È questo il quesito principale che ci pongono in questi giorni proprietari e studenti /inquilini che stanno firmando i contratti d'affitto. Dal punto di vista del proprietario il quesito principale è: con quale tipo di contratto potrò usufruire delle agevolazioni fiscali? E per lo studente/inquilino la preoccupazione principale è di avere un contratto regolare, con poca spesa e molta resa.
Salve,
sono uno studente fuori sede e, giorni fa, ho trovato una stanza da prendere in affitto nella città universitaria(che rientra negli 11 comuni ad alta densità).
Al momento della visione della stanza, la proprietaria, che cercava espressamente studenti, come scritto sull'annuncio, e fitta SOLO a studenti(ha altre stanze nell'appartamento fittate a studenti),mi ha proposto un contratto "regolare e registrato" della durata di 1 anno a 300euro,mi ha fatto pagare la prima mensilità e mi ha detto di aspettare qualche giorno per la stipula del contratto.
Quando mi ha inviato la bozza del contratto, ho letto che è stato fatto di tipo "transitorio", con dicitura "contratto di locazione di natura transitoria".
Prima di firmarlo, nel tentativo di ricevere chiarimenti, in quanto io ero convinto stipulasse un "contratto per studenti universitari" come stabilisce la legge 431/98 art5 comma2, lei ha risposto dicendo che la sua tipologia è "transitorio di tipo libero", in quanto il canone stabilito è stato imposto da lei. Ha anche aggiunto che, se avesse stipulato un contratto per studenti, il canone concordato sarebbe stato troppo basso rispetto a quello da lei voluto.
Inoltre, lei nel contratto ha riportato come motivo della transitorietà la mia necessità di studio universitario ,ma questo mi pare di capire e di leggere da vari siti che non rientra nella regolamentazione e non è un valido motivo, in quanto esistono dei contratti specifici per studenti fuori sede e per queste esigenze.
Ora vorrei sapere da lei cosa pensa a riguardo.. ho letto e riletto la legge, ho letto moltissimi articoli internet, e TUTTI mi confermano che il transitorio per legge è a canone concordato per la mia città universitaria.
In attesa della sua risposta, La ringrazio anticipatamente.
Gentile studente,
lei ha pienamente ragione!! Purtroppo spesso si fa un po' di confusione tra i due contratti.
Se l'immobile si trova in un comune ad alta densità abitativa in entrambi i casi, transitorio o contratto per studenti universitari fuori sede, il canone deve essere concordato. Nel primo caso però, quello del transitorio, c'è la possibilità di aumentare il canone concordato risultante dal calcolo degli accordi territoriali fino al 20% in più e soprattutto non ci sono agevolazioni fiscali per il proprietario, poiché si considera che l'agevolazione consista già in una più breve durata rispetto alle altre tipologie contrattuali.
Mentre, nel caso di contratti per studenti universitari fuori sede il proprietario beneficia degli stessi vantaggi previsti per i contratti 3 + 2: aliquota cedolare al 15% invece che al 21%; oppure deduzione Irpef sul reddito da locazione del 33,5% invece del 5%; nel caso di pagamento dell'imposta di registro calcolo del 2% sul 70% del canone annuo e non sul 100%.
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