite bollettino postale o rivolgendosi ad un intermediario abilitato.

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