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Milano: il nuovo accordo territoriale per calcolare il canone concordato. Scopriamo come funziona e i valori previsti!

Finalmente, dopo aver da tempo segnalato e ripetuto che in una città come Milano, dove sono in tanti a scegliere l'affitto o a dover prendere un immobile in locazione considerando la condizione di studente o trasfertista, era ormai indispensabile procedere con il rinnovo dell'accordo territoriale. Lo stesso era fermo al 1999, in lire e con valori lontanissimi da quelli che vengono richiesti nella realtà del mercato libero. Proviamo a capire, quindi, se il nuovo accordo, appena siglato, ha rimesso a posto la situazione; offrendo di fatto ai proprietari l'occasione di sfruttare le agevolazioni previste peri contratti a canone concordato e agli inquilini di poter spuntare canoni più bassi e ci auguriamo più sostenibili.

 

 

 

Per capire se abbiamo una situazione di convenienza o meno crediamo possa essere utile partire da un caso concreto e quindi facciamo i conti per un immobile di proprietà del Signor Brambilla con le seguenti caratteristiche:
ubicato in Via Fara n°102 (zona 11 - Maggiolina), piano 2°, scala A, interno 6.

 

Composizione:

cucina abitabile, soggiorno, 2 camere da letto, 1 bagno, per una superficie interna calpestabile pari a mq. 82
2 balconi di mq. 10 ciascuno

Anno di costruzione: 1988

Dotazioni:
- riscaldamento autonomo
- impianti a norma
- doppi vetri
- ascensore
- porta blindata
- prossimità ad un'area commerciale con negozi ed uffici di vario genere, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici di trasporto
- arredamento (nuovo e completo di ogni elemento).

 

Il nuovo accordo territoriale ci dice che per il calcolo della superficie dobbiamo prendere in considerazione quanto indicato dal Dpr 138/98 e quindi alla superficie interna di 82 mq sommiamo il 30% dei due balconi; arrivando ad una superficie interna totale di 88 mq.
Siamo nella zona urbana omogenea 11 definita "Maggiolina" e l'immobile, considerando la presenza di elementi di tipo A e B più 3 elementi di tipo C è nella sub fascia 3, ovvero quella massima.
Quindi considerando che il Signor Brambilla per questo immobile voglia stipulare un contratto a canone concordato di 3 anni + 2 dovrà moltiplicare la superficie totale per i valori corrispondenti che in questo caso nella zona 11 per la sub fascia 3 sono di €/mq annuo minimo di 111 e massimo 135.


canone minimo: 88mq * 111 €= 9.768€ annuo e dunque 814 € mensile;

canone massimo: 88mq * 135 €= 11.180 € Annuo e dunque 990 € mensile.

A questi valori il Signor Brambilla potrà aggiungere il 10% previsto dall'accordo per gli immobili completamente arredati, come in questo caso. Quindi i valori mensili oscilleranno da un minimo di 895 euro ad un massimo di 1.089 euro.


Maggiorazioni sono previste anche nel caso in cui si scelga una durata contrattuale superiore a quella minima, ovvero:
• Del 3% per durata di 4 anni
• del 5% per durata di 5 anni
• dell'8% per durata di 6 anni
• del 10% per durate superiori ai 6 anni

 

Possiamo concludere che sicuramente è stata fatto un buon aggiornamento considerando che con il vecchio accordo il proprietario di questo ipotetico immobile avrebbe potuto chiedere tra i 412 euro e massimo 500 euro massimo. Abbiamo considerato già la maggiorazione del 10% dell'arredamento, rimarrebbe da aggiornare i valori con l'indice Istat, ma di certo questo nuovo accordo avvicina molto di più i valori di mercato a quelli del canone concordato.

Non rimane che iniziare a fare calcoli e stipulare nuovi, convenienti, contratti.

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